Consolidamenti e impermeabilizzazioni

Sicurezza sul lavoro e nei cantieri: ok al nuovo Testo Unico

Arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non effettui la valutazione dei rischi in aziende ad alta pericolosità

vedi aggiornamento del 19/11/2008
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07/03/2008 - Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato il Decreto attuativo della Legge n. 123 del 3 agosto 2007 in materia di sicurezza sul lavoro.

Sicurezza sul lavoro e nei cantieri: ok al nuovo Testo Unico

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Il provvedimento - si legge nel comunicato del Governo – ridisegna la materia della salute e sicurezza sul lavoro le cui regole, fino ad oggi contenute in una lunga serie di disposizioni succedutesi nell’arco di quasi sessanta anni, sono state rivisitate e collocate in un’ottica di sistema.

Le novità
Tra le principali novità contenute nel testo si segnalano:
- l’estensione delle norme a tutti i settori di attività, privati e pubblici, a tutte le tipologie di rischio e a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi;
- il rafforzamento delle prerogative delle rappresentanze dei lavoratori in azienda;
- la rivisitazione e il coordinamento delle attività di vigilanza;
- il finanziamento delle azioni di formazione e informazione come l’inserimento nei programmi scolastici e universitari della materia della sicurezza sul lavoro;
- l’eliminazione o la semplificazione degli obblighi formali;
- la revisione del sistema delle sanzioni.

È prevista la pena dell’arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei rischi in aziende ad elevata pericolosità. Nei casi meno gravi di inadempienza, il decreto prevede l’arresto alternativo all’ammenda, o la sola ammenda, con una graduazione delle sanzioni in relazione alle singole violazioni. Al datore di lavoro che si metta in regola, non è applicata la sanzione penale ma una sanzione pecuniaria.

Il datore di lavoro che adempia, pur tardivamente, all’obbligo violato ottiene la sostituzione della pena con una sanzione pecuniaria che va da 8.000 a 24.000 euro.

I commenti
“Questo decreto non ha intenti punitivi – spiega il premier Romano Prodi –, non mette nel mirino le imprese ma mette al centro la tutela della persona umana e il suo diritto a un lavoro il più sicuro possibile”.

“Il tentativo operato dal Governo di graduare meglio l'entità delle sanzioni, non coglie ancora l'esigenza espressa dal mondo delle imprese di sanzionare in maniera differenziata le violazioni formali rispetto a quelle che effettivamente determinano situazioni di pericolo reale per i lavoratori". È la valutazione espressa in una nota unitaria dalle 16 organizzazioni delle imprese (Abi, Agci, Cassa Artigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confai, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Confindustria, Lega delle Cooperative), secondo le quali “il provvedimento continua a rappresentare un intervento di natura punitiva che nulla ha che vedere con le logiche della prevenzione, della formazione continua, dell'informazione, della consulenza e della collaborazione fra istituzioni, imprese, sindacati e lavoratori".

“Inasprendo le pene non si salva nemmeno una vita umana perché bisogna prevenire. L’impianto è tutto spostato sulle sanzioni e non sulle regole” è il commento del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo.


I contenuti
Il Titolo I dello schema di decreto legislativo che attua l’articolo 1 della Legge 123/2007, riguarda il sistema istituzionale, la gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro, la valutazione dei rischi, il servizio di prevenzione e protezione, la formazione, la sorveglianza sanitaria, la gestione delle emergenze, la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori e le statistiche degli infortuni e delle malattie professionali.

I Titoli successivi disciplinano: luoghi di lavoro; attrezzature e DPI; cantieri temporanei e mobili; segnaletica; movimentazione manuale dei carichi; videoterminali; - agenti fisici (rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, atmosfere iperbariche); sostanze pericolose (agenti chimici, cancerogeni/mutageni e amianto); agenti biologici; atmosfere esplosive; disposizioni transitorie e finali; modifiche e abrogazioni norme precedenti. Al termine di ogni Titolo sono inserite le relative sanzioni.

Il Titolo IV è quello dedicato ai cantieri temporanei o mobili, che disciplina:
- gli obblighi del committente o del responsabile dei lavori (art. 90);
- gli obblighi del coordinatore per la progettazione (art. 91);
- gli obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori (art. 92);
- le responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori (art. 93);
- gli obblighi dei lavoratori autonomi (art. 94);
- le misure generali di tutela (art. 95);
- gli obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (art. 96);
- gli obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria (art. 97);
- i requisiti professionali del coordinatore per la progettazione, del coordinatore per l'esecuzione dei lavori (art. 98);
- la notifica preliminare (art. 99);
- il piano di sicurezza e di coordinamento (art. 100);
- gli obblighi di trasmissione (art. 101);
- la consultazione dei rappresentanti per la sicurezza (art. 102);
- le modalità di attuazione della valutazione del rumore (art. 103);
- le modalità attuative di particolari obblighi (art. 104).

