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Piano Casa, le regioni chiedono visibilità al Governo

Sollecitato, ma non ancora convocato il tavolo politico per l’attuazione e gestione dell’housing sociale

vedi aggiornamento del 12/03/2009
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13/11/2008 - Piano casa in pericolo. Le linee guida per l’ampliamento dell’offerta abitativa e la realizzazione dell’edilizia sociale a canoni sostenibili rischiano di non decollare per un difetto di comunicazione tra Governo, Regioni ed Enti Locali. Senza l’accordo delle regioni non si può infatti procedere all’emanazione del decreto di attuazione per rendere operative le norme contenute nel Decreto Legge 112/2008. Le bozze presentate il 23 settembre e 24 ottobre non consentono ancora il raggiungimento di una posizione unanime.

Se da un lato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Mario Mantovani ha lamentato alla Camera l’indisponibilità delle regioni a discutere con il Governo i termini e il contenuto dell’intesa che finora ha reso impossibile l’emanazione del Dpcm, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani e il Presidente della Regione Umbria, nonché coordinatrice per l’edilizia residenziale pubblica, Maria Rita Lorenzetti sono di parere opposto.
 
Secondo i due presidenti il Sottosegretario Mantovani ignora l’esistenza di una intesa firmata il 2 ottobre scorso a Palazzo Chigi da Presidente del Consiglio e Presidente della Conferenza delle Regioni. Il documento stabilisce che Governo e Regioni concordano di attivare un tavolo per la definizione e la gestione del piano casa, in osservanza delle rispettive competenze.
 
Nonostante il tavolo politico sia stato richiesto e sollecitato dalle Regioni, è finora mancata la convocazione da parte del Governo centrale. Secondo il governatore Lorenzetti e il presidente Errani solo in una simile sede si potrà ritrovare il giusto clima di collaborazione multilivello in cui si potranno ridiscutere le attribuzioni di risorse necessarie alla realizzazione degli interventi.
 
Il tentativo di mediazione da parte del Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, così come la proposta di Bicamerale avanzata da Massimo D’Alema e Gianfranco Fini non hanno sortito effetti sugli enti locali, che rimangono in attesa dell’attribuzione delle risorse.
 
Se la situazione non dovesse sbloccarsi è possibile un cambio di direzione, già annunciato dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico Ugo Martinat. Potrebbe infatti partire dalla maggioranza di Governo una proposta di legge per l’attribuzione ai presidenti delle regioni di un potere di approvazione accelerata delle varianti urbanistiche legate al piano casa. (riproduzione riservata)
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