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Qualifiche professionali: su GU il decreto attuativo

Passo in avanti verso la definizione di criteri europei per il riconoscimento delle professioni tra gli Stati membri

vedi aggiornamento del 04/07/2014
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28/05/2008 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 28 aprile 2008 del Ministero della Giustizia che detta le regole per la partecipazione delle associazioni all'elaborazione delle piattaforme comuni per la semplificazione delle procedure di riconoscimento delle professioni.

Il DM segue il DLgs n. 206 del 9 novembre 2007, attuativo della direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali, che prevede l’istituzione di piattaforme comuni per semplificare le procedure di riconoscimento - ai fini dell’accesso alle professioni regolamentate e del loro esercizio in un altro Paese UE - delle qualifiche professionali acquisite in uno Stato membro dell'Unione europea. 
 
La piattaforma comune (art. 4, comma 1, lettera n del Dlgs 206/2007) è l'insieme dei criteri delle qualifiche professionali in grado di colmare le differenze sostanziali individuate tra i requisiti in materia di formazione esistenti nei vari Stati membri per una determinata professione. Queste differenze sostanziali sono individuate tramite il confronto tra la durata ed i contenuti della formazione in almeno due terzi degli Stati membri, inclusi tutti gli Stati membri che regolamentano la professione in questione. Le differenze nei contenuti della formazione possono risultare dalle differenze sostanziali nel campo di applicazione delle attività professionali.

All’elaborazione delle piattaforme partecipano le autorità competenti, sentiti gli ordini, i collegi o gli albi per le professioni regolamentate, e le associazioni rappresentative, se si tratta di professioni non regolamentate.

Il nuovo decreto costituisce quindi un passo avanti verso la definizione dei criteri per individuare le differenze tra i percorsi formativi di una stessa professione nei vari Stati membri, e per stabilire quindi le misure compensative (corsi integrativi, tirocini) necessarie per esercitare una professione in un Paese diverso da quello in cui è stato conseguito il titolo accademico.


Piena la soddisfazione del Colap (Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali) e del suo Coordinatore Nazionale, Giuseppe Lupoi, che vede nel provvedimento “la conclusione del cammino compiuto negli ultimi due anni che, per la prima volta inserisce, con tutti i dettagli operativi, all’interno di un provvedimento di legge, le associazioni professionali”.
 
“La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – continua Lupoi - consentirà alle oltre 50 associazioni del Colap che hanno presentato la loro domanda ai ministeri il 20 dicembre scorso e alle altre che si stanno apprestando a farlo di veder riconosciuto l’impegno e la qualità del lavoro svolto in tutti questi anni”. L’augurio del Coordinatore Lupoi è che i Ministeri ed il Cnel “inizino subito l’esame della documentazione delle associazioni”.

 
(riproduzione riservata)
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