Piemonte, 250 mila euro contro l'amianto
Rimozione dei rischi e ricerca scientifica nella nuova legge regionale
15/10/2008 - È stato di recente approvato dal Consiglio della Regione Piemonte la legge "Disposizioni per la prevenzione dei rischi ambientali e sanitari derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici e privati, nelle strutture, infrastrutture e nell'ambiente". Secondo l’Assessore regionale all’Ambiente Nicola De Ruggiero si tratta di un notevole progresso, frutto di un percorso condiviso, che porterà l’attenzione sui temi ambientali anche al di fuori dei confini regionali.
La legge stabilisce la rimozione dei fattori di rischio indotti dall'amianto mediante la bonifica di siti, impianti e edifici, il sostegno alla ricerca e alla sperimentazione nel campo della prevenzione, della diagnosi e della terapia, nonché alle persone affette da malattie correlabili all'amianto. Promuove la ricerca e la sperimentazione di tecniche per la bonifica dagli amianti, il recupero dei siti contaminati e le iniziative di educazione ed informazione finalizzate a ridurre il "rischio amianto".
E' previsto anche il potenziamento del registro dei mesoteliomi e dei tumori, estendendo il monitoraggio alle patologie asbesto-correlate, l'istituzione del registro degli esposti alle fibre d'amianto e la classificazione delle aree territoriali interessate dalla presenza naturale di amianto.
Al procedimento legislativo hanno contribuito i sindacati e le riunioni con le vittime dell’amianto, soprattutto in riferimento all’area del Casalese. A detta dell’Assessore Ruggiero la Regione Piemonte si è assunta anche la responsabilità di individuare percorsi di recerca medica e scientifica per risolvere definitivamente un dramma sanitario e sociale, a causa del quale le vittime necessitano di un adeguato sostegno psicologico per procedere alla battaglia legale in difesa dei propri diritti.
Per il 2008 è stata stanziata una prima tranche di 250mila euro, che diventeranno 4,3 milioni sia per il 2009 che per il 2010. Le risorse verranno trasferite alle Asl e all'Arpa. (riproduzione riservata)
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