Il Capo II dello stesso Titolo detta le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota, compresi i lavori relativi a scavi e fondazioni e ai lavori svolti con l’impiego di ponteggi e impalcature; sono poi disciplinate le attività connesse alle costruzioni edilizie e alle demolizioni. Il Capo III illustra le sanzioni.


Il nuovo Testo Unico abrogherà le seguenti leggi:
- DPR 27 aprile 1955, n. 547;
- DPR 7 gennaio 1956 n. 164;
- DPR 19 marzo 1956, n. 303;
- Dlgs 15 agosto 1991, n. 277;
- Dlgs 19 settembre 1994, n. 626;
- Dlgs 14 agosto 1996, n. 493;
- Dlgs 14 agosto 1996, n. 494;
- Dlgs 19 agosto 2005, n. 187;
- l’articolo 36 bis, commi 1 e 2 del DL 4 luglio 2006 n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 5 agosto 2006 n. 248;
- gli articoli: 2, 3, 5, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 123. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

lino

Risolvere il problema della sicurezza? Dare maggiore potere ai direttori dei lavori ai coordinatori per la sicurezza....come? direte voi già hanno il potere di fermare i lavori, di denunciare, di multare....PURA DEMAGOGIA! Sapete quanti architetti, ingegneri e geometri esistono? In special modo ingegneri e geometri, ingegneri perchè raggruppano una moltitudine professionalità(chimici, meccanici, elettrici, elettronici, aerospaziali, gestionali...ecc.). A questi si aggiungono i neo laureati con le lauree super super veloci dei nuovissimi ordinamenti, gli Iunior ottenuti tramite convenzione tra enti e università che permettono ai geometri di laurearsi in un anno, ecc.RISULTATO siamo tutti dei morti di fame! Con che coraggio dici ad un costruttore che ti da il pane per sopravvivere e che può scegliere tra una miriade di c..ni e po..ci che gli fermi il cantiere?!?Prova a farlo e ti ritrovi sotto i ponti. Con gli studi di settore che ti rubano quello che non riescono a rubarti nemmeno i ladri di professione, mettersi contro un costruttore che i da lavoro o è da suicidi o è da chi ha anche un altro lavoro! DUNQUE CHE FARE....LIMITARE L'ACCESSO ALLA PROFESSIONE A CHI NON HA STUDIATO EDILIZIA ALL'UNIVERSITà(chimici, meccanici,elettronici,elettrici,ecc.) a chi fa il doppio lavoro: statale e lavoratore autonomo ovvero magari insegna e in serata fa qualche schifezza di progetto, RENDERE NUOVAMENTE SERIA L'UNIVERSITA' REINTRODUCENDO I VECCHI ORDINAMENTI, REINTRODURRE LE PARCELLE MINIME. Solo così sarà possibile ridare quel potere decisionale ai professionisti dell'edilizia che sono in grado di ripristinare ordine e legalità sul campo.Ma se li lasciate a morir di fame per concorrenza non qualificata ed eccessiva, per eliminazione delle parcelle, per l'esborso di tasse colossali, per gli assurdi studi di settore,allora questo è il risultato! Il CAOS PIù ASSOLUTO...

Luigi

Chissà se ci arrestano tutti poi quale legge si devono inventare per tirarci fuori altri euri anche in galera ; chissa se il ministro e c&o che ha avuto questa bella idea è mai stato in un cantiere vero, e chissà se sopratutto ha mai lavorato seriamente perchè e facile scrivere o dettare leggi stando seduti dietro una scrivania ma la realtà dei fatti è che questi signori loro non corrono e non hanno le scadenze "mica devono preocuparsi del fine mese". Perchè invece di stare seduti li a dettare leggi, non fanno qualche indagine, non solo sui datori di lavoro e sui tecnici responsabili della sicurezza, ma anche sui prestatori di manod'opera (niente contro di loro) vedranno che: una parte di veri lavoratori, per arrotondare lo stipendio svolgono un doppio lavoro, e quindi di conseguenza stressati o stanchi sul luogo di lavoro "con mancanza di concentrazione del lavoro svolto e quindi errori", mentre un'altra parte di lavoratori arriva già stanca è stressata e quindi scoppiata senza voglia di lavorare ed anche in questo caso errori per perdita della concentrazione del lavoro svolto e quindi probabili conseguenze negative , allora dico io, non sarebbe ora che questi operai lavorassero di meno e guadagnassero di più? ma, non aumentando i salari o diminuendo le ore di lavoro , MA!! "e così facile DIMINUISSERO LE TASSE!!! (I.V.A., trattenute in busta paga, spese sui trasporti, carburanti )e vedremo che i lavoratori non saranno più stressati e stanchi e di conseguenza meno incidenti sui luoghi di lavoro e quindi meno leggi e meno datori di lavoro da arrestare (senza togliere niente agli avvocati) vergognatevi!!! dovrebbero farsi un esame di coscienza e poi decidere delle leggi da applicare perchè una buona parte degli incidenti sul lavoro e dovuta proprio al fatto che gli italiani non riescono più a campare con uno stipendio misero perchè da loro legalmente sovratassato.

