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10/01/2008 - Riprenderà la prossima settimana alla Camera l’esame del disegno di legge di riforma delle professioni messo a punto dai deputati Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi.

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Giuseppe
Sono un giovane geometra, diplomato da 7 anni e lavoro in proprio da 2. Continuo sempre a mantenere una formazione professionale viva, facendo corsi e leggendo libri. Dal 1929 sono passati ben 79 anni e da allora la scuola ha fatto passi da gigante. Ho sempre studiato costruzioni e spesso i nostri compiti scritti si basavano sul cacolare una semplice struttura. Ora che lavoro non mi permettono di calcolare nemmeno un sarcofago 2m x 3m. Non chiedo tanto.. ma almeno di poter applicare le nozioni strudiate a scuola alla mia professione. Le semplici strutture, non aventi carichi elevati, aggetti e strutture spingenti, possono benissimo essere calcolate senza per forza andare all'università. Magari sarebbero opportuni dei corsi specializzati; Ma per rinfrescare la memoria, già sono cose che si sono studiate... Ho molto rispetto verso gli ingegneri e chi ha studiato più di me, che riesce a calcolare cose per me impossibili, ma non rispetto chi con superiorità, dice che io non sò fare determinati calcoli anche se semplici. Un tecnico che si rispetti conosce i propri limiti.
Antonio
Sono diplomato perito industriale e contemporaneamente laureato in ingegneria (laurea triennale), iscritto al collegio dei periti industriali e libero professionista che esercita da svariati anni, intenzionato ad iscriversi all'ordine degli ingegneri alla sezione B. Credo che le cose debbano rimanere come sono, e quindi in disaccordo con la Mantini-Chicchi, in particolare la mia laurea l'ho sudata con tanti sacrifici e come me, penso che l'abbiano dovuto fare tante altre persone. Pertanto credo che non è giusto che i semplici diplomati attualmente iscritti ai collegi siano equiparati a coloro che hanno seguito un corso di laurea dando regolari esami e una tesi di laurea. Con la riforma si può verificare che un semplice iscritto che non ha mai esercitato si possa avvantagiare di tale situazione alla faccia di chi da diversi anni ha regolarmente esercitato pagando sul campo la propria professionalità, nonchè le tasse e i contributi previdenziali (peraltro molto salate), oltretutto ad avviso dello scrivente, la confusione tra le singole competenze sarà maggiore di quella esistente e ognuno cercherà di appropriarsi di professionalità che non gli compete. Quindi lasciamo le cose al proprio posto forse è la cosa migliore, oltretutto un laureato è un "Dottore" mentre chi non si è mai seduto su un banco universitario rimane un semplice Sig. e ad avviso del tutto personale, questo non può essere un modo per "laureare" chi non lo è.
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