24/07/2008 - Prosegue presso le competenti Commissioni di Camera e Senato l’esame del terzo decreto correttivo del Codice degli appalti pubblici (Dlgs 163/2006).

In Commissione Ambiente della Camera è intervenuto il sottosegretario alle Infrastrutture, Mario Mantovani, annunciando che il Regolamento attuativo del Codice è in corso di adeguamento alle osservazioni a suo tempo formulate dalla Corte dei conti (leggi tutto), che riprendevano quanto rilevato dal Consiglio di Stato (leggi tutto). Quindi - ha continuato Mantovani -, non appena sarà concluso l’iter del terzo correttivo sarà riavviato il percorso procedurale del Regolamento, mediante la trasmissione del testo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e al Consiglio di Stato, come previsto dall'articolo 5, comma 4, del Codice.
Gli altri importanti temi al centro della discussione sono stati quelli del project financing e delle opere di urbanizzazione.
Sul primo - ha ricordato il relatore Mauro Pili - numerosi Paesi europei, in particolare il Regno Unito, hanno previsto una legislazione premiante rispetto all’iniziativa privata: in tal senso, è indispensabile ragionare sul parere reso dal Consiglio di Stato, che sembra, invece, invitare il Governo all’esclusione totale della figura del promotore (leggi tutto). Secondo Pili tale dato è assolutamente dannoso, anche perché è possibile individuare una specifica collocazione del promotore nell’ordinamento, introducendo una «formula italiana» per questa disciplina, conforme alla normativa comunitaria.
Per quanto riguarda le opere di urbanizzazione a scomputo, il relatore ha giudicato criticabile l’impostazione del terzo correttivo che propone una forzosa unificazione della disciplina delle opere pubbliche «sopra e sotto soglia», che impedisce la semplificazione e l’abbattimento dei tempi delle procedure degli appalti pubblici, soprattutto per i comuni più piccoli e per gli importi più bassi.
Il deputato Settimo Nizzi ha proposto di inserire nel provvedimento disposizioni in favore delle opere di urbanizzazione a scomputo cosiddette «extra-comparto», uno strumento - a suo avviso - utile per ridurre il contenzioso che spesso insorge tra lottizzanti e amministrazioni pubbliche, e per favorire un collegamento stabile tra le diverse aree di lottizzazione.
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