Alessandro

Come ormai avviene da troppo tempo, le leggi sono fatte da incompetenti e questa legge è una ulteriore conferma. Sono pienamente d'accordo con tutto quello che è stato scritto finora.

lino

iL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA è un testo FOLLE scritto da FOLLI incompetenti. In parlamento a legiferare riguardo "la vita di cantiere" dovrebbero esserci architetti, ingegneri e anche geometri che abbiano vissuto i cantieri per almeno 10 anni! Non è possibile far legiferare burocrati che non hanno alcuna cognizione della vita reale. Si da in questo modo un potere sconfinato agli organi di controllo,che in questo modo possono ricattare i liberi professionisti, che poi verranno giudicati da magistrati ancora più incompetenti(in materia s'intende) i quali chiaramente per far audience applicheranno in maniera letterale le follie scritte dai folli nel decreto sulla sicurezza. In pratica il coordinatore (art.92) per un qualunque irregolarità anche la più banale puo andare udite udite in galera!Mi domando ma gli avvocati se sbagliano e fanno"perdere il cliente" vanno in galera? E' mai possibile che noi per poter lavorare dobbiamo rischiare così tanto! Come fa un coordinatore ad essere presente ogni momento su un cantiere che può durare anche 3/4 anni magari per un compenso di 3/4 mila euro in tutto! Meglio raccogliere i pomodori!CHE DICO MEGLIO ...MOLTO MEGLIO!

Luca

Il decreto appena approvato è a dir poco scandaloso, basato unicamente sull'aumento delle sanzioni (quadruplicate) avente l'unico scopo di fare cassa... Le sanzioni vengono quadruplicate non solo alle imprese, ma a tuttele figure professionali che lavorano in ambito sicurezza. Io che faccio anche il coordinatore della sicurezza , potrei essere sanzionato di ben 12.000 euro per eventuali irregolarità in cantiere.... E' uno scandalo.

Joe

Le imprese non vanno spaventate con leggi sempre più punitive, occorre invece un lavoro di collaborazione tra gli organi di controllo, i datori di lavoro e i lavoratori. La formazione è importante, ma perchè sia davvero utile i lavoratori vanno responsabilizzati, non è possibile accollare tutte le responsabilità a datori di lavoro che devono trasformarsi in cani da guardia in preda a paranoie di punizioni pesantissime. La sicurezza è un diritto, invece sembra sia diventata un incubo. Grazie ministro!

GIAN PAOLO

QUESTO MINISTRO NON E' RIUSCITO A CAPIRE CHE IL PROBLEMA STA NEI CONTROLLI. NELL'EDILIZIA I CANTIERI CONTROLLATI SONO IL 5%!!!! IN ITALIA CI SONO PIU' DI 1.300.000 TELECAMERE CHE CI CONTROLLANO IN OGNI PASSO CHE FACCIAMO IN CITTA'! METTIAMO LE TELECAMERE ANCHE NEI LUOGHI DI LAVORO E SMETTIAMOLA DI PRODURRE OGNI GIORNO SOLO TANTA CARTA, DOCUMENTI, ECC CHE NON VENGONO MAI LETTI DA NESSUNO! E SERVONO SOLO AD AUMENTARE A DISMISURA I COSTI.

Francesco

Ancora una volta un decreto-riassunto delle puntate precedenti. Come sempre previsto l'inasprimento delle sanzioni e pochi interventi volti a sensibilizzare un tema così delicato. Non è certo con un complesso e oneroso iter burocratico-cartaceo che si salvano le vite umane. Prima di redigere leggi così delicate sarebbe bene farsi un pò di esperienza nei cantieri.

russo maria serenella

Gli organi di vigilanza dovrebbe, oltre a vigilare, collaborare con le imprese. Solo le imprese recidive vanno punite. Devono essere previsti corsi di formazione per tutti i lavoratori (non a carico dell'impresa ma dell'Inai) dotarli di mezzi e DPI adeguati e poi ognuno deve essere responsabile del prorpio lavaoro. Un datore di lavoro, un coordinatore per la sicurezza od un committente non possono sorvegliare 8 ore su 8 i lavoratori. Formazione e collaborazione. Imprenditori e lavoratori lavorano per vivere.

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