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URBANISTICA

Rischio idrogeologico: sì al piano di mitigazione

di Rossella Calabrese
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Previsti interventi di sistemazione di aree franose e alluvionali

Vedi Aggiornamento del 06/11/2009
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03/01/2008 - Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha firmato il decreto che dà il via al secondo Piano strategico nazionale di mitigazione del rischio idrogeologico. Gli interventi interessano tutte le Regioni e riguardano la sistemazione di aree franose, alluvionali e valanghive, la manutenzione del territorio, la ricostituzione dell'equilibrio costiero e dell'equilibrio idrogeologico in aree percorse dal fuoco, privilegiando gli interventi realizzati con tecniche di ingegneria naturalistica. Il piano è costituito da 319 interventi e da 5 intese regionali con le Regioni Lazio, Marche, Molise e Toscana, per un totale di oltre 241 milioni di euro. “L’Italia - ha dichiarato il Ministro Pecoraro Scanio - ha un territorio con un alto livello di criticità in termini di rischio idrogeologico. Investire fortemente in opere per ridurre il rischio sul nostro territorio è, allo tesso tempo, un dovere e un’opportunità. Certamente la difesa del nostro territorio da frane e alluvioni, così come la difesa delle coste o la riqualificazione di alcune aree, rappresenta l’opera pubblica più importante; per questo motivo la scelta degli interventi è avvenuta di concerto con le regioni per evitare assurdi sperperi di denaro pubblico”. Contestualmente è stato istituito l’Osservatorio Nazionale per la Difesa del Suolo e la Tutela delle Acque (Ondis) che, avvalendosi dell'Agenzia per la protezione dell'Ambiente (Apat), avrà il compito di verificare la capacità di spesa degli enti sui finanziamenti.
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