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Rinnovabili, alla Liguria il primato ambientalista

La Regione aderisce all'appello di Legambiente e stanzia 26 milioni

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vedi aggiornamento del 09/02/2009

31/10/2008 - Primato ambientalista per la Liguria. La Regione è stata la prima in Italia ad aderire all’appello di Legambiente per la realizzazione dal basso della direttiva comunitaria sulla riduzione dei consumi e delle emissioni di anidride carbonica e sulle energie rinnovabili.

I propositi, raccolti nel pacchetto clima 20 – 20 – 20, perseguono la riduzione del 20% dei consumi di energia, un aumento del 20% delle quote di energia rinnovabile e la diminuzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica. Obiettivi da realizzare entro il 2020.
 
Con la Delibera di Giunta del 24 ottobre 2008 la Regione Liguria ha stanziato 26 milioni di euro per interventi in materia di energia. L’importo sarà finanziato dall’Asse numero 2 del Fesr, Fondi europei di sviluppo regionale. Verranno corrisposti 10 milioni di euro alle imprese per progetti riguardanti le fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica. Gli altri 16 milioni saranno invece destinati agli enti pubblici.
 
Il progetto di elettrificazione delle banchine del porto di Genova, considerato prioritario, sbloccherà altri 9 milioni di fondi ministeriali che finanzieranno la tutela di parchi e aree protette, il risanamento dei Comuni con la peggiore qualità dell’aria e i progetti di edilizia scolastica biocompatibile.
 
L’orientamento della Regione Liguria, come affermato dall’Assessore all’Ambiente Franco Zunino, considera prioritari gli obiettivi del 2020, ponendosi in posizione polemica rispetto al Governo, che ha annunciato il ritorno al nucleare per la produzione del 25% di energia elettrica.
 
Legambiente ha espresso diffidenza verso le centrali nucleari di nuova generazione perché gli investimenti necessari per la loro realizzazione potrebbero compromettere gli investimenti in fonti alternative. Che a parere del presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti sarebbero più efficaci e veloci nel recupero del ritardo rispetto agli accordi inernazionali stipulati e creerebbero maggiore occupazione.

(riproduzione riservata)

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1 Commenti

giorgio mallarino | e poi vogliono nuove centrali

domenica 2 novembre 2008 - 11.15

se quest'esempio virtuoso fosse seguito da altri non ci sarebbe più nessuna scusa per chi vuole nuove centrali e non solo nucleari. Una per tutte il raddoppio della centrale a carbone di Vado Ligure che avrebbe lo scopo di far aumentare di 300 milioni di euro gli incassi di Tirreno Power che è di proprietà alla fine delle scatole cinesi del sig. Carlo De Benedetti tramite Sorgenia.

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