Verifica edifici esistenti e solutore pushover

Certificazione energetica: poche barriere all’ingresso per i professionisti

Ma i metodi di calcolo devono essere condivisi e fissati ai più alti livelli di garanzia tecnica

vedi aggiornamento del 29/10/2009
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08/02/2008 - Ritorniamo sul tema della certificazione energetica degli edifici per cercare di capire quali saranno le opportunità di lavoro che, dopo l’emanazione dei decreti attuativi dei Dlgs 192/2005 e 311/2006, si apriranno per i professionisti.

Certificazione energetica: poche barriere all’ingresso per i professionisti

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Il Ministero dello Sviluppo Economico ritiene che tutti i tecnici abilitati e iscritti agli Albi professionali potranno svolgere l’attività di certificatore, senza obbligo di corsi abilitanti o patentini, la cui eventuale istituzione sarà lasciata in mano alle Regioni (leggi tutto).

Abbiamo chiesto il parere dell’ingegner Vincenzo Lattanzi del Dipartimento Tecnologie per l'energia, fonti rinnovabili e risparmio energetico dell’Enea di Bari, nonchè membro del Comitato istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico per la stesura dei decreti attuativi del Dlgs.192/2005 e s.m.i.

“In relazione alla definizione di soggetti certificatori, tenuto conto delle differenti posizioni manifestate a più riprese dalle Regioni e alla necessità di fornire un servizio reale ai cittadini, ponendo a loro carico costi contenuti e congrui, sono state poste alla base da parte del MSE le seguenti considerazioni:

- fissare metodi di calcolo comuni ai più alti livelli di garanzia tecnica (CEN ed UNI) al fine di facilitare nelle stesse il riconoscimento delle amministrazioni regionali e per favorire la massima disponibilità di strumenti applicativi (es.: un professionista può usare lo stesso strumento informatico in diversi contesti territoriali riducendo i suoi costi di gestione e, con la consuetudine all’utilizzo dei medesimi sistemi, comprimere i tempi di erogazione del servizio a beneficio dell’affidabilità della prestazione e dei costi per il cittadino. Inoltre metodologie comuni favoriscono la crescita dell’offerta nei differenti ambiti ed il confronto delle prestazioni);

- adottare un foglio di calcolo predisposto, conformemente alle predette norme, dal Comitato termotecnico italiano (CTI), con l’obiettivo di fornire percorsi guidati all’utilizzo delle metodologie e ridurre la dispersione dei risultati in relazione alla formazione, all’esperienza e all’interpretazione dei diversi utilizzatori. Il foglio di calcolo non intende sostituire i software commerciali ma essere un riferimento per questi e anche utilizzabile in eventuali controversie;

- fissate le metodologie e adottato il foglio di calcolo del CTI, il MSE ritiene che sussistano le condizioni per disporre di una ampia platea di soggetti certificatori che, fermo restando le conoscenze tecniche di base, possa costituire una offerta ampia e qualificata a disposizione dei cittadini;

- non porre requisiti di esperienza pregressa, per favorire l’accesso nel mondo del lavoro dei soggetti più giovani, neo diplomati e laureati. Anche questa scelta contribuisce ad ampliare l’offerta del servizio.

Sono individuati come qualificati all’attività di certificazione energetica: tecnici abilitati iscritti agli ordini e collegi professionali, Enti locali, organismi pubblici operanti nel settore energetico, energy manager, organismi di ispezione nel settore delle costruzioni edili e dell’impiantistica connessa e società di servizi energia (ESCO). L’inclusione di queste ultime società tra i soggetti riconosciuti a certificare si inquadra nell’indirizzo e nel ruolo che la direttiva 2006/32/CE sui servizi energetici assegna loro.

Sono poi indicati gli elementi a garanzia dell’indipendenza e imparzialità dell’operato dei certificatori i quali, all’atto di sottoscrizione dell’attestato di certificazione energetica, devono dichiarare:
a) nel caso di certificazione di edifici di nuova costruzione, l'assenza di conflitto di interessi, ovvero di non coinvolgimento diretto o indiretto nel processo di progettazione e realizzazione dell'edificio da certificare o con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonché rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente;
b) nel caso di certificazione di edifici esistenti, l'assenza di conflitto di interessi, ovvero di non coinvolgimento diretto o indiretto rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente.

