01/12/2008 - Il sistema di qualificazione delle imprese, come modificato dal terzo decreto correttivo (Dlgs 152/2008) del Codice degli appalti pubblici (Dlgs 163/2006), non è in grado di premiare la professionalità e di mettere a disposizione delle Amministrazioni imprese dotate di organizzazione e di esperienza. Lo ha affermato il Presidente dell’Istituto Grandi Infrastrutture (IGI) Giuseppe Zamberletti, nel corso del convegno “La qualificazione tra luci ed ombre” svoltosi la scorsa settimana a Roma.

Secondo Zamberletti, l’allargamento a 10 anni del periodo di maturazione dei requisiti ha sancito la rinuncia a qualificare il settore, tanto da far rimpiangere l’Albo Nazionale Costruttori, che, all’indomani della sua costituzione, 20 anni fa, era stato ritenuto responsabile di un mercato sopravvalutato e, perciò, causa di alterazione della concorrenza.
Le 45.000 imprese di allora - ha ricordato Zamberletti - sono diventate più di 48.000, mentre i general contractor iscritti all’Albo ministeriale sono più di 40, più di quanti ve ne siano in tutta Europa.
Le stazioni appaltanti – ha proseguito il Presidente dell’IGI –, private come sono della possibilità di incidere sulla selezione qualitativa dei propri concorrenti, sono prigioniere di un sistema che non è riuscito ad attuare nemmeno quella misura minima introdotta dal secondo decreto correttivo (Dlgs 113/2007), che consisteva nel riportare sull’attestazione i requisiti che avevano permesso il rilascio del relativo certificato.
Rivolgendosi ai rappresentanti dell’ANCE, Zamberletti chiede se si renda un buon servizio alle imprese serie mettendole in concorrenza con imprese che, senza l’allargamento a 10 anni, non avrebbero potuto diventare loro concorrenti. Unica consolazione, a dispetto di soluzioni pasticciate, è il fatto che sul mercato opera una nutrita schiera di imprenditori, che toccano punte di eccellenza, come dimostra, ad esempio, l’esperienza della ricostruzione del Teatro Petruzzelli di Bari.
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Luigi | Soa: sono i corrotti a peggiorare il sistema
martedì 23 giugno 2009 - 12.50
Non sono affatto d'accordo con Zamberletti dell'IGI in quanto, il più delle volte, sono le Imprese corruttrici ad appaltare le gare a discapito di quelle che, senza Santi in Paradiso, si vedono pure beffate nel perdere i requisiti per la SOA. E' necessario che vi sia una maggiore moralizzazione negli appalti pubblici, che si abolisca il massimo ribasso, causa di cattiva esecuzione dei lavori e di corruzione tra impresa e pubblica amministrazione.
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