Professioni: si riapre il dibattito sulla riforma
Le Associazioni professionali sono disponibili a dare il proprio contributo al processo di riordino
29/09/2008 - Dei numerosi disegni di legge di riforma delle professioni presentati in Parlamento, a distanza di cinque mesi dall’insediamento delle Camere, nessuno ha ancora iniziato l’esame in Commissione.
Nell’attuale legislatura sono state presentate diverse proposte di legge sul tema delle professioni intellettuali: alla Camera sono stati depositati, nell’aprile scorso, i progetti di legge dei deputati Paolo Russo (n.
230), Siliquini (n. 503) e Vitali (proposta di Legge Delega n. 530); il primo da assegnare, gli ultimi due assegnati alle Commissioni riunite Giustizia e Attività produttive ma non ancora esaminati. A luglio si sono aggiunte le proposte di Vitali (n. 1590) e di Vietti (n. 1553), quest’ultima assegnata alle Commissioni riunite. Eredità della precedente legislatura, la proposta di legge di iniziativa popolare presentata dal CUP (Comitato Unitario delle Professioni), che è arrivata in Parlamento nel novembre 2007 ed è stata depositata alla Camera (n. 3) nei primissimi giorni dopo l’insediamento.
Al Senato è stata presentata la proposta di legge delega di Roberto Castelli (n. 177) e la proposta di legge di riforma di Andrea Pastore (n. 359) assegnata alle Commissioni ma non ancora esaminata.
Nella precedente legislatura, il tema delle professioni è stato al centro di alcuni importanti provvedimenti: il primo decreto Bersani (luglio 2006) che ha abolito l’obbligatorietà delle tariffe minime (leggi tutto), avvicinando la normativa italiana a quella europea, ma che ha determinato uno scontro frontale tra Ordini professionali e Governo, culminato in una manifestazione nazionale nell’ottobre 2006 (leggi tutto). Nel frattempo il Parlamento iniziava l’esame di alcuni progetti di legge, tra cui quello messo a punto dall’ex Ministero della Giustizia, Clemente Mastella; successivamente si è aggiunto il testo del CUP. Nel gennaio scorso, la definizione di un testo-base da parte delle Commissioni della Camera aveva fatto sperare in un risultato, ma la caduta del governo ha interrotto l’iter della riforma (leggi tutto).
In queste ultime settimane, il nuovo Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha annunciato di voler procedere ad una riforma per settori, iniziando da avvocati, notai e dottori commercialisti, per poi passare alle altre professioni.
Uno dei punti più delicati è quello delle tariffe minime: a questo proposito ricordiamo che il Sottosegretario alle infrastrutture, Roberto Castelli, intervenendo al 53° congresso nazionale degli ingegneri tenutosi due settimane fa a La Spezia, ha affermato che i minimi tariffari erano garanzia di qualità per gli utenti e “noi la difendevamo ieri e la difendiamo oggi” e, quindi, potrebbero ritornare nella normativa italiana sulle professioni. Castelli ha annunciato che ne avrebbe parlato quanto prima al Ministro Alfano (leggi tutto).
Apprendendo con soddisfazione che il nuovo Governo intende affrontare con determinazione il tema della riforma delle professioni, Federarchitetti ha inviatouna lettera al Ministro della Giustizia, con la quale conferma la propria disponibilità alla concertazione e pone l’attenzione sui alcuni punti, tra cui: la formazione professionale continua, che - secondo Federarchitetti – non può essere monopolio di merito e giudizio degli Ordini professionali, ma deve essere acquisita in un contesto di libera scelta; l’indicazione negli Albi professionalidello status professionale libero o dipendente degli iscritti; la conduzione dei Consigli degli Ordini da parte di liberi professionisti (leggi il Comunicato).
Anche le associazioni vogliono partecipare al riordino delle professioni: il Colap (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) esprime apprezzamento per la riforma a blocchi delle professioni ordinistiche, annunciata dal Ministro Alfano, e chiede che sia data “dignità istituzionale ai milioni di professionisti che esercitano attività professionali non regolamentate e riconoscere il ruolo di garanzia verso l’utenza che le loro associazioni già svolgono”.
“Attraverso riforme a comparti omogenei, che coinvolgono tutti gli ambiti del sistema professionale italiano, associazioni comprese – si legge nella lettera firmata dal Presidente del Colap, Giuseppe Lupoi – si può creare un sistema equilibrato, con pesi (ordini) e contrappesi (associazioni), e questa è la condizione ineludibile per garantire il progresso di ogni settore e un sistema aperto alla competitività e garante delle qualità dei servizi offerti” (leggi il Comunicato). (riproduzione riservata)
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