Viene confermata inoltre la valenza di atto pubblico dell’attestato di certificazione.

Spetterà poi alle Regioni e alle Province autonome procedere ai controlli della qualità del servizio di certificazione energetica reso dai Soggetti certificatori attraverso l’attuazione di una procedura di controllo congruente con gli obiettivi del decreto legislativo e le finalità della certificazione energetica.

Non vi è quindi alcuna imposizione di corsi abilitanti né di eventuali esami di accreditamento, ma vengono fissati solo elementi di flessibilità che possono essere utilizzati dalle Regioni per la stesura dei provvedimenti relativi.

La mia esperienza personale di formazione, svolta all’interno dell’ENEA, da oltre dieci anni a partire dalla legge 10 fino ad oggi, mi impone di dire che è assolutamente indispensabile prevedere l’aggiornamento dei professionisti e la verifica della loro professionalità, con corsi e successivo esame finale. Dare degli strumenti di calcolo è importante per ridurre l’onere lavorativo dei professionisti, ma non certo sostituisce né offre professionalità e competenza. Questo problema diventerà ancora più pesante quando, con l’emanazione dei successivi decreti attuativi richiesti dalla Direttiva, si dovrà certificare la prestazione dell’edificio considerando tutti gli utilizzi energetici, dal riscaldamento alla produzione di acqua calda sanitaria, al condizionamento estivo, all’illuminazione ed ai consumi ausiliari.” (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Marco Bandini

Domanda: Ammettiamo che un tecnico abbia firmato la l10 di un edificio nel 2006; è possibile che oggi tale tecnico firmi la certificazione energetica sempre relativa a tale edificio???

aerrerre

i corsi sulla certificazione energetica per i fabbricati già esistenti nella mia provincia non sono stati proposti dagli ordini professionali. che bella figura che facciamo, evviva il ns sud...... roberto

luca spini

l'iscrizione all'elenco dei certificatori in liguria è praticamente impossibile alla stragrande maggioranza dei tecnici. infatti si richiede: - 5 anni iscrizione albo (sola iscrizione senza vincoli in lombardia, emilia. piamonte..) - 3 anni comprovata esperienza nel settore + Corso ed esame (lombardia: 3 anni esperinza OPPURE corso; emilia: 2 anni OPPURE corso; piemonte: corso) - in tutte le regioni è sufficiente essere certificatore in altra regione.. in liguria essere certificatore è solo titolo preferenziale ma non sufficiente... ovviamente questo si traduce in una nuova "casta" e "costo" alti per i cittadini... ALLA FACCIA DELLE NO BARRIERE!!!!!...

Paolo Mattioli

Tanti articoli, tanti commenti, tante anticipazioni, tante previsioni, tante notizie ufficiose, tante ..., tanti ..., tente ...!!! TUTTE CHIACCHIERE!!! Quello che è semplicissimo in Italia diventa complicatissimo. Sono anni che aspettiamo le direttive nazionali sulla Certificazione Energetice, ma ancora nulla!!! Al livello locale alcune Regioni si sono già attrezzate, ma la maggior parte del territorio nazionale ancora non ha la normativa definitiva. L'attestato di Qualificazione Energetica, strumento provvisorio che sostituisce la Certificazione, è l'unica cosa certa. Vedrete, riusciremo ad avere una normativa inapplicabile anche in questa materia, vulnerabile agli attacchi dei potenti come Confedilizia che non vogliono pagare, e ci sarà pure chi attaccherà i professionisti che si adopereranno per la Certificazione accusandoli come gli aguzzini dello Stato che rubano soldi per attività inutili!!!!!!!!! Quando l'Italia diventerà un paese serio, in cui si adottano provvedimenti chiari, inattaccabili e in tempi brevi?????? Ricordo che l'obbligo della Certificazione Energetica è una Direttiva Europea che come al solito l'Italia tarda a recepire. Vorrei che tutti i professionisti si mobilitassero con forza per leggi chiare, attuabili, sintetiche e puntuali.

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