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Marche: approvata la legge sull’edilizia sostenibile

Sostenibilità negli strumenti urbanistici e certificazione energetica

vedi aggiornamento del 27/09/2011
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12/06/2008 - “Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato la legge sull’edilizia sostenibile, che prende spunto dalla proposta tipo elaborata dal gruppo di lavoro dell’Istituto per l’innovazione, la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale (ITACA).

Norme correlate

Documento unico 15/01/ 2004

ITACA Istituto per la Trasparenza l’Aggiornamento e la Certificazione degli Appalti - "Protocollo ITACA" ..

Bozza non ancora in vigore 31/10/ 2006

Gruppo di lavoro interregionale “Edilizia sostenibile” e ITACA - Norme per l’edilizia sostenibile (Schema ..

Le Marche, una delle prime Regioni d’Italia, dispongono ora di una normativa quadro per la regolamentazione e diffusione a tutto campo di un modo di progettare, costruire e abitare più attento alla qualità ambientale, al risparmio delle risorse in primo luogo energetiche, al comfort abitativo.
 
Affrontiamo in maniera sistemica la promozione e lo sviluppo della sostenibilità edilizia attraverso una molteplicità di azioni, di cui la legge rappresenta il quadro generale, volte a favorire la realizzazione di interventi edilizi ad elevata qualità ambientale ed energetica e a definire le modalità di valutazione e certificazione della qualità stessa”.
 
Gianluca Carrabs, assessore ai Lavori pubblici della Regione Marche, commenta così l’approvazione da parte del Consiglio regionale della legge sull’edilizia sostenibile.
 
Definizione normativa di edilizia sostenibile, sostenibilità ambientale negli strumenti urbanistici, certificazione energetico-ambientale degli edifici quale strumento centrale di attuazione, modifiche di calcolo dei parametri edilizi, incentivi e agevolazioni economico - finanziarie. Questi in sintesi i principali contenuti della legge approvata. L’obiettivo è quello di realizzare una politica ad ampio raggio sui temi della qualità dell’edilizia, che possa essere perseguita attraverso una forte sinergia tra professionisti, imprese e pubblica amministrazione, tanto che è stato istituito uno sportello informativo sull’edilizia sostenibile.
 
“Con lo strumento della certificazione energetica e ambientale degli edifici - aggiunge Carrabs - vogliamo cogliere l’occasione della grande attualità della tematica energetica conseguente alla attuazione della normativa statale e affrontare il tema a 360 gradi, ampliando i requisiti prestazionali energetici richiesti dalle norme nazionali a ulteriori fattori ambientali”.
 
La finalità è un approccio integrato non solo della progettazione ma anche della realizzazione che permetta un effettivo miglioramento delle condizioni di comfort ambientale degli edifici e insieme un miglioramento continuo delle prestazioni energetico ambientali degli stessi. In questa prospettiva si offrono ai professionisti, alle imprese costruttrici e produttrici di materiali e componenti per l’edilizia concrete occasioni e incentivi all’innovazione. La certificazione della qualità energetico-ambientale degli edifici avendo un contenuto più ampio rispetto alla certificazione energetica derivante dalla normativa nazionale, ha natura volontaria e comprende al suo interno la certificazione energetica, proprio perché contiene e amplia i requisiti richiesti dalla normativa statale.
 
“La legge regionale  - conclude l’assessore - interpreta le istanze di una società in evoluzione verso un utilizzo consapevole delle risorse. L’edilizia impegna i 2/3 del budget energetico nazionale, sprecandolo in perdite energetiche che gli edifici quotidianamente disperdono. È lo stesso quantitativo che il nostro Paese importa come fonti fossili dall’estero. Incidendo sul risparmio energetico degli edifici si interviene sullo spreco, riducendo i consumi energetici e di conseguenza la spesa economica delle famiglie marchigiane. Gli edifici tradizionali impegnano venti litri di gasolio per metro quadrato, mentre le case in classe A un litro e mezzo, quelle in classe B tre litri e quelle in classe C sei litri, mentre le passive zero litri o addirittura possono disporre di energia in eccesso e rivenderla. Questo è un esempio di come l’ecologia si coniuga con l’economia”.  
 
Fonte: Ufficio stampa Regione Marche (riproduzione riservata)
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