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Catasto, più efficienza in vista del decentramento

Meno evasione, più servizi e collaborazioni con Entrate, GdF e Agea

vedi aggiornamento del 03/06/2009
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27/11/2008 - Il Catasto si aggiorna. È quanto emerso dalle dichiarazioni del presidente dell’Agenzia del Territorio Gabriella Alemanno, intervenuta in una audizione alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Sono molte le attività illustrate dal presidente, tra cui spiccano i 6,4 milioni di terreni colpiti dall’aggiornamento di colture e rendite catastali o i 681 mila fabbricati scoperti dopo aver perso il requisito di ruralità. Immobili su cui hanno già espresso il proprio parere la Corte di Cassazione e l’Ifel, ente di ricerca facente capo all’Anci. (Leggi tutto)
 
Si tratta di obiettivi raggiunti grazie alla Finanziaria 2007 e al Decreto Legge 262/2006, norme che hanno contribuito alla lotta all’evasione fiscale. Con la semplificazione operata dal Decreto Legge 7/2007 sono inoltre aumentate le cancellazioni delle ipoteche nei mutui immobiliari. Per il futuro si prevede la manutenzione delle rendite, l’identificazione dei fabbricati non più rurali, le revisioni inerenti al classa mento del Catasto e indagini sulla riutilizzazione commerciale dei dati catastali ipotecari, oltre a un più efficiente scambio di dati.
 
La collaborazione già avviata con Agenzia delle Entrate, Comuni e Guardia di Finanza renderà possibile anche l’aggiornamento automatico del catasto dei terreni sulla base dei dati contenuti nelle dichiarazioni fornite dagli agricoltori all’Agea, Agenzia per l’erogazione in agricoltura, per l’ottenimento dei fondi comunitari Pac.
 
L’attuale sistema estimativo è considerato obsoleto dal momento che l’ultimo aggiornamento risale a più di vent’anni. Con tecniche matematico-statistiche e valutazioni di massa si potrà risolvere il problema dell’evasione, in cui, dopo l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, il problema dei fabbricati rurali sta giocando un ruolo importante.
 
L’Agenzia del Territorio si trova a una svolta. La modernizzazione va di pari passo con il decentramento, avviato dal Governo Prodi. Il Dpcm del 14 giugno 2007 dava ai Comuni la possibilità di determinare l’estimo dei singoli immobili, sottraendo tale competenza all’Agenzia.
 
L’attribuzione di una simile competenza è stata bloccata dal ricorso della Confedilizia al Tar, motivato dalla non conformità del decreto alla Finanziaria 2007, in base alla quale i Comuni possono solo partecipare alla determinazione degli estimi, decisione che rimane allo Stato e all’Agenzia del Territorio.
 
Il Tar Lazio con la sentenza 4259 del 15 maggio 2008 ha accolto il ricorso annullando il Dpcm, posizione confermata anche dal Consiglio di Stato contro l’impugnativa dell’Anci. Per il momento i Comuni attendono direttive sulla modalità con cui procedere al decentramento.
 
Si attendono infatti gli orientamenti della politica in riferimento alle riforme definitive. Sono state intanto annunciate dal presidente Alemanno il perfezionamento dei servizi telematici entro il prossimo anno, il recupero della produttività e la valutazione dell’organico. Ma soprattutto l’ampliamento dei servizi e lo sviluppo moderno della cartografia catastale. (riproduzione riservata)
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