Sistema costruttivo antisismico

Materiali edili: in arrivo le norme contro gli aumenti

Indennizzi anche agli enti locali, quindi alle piccole e medie imprese. Confermata l’applicabilità al solo 2008

vedi aggiornamento del 12/05/2009
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23/10/2008 - È atteso con impazienza dagli operatori delle costruzioni, il DL sul caro-prezzi dei materiali edili.

Materiali edili: in arrivo le norme contro gli aumenti

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Approvato con riserva dal Consiglio dei Ministri dello scorso 17 ottobre, il decreto, che introduce interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, è in corso di modifica per rispondere alle istanze delle imprese edili, che chiedono di renderlo applicabile non solo ai costi direttamente dei materiali che saranno indicati dal Ministero delle Infrastrutture entro il 31 gennaio 2009, ma anche ai costi per l’energia, dipendenti dal prezzo del petrolio.
 
La versione del decreto approvata dal CdM prevede un indennizzo se l’aumento del prezzo del materiale supera del 10% quello fissato dall’impresa in fase di offerta. Le compensazioni riguardano i lavori eseguiti e contabilizzati nel 2008, mentre per quelli realizzati negli anni precedenti rimane in vigore il meccanismo di rilevazione annuale. Le stazioni appaltanti devono trovare le risorse per l’indennizzo, anche attingendo ai fondi Fas per le aree svantaggiate; questa possibilità è riservata alle Amministrazioni Statali ed esclude gli enti locali, e non considera l’indennizzo stabile, cioè quello legato alle materie non direttamente impiegate per la costruzione, ma fondamentali per i lavori, come il petrolio (leggi tutto).
 
Il Decreto-legge non ha soddisfatto le imprese edili, che si dicono pronte a bloccare i lavori e a chiudere i cantieri di numerose opere se il Governo non accoglierà le loro richieste.
 
In un comunicato congiunto Ance, AGI, OICE, Cooperative di Produzione e Lavoro e Confindustria affermavano di non condividere nel merito e nel metodo il provvedimento: “nel metodo perché dopo tre mesi di trattativa viene portato unilateralmente all’approvazione un testo non conosciuto dalle Organizzazioni del settore, nel merito perché quanto proposto non scongiura il fermo dei cantieri, in quanto limita l’intervento al solo 2008 e destina 300 milioni alle sole amministrazioni dello Stato (cioè ai Ministeri) non prendendo in considerazione quanto avviene per gli stessi problemi negli Enti locali”.
 
Le organizzazioni hanno quindi sottolineato come “un ben diverso atteggiamento è stato assunto per altri settori, sicuramente in crisi, ma certamente molto meno rilevanti rispetto al settore delle costruzioni, sia per numero di occupati sia per la funzione antirecessiva che è in grado di svolgere per l’economia del Paese”. Quest’ultima constatazione è stata ribadita nel corso del convegno su infrastrutture e politiche abitative svoltosi sabato scorso nell’ambito del SAIE di Bologna, dal Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, che ha rilevato come, finora, il Governo sia intervenuto solo in favore delle banche, dimenticando le PMI del settore edile.
 
È probabile che il Governo resti fermo nella sua decisione di rendere applicabile l’intervento al solo 2008, mentre potrebbe cedere sulle tipologie di materiali, includendo quelli non strettamente legati alla realizzazione delle opere, come i carburanti. È probabile, inoltre che i fondi stanziati siano destinati non solo alle amministrazioni statali ma anche agli enti locali, includendo in questo modo le opere minori e, di conseguenza, le piccole e medie imprese. Altra modifica potrebbe consistere nell’abbassamento dal 10 all’8% della soglia di aumento utile per far scattare il diritto all’indennizzo.
 
L’adeguamento dei prezzi che le imprese potranno richiedere sarà alternativo alla facoltà per le stazioni appaltanti, prevista dal terzo decreto correttivo del Codice appalti, di individuare, nel bando di gara, i materiali da costruzione per i quali i contratti, nei limiti delle risorse disponibili, prevedono le modalità e i tempi di pagamento degli stessi (leggi tutto).
 
È attesa in questi giorni la pubblicazione del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Giancarlo

se non si riformano le condizioni delle vendite non cambiera' nulla , ne il lavoro nero , ne il lavoro eseguito con la buona norma tecnica e di legge , quindi perdendo di qualita' all'utente finale .

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