|
|
28/11/2008 - Un’attività di progettazione che comprende la redazione di elaborati grafici non può essere assegnata come una consulenza professionale ma deve seguire un procedimento concorsuale. Lo afferma il Tar del Veneto con la sentenza n. 3620 del 21 novembre 2008.

Tar Veneto - Affidamento incarico per attività di progettazione - obbligo di espletare gara pubblica..
Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE ..
Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
Non hai un account Facebook?
massimo
La questione è chiara da molto tempo ma nessuno vigila. Nel campo dei lavori pubblici come anche in quello della pianificazione urbanistica, i professionisti esterni, sotto le mentite spoglie di consulenti/collaboratori si prendono carico delle fasi progettuali, disposti a compensi incongrui ma comunque sicuri (incarichi fiduciari in barba alle procedure selettive). Il Neppotismo come criterio di selezione. I professionisti interni delle pubbliche amministrazioni si prendono i meriti e si spartiscono l'incentivo alla progettazione (modello ANAS). I funzionari che pretendono il rispetto delle regole passano per lentigradi e escono dalle simpatie dei propri dirigenti. I funzionari che si adeguano, risultano invece più efficienti e alla fine dei conti vengono anche premiati.
gola profonda
e per la redazione di un PRG? è un incarico che richiede elaborati no? e allora guardate a genova l'incarico diretto a chi è stato dato!! Vi evito la ricerca: Renzo Piano (genovese residente aParigi e iscritto all'Ordine di Milano elenco stranieri!!) Dimenticavo: lo fà gratis...........
Puccio Bellasio
Permane la volontà da parte di troppi amministratori di fare della cosa pubblica un proprio orto privato. Ciò si scontra con il codice degli appalti. L'Incarico fiduciario, che aveva la sua validità nel fatto che del professionista che aveva già dato buona prova, mi fidavo: il professionista aveva l'interesse a confermare tale serietà, lavorando bene. Facile barare e creare "giri" poco puliti. Adesso non si può più, ma con il combinato disposto del codice contratti e del decreto Bersani, è una forsennata corsa al ribasso, che non permette di lavorare avendo il TEMPO per pensare e progettare magari qualcosa di nuovo o migliore dal solito mediocre schifo. Così i segni di un'architettura e ingegneria di infima qualità, resteranno sul territorio per anni, creando spesso situazioni irreversibili. (interesse pubblico? si aggiunge onestà di intenti con uno scritto?) Le regole non spaventano chi sa fare il suo lavoro: Bersani ha tolto i minimi tariffari ma avrebbe dovuto avere il coraggio di imporre standard di progetto SERI (la ex 109 ora la d.l. 163 non li pone, di fatto: si può liquidare un progetto da vari mil di € con una manciata di tavole che dicono poco o niente - ho collaudato un'opera così da poco- o puoi trovare il RUP che chiede definizioni all'ultima vite per un progetto da 20.000€, magari perchè gli stai antipatico o per farsi bello agli occhi dell'assessore, tanto i professionisti sono cialtroni che non fanno un tubo e si arricchiscono, non lavoratori come - e più - degli altri) Gli standard dovrebbero essere indicati in sede di gara, come dovrebbe essere indicato l'importo su cui si chiede il ribasso. Ci si dovrebbe ricordare che il prezzo di un progetto fatto bene (davvero) si ripaga da solo con l amaggiore economicità dell'appalto. E che dire dell'appalto integrato? Bleah!
Marco C.
Concordo con Silvio la questione sull'utilità degli Ordini. Per il concorso in oggetto invece sostengo da un lato come principio assoluto che sia più che corretto che sia realizzato da parte del vincitore. In tema di concorsi in generale sostengo anche il loro svolgimento limpido e trasparente, sia da parte di P.A. che da parte dei concorrenti. Relativamente a quest'ultimo punto, spesso in Italia ci sono troppi furbi da entrambe le parti. Il concorso di Piazza Barche è pieno di controversie sotto più punti di vista, se poi al sindaco o alla cittadinanza non piace credo sia anche giusto rivederne gli aspetti compositivi. Giunta precedente, giunta attuale...che dire? Bho! Spero solo che questa controversia si chiarisca presto e che sia realizzato un bel progetto.
ARCH. VINCENZO LA ROSA
Mi pare che a Los Angeles sia stata progettata una "copia" di Venezia, vedi anche Biennale, ma già altri hanno copiato l'italia...questo per dire che agli architetti italiani non manca nulla, e lo dice la storia, ma purtroppo, invece che elogiare i nostri bravi tecnici si sceglie sempre quello estero ed internazionale.....ok allo scambio di idee ed esperienze.....ma senza controlli significa solo fare clamore...e poi, riguardo agli ordini, per rispondere a qualcuno, mi sono già espresso in altra occasione, e lo ribadisco, credo che non servino proprio a nulla, anche loro sono uno spreco di denaro inutile, un po come tutte le macchine burocratiche. In ultimo credo che ai concorsi debbano partecipare solo i giovani, quelli che si definiscono "grandi", se capaci, si facessero commissionare dai ricchi la loro arte.
Alessandra Malt
Bè il fatto che ci sia collaborazione con un tecnico di un'altro paese mi fa piacere in quanto il confronto è crescita..se le idee sono migliori può essere un arrichimento..il fatto che il procedimento in sè sia stato scorretto non mi stupisce e mi chiedo: siamo sicuri che con i concorsi verrà veramente premiata l'idea migliore??o sarà solo una delle tante facciate...?Comunque in questo momento di crisi..ci sono meno confronti...e più raggiri..anche per poche centinaia di euro...
Sandro Veronese
Non sono un architetto , lo premetto perchè non vorrei essere considerato, come dire, di parte: ma dopo l'esperienza con il tristemente noto ponte di Calatrava, l'Amministrazione di Venezia non ha trovato di meglio che rivolgersi ancora ad uno spagnolo (non sarà mia Calatrava ?) Per gli smemorati ricordo che il ponte è alla fine costato 10 milioni di euro, vale a dire circa 10 milioni di vecchie lire a metro quadrato. L'assessore di Venezia (presidente della CNA di Mestre)di cui mi sfugge il nome e da me incalzato telefonicamente durante una trasmissione televisiva locale, disse che " lo stesso architetto spagnolo aveva ammesso di aver sottostimato un pochino, un pochino capite, il costo dei materiali." e l'assessore proseguì dicendo che comunque a lui il ponte piaceva. Ricordo che il costo preventivato dal famoso architetto spagniolo era di 2 milioni di euro. Alla fine il ponte è venuto a costare 5 volte. Alla faccia del pochino. Concludo che secondo il me in questo "affare del Ponte di Calatrava" c'è materia per un intervento della Magistratura sandro veronese
Renzo M.
La crisi c'è e non la inventano gli architetti...La vivono e la soffrono... La masticano... ognuno per conto proprio... Pirandello commenta...
Silvio
mi sembra assurdo che la difesa di principi sacrosanti sia affidata ai singoli, gli ordini così come sono non hanno più motivo di esistere..... in compenso arrivano inviti per settimane bianche.... ho l'impressione che coloro che dovrebbero garantirci siano più interessati a garantire se stessi.
Inserisci un commento alla news