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Compagnia delle Acque a Chatillon: l'innovazione tecnologica dei sistemi Schüco

vedi aggiornamento del 12/10/2009
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30/10/2008 - A seguito del passaggio degli impianti di produzione di energia, e relativi spazi di gestione, da Enel a Geval si è aperta una stagione di riorganizzazione dell'ente che muoveva dall'istanza di accentrare a Chatillon, già sede della Direzione Generale, le diverse realtà che si trovavano disseminate sul territorio regionale ai fini di ottenere una maggiore sinergia fra i diversi attori della linea produttiva.Questa operazione ha naturalmente comportato la necessità di nuovi spazi dato il numero maggiore di operatori che avrebbero dovuto prendere servizio.

L'impianto generale è stato completamente ridisegnato attraverso un processo di addizione «elementare» che riesce a declinare ad un tempo rispetto e valorizzazione della  preesistenza con una volontà progettuale assertiva in chiave concettuale, funzionale e linguistica.
 
L'originario corpo a «L» diventa una «T» alla base di cui viene posto in essere un ulteriore elemento curvo, moderna rilettura di un'antica rotonda, che disegna un nuovo ingresso munendo il manufatto di una serie di spazi e servizi accessori quali una sala conferenze, guardaroba e ristoro ed altro. L’edificio di vecchia concezione si trasforma così in uno spazio di lavoro attento alle esigenze di un ente moderno e dinamico.
 
Dinamismo e flessibilità declinato del resto in diversi modi, quali per esempio la scelta di un sistema di distribuzione orizzontale a pianta libera non rinunciando alla possibilità di isolare alcune parti per da poter utilizzare in modo autonomo i diversi piani attraverso una opportuna distribuzione verticale.
 
Dalle primissime fasi di ideazione del progetto, uno dei temi centrali è stato quello di trovare le dimensioni ideali per lo spazio del lavoro, delicato equilibrio alchemico, specie in un'epoca come questa in cui il rapporto stesso fra lavoratore e lavoro è così profondamente cambiato. Ricerca sistematica questa, esplorata dal comfort abitativo a quello climatico, facendo dell'inserimento degli impianti tecnologici uno stimolo e una sfida vincenti ai fini della sperimentazione e individuazione di nuove soluzioni costruttive e non già un mero vincolo a cui attenersi.
 
Questo atteggiamento emerge magistralmente dal disegno dei prospetti in cui l'uso disinvolto e senza pudore dei pannelli per la produzione di energia solare della linea Schüco vetro-vetro, combinati con il sistema di facciata Schüco FW 50+, montati su struttura in alluminio con sezione a vista di soli 50 mm, conferiscono alla composizione una ritrovata innocenza nei confronti del concetto di materiale costruttivo superando l'idea stessa di «semplice» integrazione.
 
L'efficienza energetica che deriva dalla pelle del manufatto così concepito è una efficace combinazione di risparmio, produzione ed estetica.
 
Anche la copertura è stata fruttuosa occasione di riflessione progettuale in termini di efficienza energetica. I pannelli per l'impianto fotovoltaico S-158P, installati sulla struttura a tetto piano, con il sistema di montaggio Schüco PV-Light estendono di ulteriori 370 mq la superficie utile alla produzione energetica, portando la capacità produttiva dell'edificio a un ragguardevole totale di 69 kW.
 
L'autorevole carattere linguistico che ne scaturisce, dialoga con la scala e la misura delle preesistenze, intrattenendo con queste ultime un rapporto di distaccato rispetto da cui nasce un'efficace energia compositiva, modulata attraverso una scala cromatica elegante, che pur rinunciando ad un proprio nascondimento nei confronti dell'ambiente vi si inserisce gradevolmente.
 
La facciata integrata Schüco è stata scrupolosamente realizzata dalla ditta Zambonini di Piacenza.

Il Solare Fotovoltaico Schüco su Edilportale.com
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