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Sicurezza nei cantieri, i risvolti sulla privacy

Le posizioni di Anie e Ministero del Lavoro per la tutela dei dati personali

vedi aggiornamento del 16/02/2009
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17/10/2008 - Privacy e sicurezza vanno di pari passo nei cantieri edili. A metterlo in dubbio è stata l’Anie, Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche, che ha formulato istanza di interpello al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Al centro del chiarimento l’articolo 36 – bis del Decreto Legge 223/2006, meglio conosciuto come Decreto Bersani.

Secondo quanto stabilito dalla norma a partire dal primo ottobre 2006 i lavoratori dei cantieri edili devono essere dotati di un tesserino di riconoscimento recante fotografia e dati anagrafici, nonché ragione sociale e nome dell’impresa. L’Anie, considerando il Decreto Legislativo 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, ha chiesto nell’interpello del 3 ottobre se l’esposizione dei dati sia pertinente e non eccedente rispetto alla finalità perseguita.
 
Per il legislatore la tutela del diritto alla riservatezza può subire graduazioni se sussiste un’esigenza concreta, come la limitazione di comportamenti pericolosi che possono ledere diritti sanciti dalla Costituzione. Il tesserino completo dei dati si prefigge l’obiettivo di combattere l’utilizzo del lavoro sommerso, che spesso sfocia nel mancato rispetto delle norme di sicurezza.
 
Sono previste sanzioni per i datori di lavoro che non forniscono i propri dipendenti del tesserino identificativo. Nelle imprese con meno di dieci lavoratori la tessera può essere sostituita dalla registrazione degli estremi del personale impiegato giornalmente in un apposito registro di cantiere vidimato dalla Dpl competente, da conservare sul luogo di lavoro.
 
In base all’istruzione ministeriale l’obbligo di esibire il tesserino identificativo non riguarda solo le imprese edili, ma anche i dipendenti delle ditte impiantistiche che svolgono la propria attività nei cantieri edili, che rientrano nell’ambito di applicazione del Decreto Legislativo 494/1996.
 
Il Garante della privacy era già intervenuto sulla problematica della conformità alla legislazione delle norme contrattuali e organizzative che impongono al personale a contatto con l’utenza di appuntare sul vestito o sulla divisa un cartellino identificativo contenente vari dati personali al fine di realizzare una maggiore responsabilizzazione dei lavoratori verso il pubblico. Il caso dei cantieri edili è però considerato totalmente diverso dall’interpello, che punta al rispetto della salute e della sicurezza. Diritti sanciti dalla Costituzione. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Giovanni Scarpa

In base a quale circolare e o legge è possibile per le aziende con meno di dieci dipendenti adoperare il Registro di Cantiere in luogo dei cartellini personali? Non ho trovato sulla 81/08 nessun rifermento al Registro di Cantiere.

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