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Ponte sullo stretto, priorità ma con fondi incerti

L'opposizione: le risorse stanziate sono state utilizzate per tagliare l’Ici

vedi aggiornamento del 14/10/2009
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01/12/2008 - Continua ad essere prioritaria per il Governo la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Lo ha affermato Elio Vito, Ministro per i rapporti con il Parlamento, durante il question time dello scorso 27 novembre al Senato.
 
Il Ministro ha affermato che il presidente del Consiglio e il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti sono impegnati nella sua realizzazione entro la prima parte della legislatura.

Il progetto, che secondo il Governo si inserirà nei corridoi europei, irrobustendo la rete infrastrutturale italiana e meridionale, è stato inserito tra le opere di preminente interesse pubblico dal Dpef 2009 – 2011. (Leggi tutto)
 
Secondo quanto riportato da Vito, il Ministro per le infrastrutture Matteoli ha chiesto alla società ‘Stretto di Messina’ di riprendere al più presto le attività per la realizzazione del ponte. La società, polemizza il Ministro, non era stata sciolta dal precedente Governo nonostante non considerasse  l’opera di interesse prioritario. Questo avrebbe comportato all’Italia costi elevati in termini di deficit sulle infrastrutture.
 
Conseguentemente alla decisione assunta il Cipe ha emanato una delibera che dispone la reiterazione del vincolo preordinato all'esproprio sulle aree interessate dall'intervento. Gli oneri per gli indennizzi in favore dei proprietari degli immobili gravati dal vincolo, quantificati per 6 miliardi di euro, saranno totalmente a carico della società concessionaria.
 
Secondo Vito la realizzazione del ponte sullo stretto per essere efficace deve inserirsi in un piano infrastrutturale stradale, ferroviario e marittimo più ampio. Emergono al suo interno le autostrade Salerno – Reggio Calabria, Messina – Catania, Catania – Palermo e Palermo – Trapani. In prossimità di Reggio Calabria sarebbe poi in fase di pianificazione una tangenziale della lunghezza di 5 chilometri.
 
Sono previsti anche adeguamenti della rete ferroviaria in Calabria, ferma oggi a una velocità commerciale che non supera i 120 chilometri orari, e Sicilia, che in alcune tratte non è ancora dotata di doppio binario. Almeno l’85% del Fondo per le aree sottoutilizzate sarà destinato alle carenze del meridione, promette Vito.
 
Insoddisfatto dalle risposte del Ministro il Senatore Lumia del Pd, che lamenta il taglio di 2,5 miliardi di euro a sfavore di opere cantierabili in Sicilia. Dello stesso avviso De Toni de L’Italia dei Valori, che ricordando i 500 milioni di penale cui sarebbe andato incontro il Governo Prodi nello scioglimento della società ‘Stretto di Messina’, ha chiesto chiarimenti sui fondi con cui verrebbe realizzato il ponte.
 
Dal momento che le risorse stanziate per la costruzione del ponte con il decreto fiscale del 2006 sono state utilizzate per coprire il taglio dell’Ici. (Leggi tutto)

Senza prevedere strumenti aggiuntivi nella legge finanziaria.
(riproduzione riservata)
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