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Sicurezza sul lavoro: il decreto all'esame della Camera

Al centro della discussione l’apparato sanzionatorio. Le Regioni danno il via libera con numerosi emendamenti

vedi aggiornamento del 09/05/2008
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17/03/2008 - È atteso per domani il via libera delle Commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera allo schema di decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che attua l’art. 1 della Legge n. 123 del 3 agosto 2007.

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L’esame è iniziato il 12 marzo scorso, nello stesso giorno in cui la Conferenza Stato-Regioni, ad eccezione del Veneto, ha espresso parere favorevole (allegato sotto) sul provvedimento, avanzando però numerose proposte emendative.

In apertura della seduta, il relatore per la Commissione Lavoro ha ricordato che, dall’emanazione del Dlgs 626/1994, la produzione legislativa in materia di sicurezza del lavoro non ha conosciuto soste; il legislatore italiano si è trovato di fronte ad una notevole produzione normativa di fonte comunitaria, ed ha continuato nel corso degli anni a trasporre quanto prodotto a livello europeo, aggiornando e integrando il Dlgs 626/1994 e dando vita ad una serie di discipline settoriali che si sono aggiunte alla disciplina-quadro. È quindi necessario razionalizzare e riformare la vigente normativa, costituita da più di 1200 articoli di legge relativi alla materia della sicurezza sul lavoro. Con il provvedimento in esame si riduce tale numero a poco più di 300 articoli.

Il relatore ha quindi illustrato i contenuti del provvedimento:
Il Titolo I (articoli 1-61), dedicato alle “Disposizioni generali”, contiene le principali novità rispetto alla normativa vigente, che consistono soprattutto nell'ampliamento del campo di applicazione della disciplina in materia di salute e sicurezza dei lavoratori e nel potenziamento e maggior coordinamento dell'azione pubblica.
I Titoli da II a XI sono dedicati invece all'attuazione di specifiche direttive “particolari” in materia di salute e sicurezza sul lavoro rispetto alla direttiva 89/391/CEE.

Per quanto riguarda l’apparato sanzionatorio, il relatore ricorda che l’articolo 1, comma 2, lettera f) della legge delega 123/2007 riformula e razionalizza il sistema sanzionatorio (amministrativo e penale) per la violazione delle norme vigenti e per le infrazioni alle disposizioni introdotte dai decreti legislativi emanati in attuazione della delega, tenendo conto delle funzioni svolte da ciascun soggetto obbligato, con particolare riguardo alla responsabilità del preposto, e alla natura formale o invece sostanziale della violazione. In base ai criteri indicati dalla legge delega, il sistema sanzionatorio delineato dallo schema di decreto legislativo in esame è basato sulla contravvenzione.

Nel corso della discussione sono stati sottolineati alcuni problemi aperti, in particolare il tema dei controlli: occorrerebbe incrementare il numero di ispettori del lavoro e destinare maggiori risorse a tale professionalità. Altro punto sollevato è quello degli appalti nei cantieri e della lunghezza dei processi: il nodo da sciogliere non appare tanto quello dell’inasprimento delle sanzioni, quanto quello della lunghezza dei processi e dei termini di prescrizione. Infine, è stata rilevata la necessità di un maggiore raccordo tra le strutture di vigilanza, quali i vigili del fuoco, gli ispettori del lavoro e la magistratura.

Il Ministro della Giustizia, Luigi Scotti, presente alla seduta, ha ricordato che nel confronto con le parti sociali è stata sollevata la questione relativa alla difficoltà, per le piccole imprese, di ottemperare a tutte le previsioni contenute nello schema di decreto entro la data di entrata in vigore del provvedimento (15 giorni dopo la pubblicazione su GU), invitando le Commissioni a proporre un’operatività differita di una parte delle disposizioni.

Dall’opposizione è arrivata invece la proposta di svolgere alcune audizioni per approfondire le problematiche connesse agli schemi di decreto in esame, ed è stata espressa la contrarietà alla filosofia vessatoria che ispira tali provvedimenti, rilevando come l’unica novità significativa dello schema di decreto legislativo sia costituita dalle sanzioni che rischiano di penalizzare soprattutto le piccole imprese.

Secondo l’opposizione, le politiche in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro dovrebbero incentrarsi sulla prevenzione e sulla formazione, rivolta anche ai datori di lavoro. In proposito, l’ultimo contratto del settore edile prevede uno stanziamento di fondi per la formazione, mentre il provvedimento del Governo pone un’enfasi eccessiva sul solo inasprimento delle sanzioni.

Il parere della Commissione Lavoro del Senato dovrebbe arrivare il 20 marzo prossimo. (riproduzione riservata)
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Ventura geom. Gianluigi

Ho svolto per circa 50 anni e svolgo ancora in aiuto allo studio professionale delle mie figlie ingegneri, attività di progettazione di fabbricati civili e rurali. Le abitazioni di modeste dimensioni; i fabbricati rurali anche di notevoli dimensioni. In tutti questi anni, per fortuna, nei numerosissimi cantieri dove svolgevo funzioni di direzione lavori non si è mai verificato un infortunio con necessità di soccorso medico. Questa premessa per giustificare la fondatezza di quanto qui di seguito riferisco e cioè: 1°) Non è vero che la mancanza di assunzione di prevenzione è voluta dagli impresari, ma posso garantire che nella maggior parte delle volte viene assunta direttamente dagli operai, per semplice dimostrazione di speciali doti atletiche o di stupido bullismo. 2°) Tutta la faraginosa burocrazia dei POS e dei PSC, per i piccoli lavori e per le piccole imprese non serve a nulla. Questi piani, nella maggior parte dei casi, sono di tipo "preconfezionati"; si schiaccia un tasto e dal computers usciranno un centinaio di pagine, comprendenti tutto lo scibile umano, che non saranno mai lette da nessuno e che servono esclusivamente a confondere le idee, a consumare inutilmente della carta e ad aumentare le spese. 3°) Le ispezioni ASSL o di altri Enti, dovrebbero essere svolte con spirito di collaborazione. Va infine ricordato che l'aumento della burocrazia non va quasi mai di pari passo con l'aumento della sicurezza; come le nuove leggi per l'accelerazione dei tempi per il rilascio delle Autorizzazioni Edilizie ha semplicemente prodotto il raddoppio dei tempi, delle spese e delle carte inutili.

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