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21/05/2008 - La Regione Toscana ha chiamato a raccolta il mondo delle professioni per scrivere insieme il nuovo disegno di legge sulle professioni. La scorsa settimana a Collesalvetti (Livorno) si è svolto un incontro, strutturato con la formula del town meeting, per promuovere la partecipazione attiva dei professionisti alle politiche regionali.
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Renzo M.
Credo anche io che le associazioni professionali così come sono formate e regolamentate non siano all'altezza di svolge re un ruolo efficiente al servizio dei professionisti che oggi operano nella società rispetto alle complessità che si sono venute generando. La confusione dei ruoli genera inquietu dine nello svolgimento dell'attività professionale degli archi tetti e inibisce la possibilità di una seria manifestazione della qualità ad ogni livello di espressione sia culturale che deontologica. Sono maturi i tempi per rimodernare questi vecchi istituti e anche per valutare l'opportunità del loro mantenimento in vita. Così come sono oggi costituiscono più che altro una autentica burocrazia, purtroppo, non adeguata alle problematiche che rendono sempre più complesse le condizioni di svolgimento dell'attività professionale. Occorrono capacità organizzative e riferimenti orientativi critici capaci di entrare in sintonia con le risposte che la stessa società si attende e che queste istituzioni, nel loro specifico, non più sono in grado oggi di poter fornire.
Dr. Paini Marco
Gentilissimi, in un'epoca in cui si dovrebbero avere snellimenti burocratici e vere liberalizzazioni, si va a ad aggiungere alla burocrazia degli ordini e dei collegi, la politocrazia delle Regioni. A mio avviso occorre vera liberalizzazione, ossia eliminazione di Ordini e Collegi, che sono unicamente "Covi di Massoneria" e fornitori di "Poltrone" per gli eletti. In merito evidenzio che la cosiddetta formazione continua, cavallo di battaglia dei sopradetti istituti, all'atto pratico non serve a niente, in quanto vengono fatti convegni e incontri professionali, che, salvo rare eccezioni, hanno contenuti poco professionalizzanti, il cui unico vero scopo è quello di fornire i crediti formativi previsti da vari ordinamenti interni. Per quanto precede presento la seguente proposta: a) Abolizione di Ordini e Collegi; b) Istituzione di esami di abilitazione alla professione veramente attenti alla valutazione della professionalità dell'esaminando; c) Convenzioni con il CEI e l'UNI, tali da permettere ai professionisti, con gli stessi importi che adesso devono essere versati agli ordini e collegi per la quota annua di iscrizione, di avere a disposizione e con aggiornamento continuo tutte le norme vigenti e le loro varianti. Solo in questo modo lo Stato può avere la pretesa e buone probabilità che le norme per la salute e la sicurezza degli impianti vengano rispettate in toto. d) il professionista sia finalmente "libero" e possa iscriversi, come qualunque altro imprenditore alla Camera di Commercio competente per territorio ed optare a quale ente di previdenza assicurarsi, sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, servizi ed altre valutazioni che riterrà opportuno fare.
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