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Autorizzazioni paesaggistiche: a luglio le nuove norme

Il Ministro Bondi: proroga di sei mesi per il passaggio alle Soprintendenze del compito di esprimere il parere

vedi aggiornamento del 15/03/2010
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15/12/2008 - Sarà prorogata di sei mesi l’entrata in vigore della nuova disciplina delle autorizzazioni paesaggistiche prevista dall’art. 146 del Dlgs 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

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È la promessa del Ministro Sandro Bondi ottenuta dal deputato Angelo Alessandri che, con la Risoluzione 7-00079 discussa nei giorni scorsi in Commissione Ambiente alla Camera, aveva chiesto di prorogare di almeno un anno l’entrata in vigore delle nuove norme.
 
Secondo Alessandri (Lega nord), l'autorizzazione paesaggistica è un provvedimento fondamentale ai fini dell'edificazione del territorio comunale in quanto, a monte del permesso di costruire, consente la realizzazione di interventi edificatori in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Attualmente - rileva Alessandri –, la normativa vigente prevede il rilascio dell’autorizzazione da parte dell'ente locale, entro 60 giorni, e il controllo successivo, nel termine di ulteriori 60 giorni, da parte della sovrintendenza, la quale può annullare l'autorizzazione rilasciata.
 
Secondo la nuova disciplina, invece, le competenze sull’autorizzazione paesaggistica tornano alla sovrintendenza, che esprime un parere vincolante su tutte le istruttorie, oltrepassando le decisioni dell'ente locale. Inoltre, fino all'approvazione dei piani paesaggistici, il parere vincolante della soprintendenza è soggetto esclusivamente ai vincoli, che spesso non contengono prescrizioni precise, e pertanto il parere della soprintendenza, spesso, è basato su parametri discrezionali. 

Inoltre, la Risoluzione sottolinea che entro il 31 dicembre 2008, le Regioni dovranno verificare la sussistenza delle competenze tecnico-scientifiche e di organizzazione differenziata tra le funzioni di tutela paesaggistica e quelle in materia urbanistico-edilizia, come stabilito dall'articolo 146 comma 6 del Codice dei beni culturali.

 
Il nuovo regime autorizzatorio – secondo Alessandri – provoca non solo un allungamento dei tempi istruttori, ma comporta anche una serie di gravosi adempimenti a carico degli enti locali, che devono costituire nuove strutture tecniche e attribuire responsabilità istruttorie differenziate. Di qui la richiesta di modificare l’articolo 146 del Codice e di definire una procedura autorizzativa che attribuisca ai diversi enti un distinto ruolo decisionale e di controllo e riduca contestualmente i tempi per il rilascio delle autorizzazioni, prevedendo fondamentalmente le seguenti due fasi: la prima, estrinsecatesi nel rilascio dell'autorizzazione paesaggistica da parte dell'ente locale; la seconda nella possibilità di controllo e/o annullamento da parte delle soprintendenze.
 
Per poter operare tale modifica, la Risoluzione propone di prorogare il termine dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni almeno sino al 31 dicembre 2009, termine quest’ultimo previsto dall'articolo 156 dello stesso Codice dei beni culturali, ai fini dell'adeguamento dei piani paesaggistici da parte delle regioni.
 
Alla seduta ha partecipato il Ministro dei beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi, il quale ha sottolineato che il carattere vincolante del parere è una misura temporanea, che varrà soltanto fino a quando i nuovi piani paesaggistici non avranno definito in modo dettagliato e puntuale i criteri per il rilascio o il diniego dell'autorizzazione.
 
L’approvazione dei nuovi piani paesaggistici – ha ricordato il Ministro – comporterà una grande semplificazione, sia perché farà chiarezza su quali sono i vincoli vigenti nelle singole aree, sia perché preciserà le regole d'uso del territorio, in modo che il cittadino possa sapere, sin dall'inizio, quello che può fare e quello che è, invece, incompatibile con le esigenze della tutela del paesaggio. Poiché la nuova procedura richiederà un notevole impegno per tutte le amministrazioni coinvolte, il Ministro ha concordato sull'esigenza di avere più tempo a disposizione per avviare efficacemente il nuovo sistema.
 
Il Ministero per i beni e le attività culturali, ha ricordato Bondi - sta completando le procedure concorsuali che dovrebbero in pochi mesi portare a un significativo rafforzamento, con nuovi architetti, di molte soprintendenze, soprattutto del Nord.
 
Nel frattempo, per evitare la decadenza delle deleghe regionali in favore dei comuni, che scatterebbe il 1° gennaio 2009, il Ministro ha annunciato che chiederà di prorogare di 6 mesi l’entrata in vigore delle nuove procedure. La proroga verrebbe inserita nel decreto-legge “mille-proroghe” che verrà probabilmente approvato dal Consiglio dei ministri questa settimana. (riproduzione riservata)
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