Verifica edifici esistenti e solutore pushover

Certificazione energetica: focus sulle norme regionali

In attesa dei decreti attuativi del Dlgs 192, sempre più Regioni istituiscono propri sistemi di certificazione

vedi aggiornamento del 01/09/2009
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18/04/2008 - Dopo aver incassato il parere positivo della Conferenza Unificata, sono all’esame del Consiglio di Stato due dei tre decreti attuativi dei Dlgs 192/2005 e 311/2006: si tratta del Dpr riguardante le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti, e del Dpr che definisce i criteri di accreditamento dei certificatori e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica.

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Al Decreto interministeriale - che definisce le procedure della certificazione energetica e che contiene, in allegato, le Linee guida nazionali - manca solo la firma dei ministri competenti, dopodichè sarebbe pronto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (leggi tutto).

Non sappiamo se i ministri uscenti abbiano fatto in tempo a licenziare il DM, di sicuro il Consiglio di Stato avrà bisogno di qualche settimana per esaminare i due Dpr; di conseguenza, affinché i tre decreti siano pubblicati contemporaneamente, è plausibile che l’iter venga completato dai Ministri del nuovo governo.

Ovviamente il nuovo esecutivo avrebbe piena facoltà di apportare modifiche ai decreti, in linea con i propri obiettivi in materia di risparmio energetico in edilizia: c'è da attendersi continuità dal momento che nel programma del Pdl-Lega-Mpa è presente il tema dell’uso efficiente dell’energia, come pure la detassazione degli investimenti in riscaldamento e difesa termica delle abitazioni (leggi tutto).

Nel frattempo, le Regioni proseguono nell’attività legislativa in materia di certificazione energetica degli edifici: accanto alle esperienze di cui abbiamo dato conto diversi mesi fa (leggi tutto), da un anno a questa parte molte altre Regioni hanno legiferato, restringendo sempre di più il campo di applicazione dei decreti attuativi del Dlgs 192/2005 i quali, per effetto della clausola di cedevolezza - che prevede che le norme statali sono sostituite dalle norme regionali, ove adottate - saranno applicabili solo alle regioni ancora sprovviste di proprie norme.

Dopo la pionieristica esperienza della Provincia di Bolzano (leggi tutto), è stata la volta della Regione Piemonte che promuove il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti e di nuova costruzione e introduce la certificazione energetica per gli edifici di nuova costruzione o ristrutturati, in tutti i casi di compravendita o locazione (Leggi tutto).

La Regione Lombardia ha disciplinato la progettazione e la realizzazione dei nuovi edifici e dei relativi impianti, le opere di ristrutturazione e la certificazione energetica degli edifici. I limiti nazionali relativi ai requisiti di prestazione energetica che entreranno in vigore il 1° gennaio 2010, in Lombardia sono anticipati al 1° gennaio 2008 (leggi tutto). successivamente la procedura di calcolo per determinare i requisiti di prestazione energetica degli edifici è stata aggiornata (leggi tutto) e, a fine 2007, è stato definito in maniera più precisa l’ambito di applicazione delle norme e sono state modificate alcune norme sull’accreditamento dei certificatori (leggi tutto).

In Emilia Romagna dopo l’iniziativa del Comune di Reggio Emilia che ha messo a punto un programma di certificazione energetica e bioecologica degli edifici (leggi tutto), sono stati definiti requisiti di rendimento energetico e le procedure di certificazione energetica degli edifici, che riguardano non solo le abitazioni ma anche gli edifici in uso alle imprese artigiane, industriali, agricole e del terziario, e introducono l’obbligo di certificazione energetica a partire dal 1° luglio 2008 (leggi tutto).

Anche la Regione Liguria ha definito il suo sistema di certificazione energetica degli edifici: un regolamento regionale disciplina i requisiti minimi del rendimento, la metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche, la procedura per il rilascio dell’attestato di certificazione energetica e anticipa i valori limite che a livello nazionale sono previsti per il 2010 (leggi tutto). Successivamente, anche a seguito delle perplessità espresse dai tecnici liguri che ritenevano eccessivi i requisiti richiesti per l’iscrizione all’elenco regionale dei certificatori, la normativa è stata modificata e sono stati cancellati i requisiti troppo restrittivi (leggi tutto).

La Regione Puglia si è cimentata con la materia dell’efficienza energetica con un regolamento sugli impianti termici e di climatizzazione finalizzato a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici (leggi tutto), per poi ampliare il campo d’azione e approvare un ddl per l’abitare sostenibile. Il ddl non prevede un sistema di certificazione ma impone che gli edifici siano energeticamente autonomi, edificati con materiali naturali, alimentati da pannelli fotovoltaici e da pannelli solari, con elettrodomestici a minimo consumo energetico e con utilizzo dell’acqua piovana (leggi tutto).

