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Ponte di Messina, il Cipe conferma gli espropri

Il Ministro Matteoli: ulteriore tassello della riattivazione dell’opera

vedi aggiornamento del 30/03/2011
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02/10/2008 - Nella seduta del 30 settembre scorso, il CIPE - Comitato Interministeriale Programmazione Economica, ha deliberato la reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio per le aree interessate alla realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina.
 
Per il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, il Cipe “ha riconfermato la pubblica utilità del Ponte.

Si tratta - ha aggiunto – di un ulteriore tassello della riattivazione del manufatto, una riconferma formale dell’opera che è stata garantita dal Cipe in coerenza con quanto espressamente previsto nell’Allegato Infrastrutture al DPEF già approvato dal Governo (leggi tutto), dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Parlamento. Nel prossimo trimestre saranno pronti altri atti formali, che daranno definitiva consistenza alla iniziativa del Governo finalizzata alla realizzazione del Ponte. Saranno, inoltre, definiti quanto prima – conclude il Ministro - gli atti aggiuntivi all’Intesa Generale Quadro previsti dalla Legge Obiettivo con le Regioni Calabria e Sicilia”.
 
Sul tema è intervenuto Pietro Ciucci, Presidente dell’ANAS e della Società Stretto di Messina SpA, annunciando che, entro la fine dell’anno, sarà rivisto insieme al Governo il piano finanziario. “I costi dei lavori – ha spiegato Ciucci – sono saliti molto dal 2003: da 4,1 miliardi ai 5,5 attuali ma le ampie riserve che avevamo previsto ci consentono di confermare i 6,1 miliardi totali (compresi gli oneri finanziari). L’obiettivo è realizzare la progettazione definitiva nel 2009 e avviare i lavori nel 2010. Certo il Governo deve garantire, per allora ma se possibile prima, i 2,2 miliardi della quota pubblica.” (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Alessio Adamo

Si continua a parlare tanto di questo ponte come l'unica soluzione per risolvere il collegamento fra Sicilia e Italia. Non ci si rende conto che è solo un piccolo tassello e forse anche insignificante. Oggi si attraversa agevolmente lo stretto con i traghetti in soli 20 minuti e pochi minuti di attesa, solo in alcuni periodi dell'anno (natale, agosto) ci sono code. IL PONTE NON E' UN'OPERA PUBBLICA MA SOLO UN BUSINESS!!! Nessuno ha mai detto quanto costerà attraversarlo. Nessuno ha mai detto, una volta attraversato, quanto tempo ci vorrà per arrivare a Ragusa e Gela. Nessuno ha mai detto che per andare da Messina a Palermo bisogna fare una lunga ginkana per evitare cantieri e buche presenti in “autostrada” (E SI PAGANO EURO 9,20 DI PEDAGGIO PER 144 KM). Quanti di quelli che vogliono il ponte si sono messi sulla macchina per andare da Trapani a Ragusa??? per 309 Km ci vogliono circa 5 ORE in auto e 9,14 ORE in treno !!! E ai caselli per il pagamento del pedaggio quante code ci saranno??? Penso proprio che oggi il ponte non sia una priorità ma solo un bel business e sicuramente un capolavoro di ingegneria di cui vantarsi. Sarà forse che molti vogliono farlo solo per dire: L'ABBIAMO FATTO NOI ??? L'unico reale vantaggio sarà solo per i treni. MA SOLO PER ATTRAVERSARE LO STRETTO!!! Oggi per arrivare in treno da Messina a Ragusa, 208 Km, ci vogliono almeno 6,05 ORE !!! SERVIRA' PROPRIO IL PONTE??? Cordiali saluti. Alessio Adamo adamo@ben.it

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