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Appalti: offerte basse non sempre da escludere

Corte Ue: l'esclusione automatica è consentita solo in casi particolari

vedi aggiornamento del 01/07/2008
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19/05/2008 - È contraria alle norme del Trattato CE relative alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi, nonché al principio generale di non discriminazione, una normativa nazionale che imponga tassativamente alle amministrazioni aggiudicatrici di escludere automaticamente le offerte anormalmente basse, negli appalti di valore inferiore alla soglia comunitaria, per i quali il numero delle offerte valide sia superiore a cinque.

È quanto ha stabilito la Corte di Giustizia Europea con la sentenza del 15 maggio 2008 relativa alle cause C-147/06 e C-148/06.
 
Non è compatibile con le norme Ue - continua la Corte – un criterio matematico che precluda alle amministrazioni aggiudicatrici la possibilità di verificare la composizione di tali offerte, richiedendo agli offerenti interessati precisazioni in merito a queste ultime.
 
Sarebbe invece conforme alla disciplina comunitaria una normativa nazionale o locale che consentisse all’amministrazione aggiudicatrice - in presenza di un numero talmente elevato di offerte da obbligarla a verificare in contraddittorio un numero di offerte troppo alto per la sua capacità amministrativa - di fissare una soglia ragionevole al di sopra della quale si applicherebbe l’esclusione automatica delle offerte anormalmente basse.  (riproduzione riservata)
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