La Regione Basilicata ha dedicato un capitolo della Finanziaria regionale alle misure per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici: sono previsti bonus volumetrici per favorire il risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Successivamente saranno definiti: il metodo di calcolo delle prestazioni energetiche, i requisiti degli edifici nuovi e ristrutturati, le caratteristiche della certificazione energetica, i requisiti professionali e i criteri di accreditamento dei certificatori (leggi tutto).

In Umbria è stato approvato un disegno di legge sulla sostenibilità ambientale degli interventi urbanistici ed edilizi che prevede una procedura di certificazione ambientale, obbligatoria per gli interventi pubblici e su richiesta per i privati. Il livello di sostenibilità ambientale del fabbricato sarà determinato con un procedimento di valutazione a schede, che terrà conto della certificazione energetica obbligatoria ex Dlgs 192/2005, e il certificato ambientale verrà esposto sull’immobile e ne accompagnerà i passaggi di proprietà (leggi tutto).

Anche la Provincia di Trento ha disciplinato la certificazione energetica ed ambientale degli edifici, obbligatoria per le nuove costruzioni e per interventi di recupero. Un regolamento di attuazione fisserà i requisiti richiesti per diventare certificatori individuerà i requisiti di prestazione energetica, i criteri e le modalità di redazione e rilascio del certificato (leggi tutto).

Un disegno di legge in materia di rendimento energetico nell'edilizia è stato approvato dalla Regione Valle d’Aosta. Il provvedimento disciplina le metodologie per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici, i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi e ristrutturati, i requisiti professionali e i criteri di accreditamento dei certificatori. Viene istituito, inoltre, un catasto energetico degli edifici (leggi tutto). (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Mario Sanvito

Purtroppo si confonde quanto è stato raggiunto come obiettivo europeo di avere regole "comuni" per facilitare gli scambi tecnici ed economici, con la "giusta" necessità che a livello locale si possano fissare limiti di accettazione più o meno alti per motivi climatici, economici, ecc. in sostanza le regole tecniche di calcolo progetto, ecc. devono essere europee i limiti di accettazione possono essere locali (per migliorare le soglie minime)

Studio RB

La situazione attuale e quella ancor piu' complicata che si va delineando puo' andare a vantaggio solamente di chi non ha nessun interesse a migliorare l'attuale situazione del comparto edile. Parlo ad esempio degli interessi di molti impresari edili che vedono e spacciano la certificazione energetica come fumo negli occhi perchè vorrebbero continuare a costruire e speculare con sistemi e tecniche obsolete e del tutto prive di lungimiranza energetica. Stanno anche pregustando il nutrito piatto di ricorsi che si profila all'orizzonte i soliti studi legali e sicuramente i molti consulenti prezzolati in quota a questa o quella giunta regionale (il colore conta poco). Quello che infastidisce è l'arroganza con cui il sistema burocratico regionale (dirigenti e funzionari in primis) persegue impunemente questo gioco al massacro, indifferente agli interessi dei cittadini comuni che meriterebbero, dopo anni di fregature, di vivere in case calde, accoglienti, silenziose ma sopratutto economiche e di qualità. Purtroppo per poterci considerare un paese "normale" dovremo ancora attendere qualche altro ricambio generazionale. Che peccato!

STUDIO MASSACCESI FOLIGNO

L'interrogativo posto dallo Studio RB non solo è legittimo, ma largamente condivisibile. E' una fatica il solo cercare di fare una sintesi della situazione ad oggi. A chi poi in effetti possa giovare questo stato di cose proprio non si capisce. Federalismo? questa è ancora l'Italia dei Comuni. Quando mai saremo un paese normale !

Studio RB

Leggendo questo articolo non puo' che nascere spontanea una considerazione. Ma l'Italia è uno stato federalista solamente quando c'è da complicare le cose? Abbiamo un sacco di problemi legati alle normative contorte e bizantine di questo paese e le Regioni, invece di semplificare quello che ancora molti non hanno nemmeno iniziato a capire che fanno? Si mettono a fare decine di regolamenti diversi che rendono di fatto impossibile l'applicazione di una norma che è ancora lontana dall'essere metabolizzata da quasi tutti gli attori in campo, a partire dai tecnici comunali che non sanno nemmeno cosa sia la certificazione energetica.

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