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Sardegna: adottata la 'Sardinia Declaration'

Firmata un’intesa per la gestione sostenibile delle aree costiere

vedi aggiornamento del 24/07/2008
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23/05/2008 - I delegati dei Paesi del Mediterraneo che hanno partecipato nei giorni scorsi al seminario sulla gestione integrata delle zone costiere, ad Alghero, hanno adottato la “Sardinia Declaration”, la Carta della Sardegna che rafforza ulteriormente le politiche di tutela delle coste. Il Presidente della Regione, Renato Soru, ha partecipato ai lavori in qualità di Ambasciatore delle coste del Mediterraneo.


“Siamo impegnati in uno sforzo comune - ha sottolineato Soru – con gli altri Paesi del Mediterraneo, per evitare che le coste siano distrutte e, semmai, che siano valorizzate. Altri Paesi dimostrano di voler imparare dalle esperienze negative altrui, e portano avanti un'idea di turismo sostenibile che non depauperi la risorsa ambientale. Noi pensiamo che molto spesso, nelle coste della Sardegna, si possa fare turismo con ricadute nel lungo periodo soprattutto nelle zone costiere meno urbanizzate. È un ambiente fragile e complesso, che va valorizzato quanto le zone interne. Può generare sviluppo, e in questa direzione si muove il Piano paesaggistico regionale (Ppr). Ma lo sviluppo dev’essere duraturo: in questo modo non pregiudicherà la possibilità delle future generazioni di continuare anch'esse a vivere e a svilupparsi. Ci fa piacere che il Piano paesaggistico sia apprezzato e guardato con attenzione dalle altre regioni del Mediterraneo”.

I delegati di Algeria, Marocco, Tunisia, Turchia e Libano, infatti, hanno richiesto alla Regione Sardegna i testi (in lingua inglese e in francese) dei principali provvedimenti adottati dalla Regione negli ultimi anni, tra cui il Ppr e il progetto Costeras (che punta alla valorizzazione delle otto borgate marine dell'isola): si tratta delle linee guida che i Governi dei loro Paesi vorrebbero adottare.

“Il Piano paesaggistico - ha precisato Soru - è stato un momento fondamentale di consapevolezza e assunzione di responsabilità. Certi Comuni, che hanno fatto errori importanti, comprendono che il valore del loro territorio è più laddove esso è rimasto vergine, piuttosto che dove è stato consumato. Il Ppr non mira a costruire nuovi villaggi, che rimangono deserti dieci mesi all'anno, ma a dare valore alla nostra storia, ai paesi che esistono da centinaia d'anni e persino da tempi immemorabili”.

Ivica Trumbic, direttore esecutivo del Pap-Rac (il Programma di azioni prioritarie delle Nazioni Unite per il Mediterraneo), ha ricordato che “negli ultimi quattro anni, questa è stata la terza riunione ospitata dalla Sardegna. I Paesi che si affacciano nel Mediterraneo hanno approcci diversi e politiche d'intervento differenti, in materia. Tuttavia, i problemi sono comuni, perciò è importante l'adozione della “Sardinia Declaration”, che segue di pochi mesi il protocollo di Madrid sulla gestione integrata delle zone costiere”.

La Carta prevede una rete di attori locali, pubblici e privati, tra cui la Conservatoria delle coste della Regione Sardegna, che ha organizzato il convegno internazionale di Alghero insieme all’Assessorato regionale dell'Ambiente.

Il direttore esecutivo della Conservatoria, Alessio Satta, ha sottolineato che “la Carta non è obbligatoria, ma è un invito rivolto a tutti i Paesi del Mediterraneo perché i suoi contenuti siano partecipati. La sensibilità delle istituzioni sta crescendo un po' ovunque, spesso i passi si muovono con una certa lentezza però è importante che si stia andando avanti progressivamente”.

 

 
Fonte: www.regione.sardegna.it (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

anthos

La giunta Regionale di sinistra rappresentata del Governatore Renato Soru, In Sardegna se si costruisce un edificio, il MATTONE diventa selvaggio, se si demolisce, anche un muro a secco, la RUSPA diventa selvaggia. I signori che si reputano “Ambientalisti” (che poi non sanno distinguere una quercia da un fico, o il cinguettio di un passero dal gracchiare di una cornacchia) che urlano contro le costruzioni che sono la Dimora dell'UOMO, bene fanno se pensassero anche loro a creare il così detto P.I.L. "Prodotto Interno Lordo" invece certe persone che si riempiono la bocca e si nascondono dietro la parola "Ambientalista" non sono altro che un pugno di uomini parassiti della società, che hanno ottenuto a forza di "in cozzi" il posto sicuro nei tanti vari ed inutili Enti Pubblici e, che, pertanto, ricevono lo stramaledetto stipendio sicuro (ricavato dalle tasse, prodotte dai frutti dell’onesto lavoro dei lavoratori che operano anche nell’edilizia ed affini) e che mirano con la loro invidia a distruggere l'attività delle costruzioni, di conseguenza, anche quella degli artigiani, dei falegnami, dei fabbri, dei commercianti, dei trasportatori e di tutte le altre categorie attinenti per non parlare dei studi tecnici, degli albergatori e della Sardegna intiera. Il popolo che opera in queste categorie e che ocupano la casa costruita in costa, in periferia della città piantano gli alberi (invece SORU abbatte pini e ginepri), cura e controlla la natura, non chiede contributi allo stato per costruirsi l'abitazione ma si contrae un mutuo bancario e con il loro onesto e faticoso lavoro si contribuisce a creare Economia Reale, Sviluppo, Occupazione e poi perché no: Ricchezza Nazionale, cioè crea il così detto P.I.L. quello che non creano i fannulloni assunti negli enti inutili.

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