Pedane, palchi, tribune

La Russia alla Biennale di Venezia

Chess-Play for Russia

vedi aggiornamento del 14/10/2008
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01/10/2008 - È la Russia del boom edilizio quella in mostra ai Giardini di Venezia per l’11ª Biennale Internazionale di Architettura. L’esposizione, dal titolo “Chess-Play for Russia”, raccoglie progetti ideati da architetti russi e stranieri, di realizzazione prossima o già avvenuta.

Questi i nomi degli architetti russi: Alexander Asadov, Alexey Bavykin, Mikhail Belov, Andrey Bokov, Dmitry Bush, Andrej Chernihov, Yuri Grigorian, Sergej Kiselev, Boris Leviant, Nicolaj Lyzlov, Vladimir Plotkin, Alexander Skokan, Sergej Skuratov, Sergej Tkachenko, Mikhail Filippov, Mikhail Hazanov, Nikita Yavein.
 
Il gruppo degli espositori stranieri è, invece, così formato: David Adjaye, William Alsop, Erick van Egeraat, Norman Foster, Nilolas Grimshaw, Zaha Hadid, KPF, Tomas Leeser, Jean Nouvel, Dominique Perrault, Gaetano Pesche, Peter Schweger, Sergej Tchoban, SOM, Rafael Vinoly, Jean Michel Wilmotte, Chris Wilkinson.
 
Si tratta di opere che, per dirla col commissario del padiglione Vasili Tsereteli, sono state selezionate per l’esposizione perché ”è molto importante mostrare non idee mirabolanti, ma progetti del tutto realistici”, che rivelino al mondo il “nuovo volto della Russia”.
 
I curatori Pavel Khoroshilov e Grigory Revzin hanno, invece, sottolineato come l’architettura russa viva una congiuntura cruciale, sottoposta com’è all’imperativo di divenire “concettualmente e creativamente competitiva” a livello mondiale. D’altra parte la mostra s’interroga anche su quali possano essere gli esiti finali dell’influsso esercitato in terra russa da progettisti stranieri della portata di Norman Foster, con la sua “Russia Tower”, che, con i suoi 600 m di altezza, nel 2010 sarà il grattacielo più alto d’Europa, o Zaha Hadid col suo progetto “Capital Hill Residence, residenza privata destinata a sorgere entro il 2010 a Barvikha, a sud di Mosca.
 
Insomma, per questa edizione della biennale, la mostra “Chess-Play for Russia”  sembra dire: al bando l’architettura utopistica, il design concettuale, i progetti ideati degli studenti, è la nuova generazione di architetti-star con le loro costruzioni “firmate” a dover mostrare “l’esatta condizione del pensiero architettonico” nella Russia del 2008.
 
(riproduzione riservata)
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