Ispezioni sul lavoro, nuove direttive ministeriali
Coordinamento, trasparenza e strategia i must per i nuovi controlli
24/09/2008 - Via a una interpretazione moderna del sistema ispettivo sul mercato del lavoro. È stata firmata lo scorso 18 settembre la direttiva del ministro del Lavoro e Politiche Sociali Maurizio Sacconi in materia di vigilanza su lavoro, salute e politiche sociali.
Rivista la professionalità dell’ispettore, soprattutto alla luce della Legge 30/2003 e della riforma Biagi.
Meno centralismo a favore di un crescente coordinamento a livello decentrato dei diversi distretti economici, grazie alla collaborazione con sindacati, consulenti del lavoro e rappresentanti istituzionali. Più spazio alle ispezioni programmate secondo un piano prestabilito rispetto a quelle “a vista”, considerate troppo discrezionali.
Dal Decreto Legislativo 124/2004 (Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro) emerge infatti l’esigenza di una strategia chiara, basata sullo scambio di informazioni tra il sistema centrale e gli ambiti regionali e territoriali. Passano così in secondo piano gli interventi su richiesta dei lavoratori, presi in considerazione solo per le irregolarità penali. La volontà di una emersione guidata del lavoro nero, in grado di tutelare tutti i livelli occupazionali e non solo il singolo lavoratore, passa attraverso il bilanciamento delle ispezioni di iniziativa e su richiesta. Si evita così la strumentalizzazioe dell’ispettore, il cui lavoro, semplificato in fase di controllo dalla Legge 689/1981 (Modifiche al sistema penale)che prevede la redazione di un unico modello, deve basarsi sulla testimonianza dei lavoratori solo in ultima analisi.
A far da prova regina la verbalizzazione del primo accesso, cui può seguire la sospensione delle attività di impresa. Un provvedimento discrezionale, tale da non pregiudicare le piccole realtà imprenditoriali, che nel settore edile decorre dalla cessazione dell’attività in corso, salvo l’esistenza di rischi per la salute dei lavoratori. Grande attenzione anche alle verifiche sulla congruenza dei contenuti contrattuali con l’esecuzione del lavoro, ad orari, effettiva formazione e regolarità sugli appalti. A vantaggio della massima trasparenza e correttezza. (riproduzione riservata)
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