Casa, urbanistica e ambiente all’esame della Camera
Conversione del DL sugli sfratti, audizione del Ministro dell’ambiente ed esame dei ddl sul governo del territorio
27/10/2008 - Politiche abitative, ambiente e governo del territorio saranno al centro dell’attività della Commissione Ambiente della Camera di questa settimana.
Norme correlate
Pierluigi Mantini - Princìpi fondamentali in materia di governo del territorio
Misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali
Bozza del Dpcm attuativo del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa
La giornata di domani 28 ottobre sarà dedicata alla casa: nel pomeriggio sono infatti previste interrogazioni a risposta immediata su questioni relative alle politiche per la casa e agli interventi in materia edilizia e abitativa. Seguirà l’esame del decreto legge 158/2008 “Misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali”, che ha prorogato al 30 giugno 2009 gli sfratti per le famiglie a basso reddito.
Ricordiamo che il 21 ottobre scorso è scaduto il termine per l’emanazione del DPCM che definirà le modalità operative del Piano Casa. La bozza di DPCM diffusa nelle scorse settimane prevede un finanziamento statale fino al 30% per gli alloggi da affittare a canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto; un contributo extra di 10.000 euro se gli alloggi conseguono un fabbisogno energetico inferiore del 50% rispetto a quello richiesto dal Dlgs 192/2005; l’obbligo di locazione per almeno 25 anni ad un canone non superiore al 70% del canone concordato (leggi tutto).
Mercoledì 29 il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, illustrerà alla Commissione le linee di azione del Governo in tema di politiche ambientali, cambiamenti climatici e riordino delle strutture di ricerca e protezione ambientale.
Ricordiamo, a questo proposito, che il Ministro Prestigiacomo è stata protagonista, nelle scorse settimane, del braccio di ferro tra il Governo italiano e la Commissione europea sul pacchetto “20-20-20”, la strategia UE che prevede, entro il 2020, la riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, la produzione del 20% dell’energia da fonti rinnovabili e la riduzione del 20% dei consumi energetici. Il Governo aveva chiesto di rivedere gli obiettivi assegnati all’Italia, sostenendo che, con la crisi finanziaria in atto, i costi del pacchetto sarebbero diventati insostenibili per le imprese.
Dopo una polemica sulle cifre tra il Ministro Prestigiacomo e il commissario all’Ambiente europeo Stavros Dimas, il Governo italiano aveva chiesto di congelare per un anno la discussione sul pacchetto Ue per approfondire le analisi dei costi, e di inserire una “clausola di revisione” che preveda l’aggiustamento delle misure in relazione ai risultati dell’analisi costi-efficacia da effettuare nel corso del 2009. La questione si è per il momento risolta con l’accoglimento da parte del commissario Ue Dimas, della proposta del Ministro Prestigiacomo di istituire un “tavolo tecnico” per verificare insieme a esperti del governo italiano le stime dei costi e dei benefici del pacchetto (leggi tutto). Il tavolo tecnico si è aperto venerdì a Bruxelles.
La giornata di giovedì della Commissione Ambiente della Camera sarà invece dedicata al governo del territorio: è infatti in calendario l’esame dei disegni di legge C. 329 Mariani, C. 438 Lupi, presentati all’inizio della legislatura, e C. 1794 Mantini, presentato pochi giorni fa.
Il ddl Mantini parte da alcune considerazioni: l’urbanistica di espansione si è arrestata, crescono le esigenze di recupero e di riqualificazione delle città esistenti (si pensi alle aree industriali dismesse), aumenta l’esigenza di governare le trasformazioni con strumenti flessibili e non tramite rigide e impraticabili pianificazioni. Anche alla luce del nuovo titolo V della parte seconda della Costituzione sussiste la competenza statale per una legge di soli principi che stabilisca contenuti generali e strumenti del governo pubblico del territorio. L’Italia deve individuare nella ricchezza e nelle peculiarità del proprio territorio, nelle bellezze naturali, nei giacimenti culturali gli elementi centrali per il proprio sviluppo. Deve inoltre concentrare politiche, azioni e risorse in una grande opera di riqualificazione dell’esistente (dai centri storici alle aree industriali dismesse), frenando il consumo di nuovo territorio e perseguendo i fini primari della realizzazione delle grandi reti dei trasporti e della mobilità e delle nuove esigenze abitative.
Sempre giovedì proseguirà l’esame di quattro ddl per la riqualificazione e il recupero dei centri storici, che si propongono di tutelare la propensione, tipicamente italiana, a vivere in centri piccoli e medi e ad uno stile di vita diverso da quello delle grandi metropoli; salvaguardare il grande patrimonio storico, artistico, paesaggistico e delle produzioni tipiche dei piccoli comuni; rafforzare il ruolo, decisivo per la crescita e la competitività dei sistemi nazionali, delle azioni per il recupero e la valorizzazione dei centri storici e per l'innovazione e l'attrattività delle reti urbane. (riproduzione riservata)
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