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Ance: manca piano anticrisi per le infrastrutture

Dei 16,6 mld annunciati dal Governo, solo 6 sono realmente disponibili

vedi aggiornamento del 15/05/2009
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30/01/2009 - “Ad oggi, nonostante le dichiarazioni del Governo, nel nostro Paese manca un piano anti-crisi che passi attraverso il rilancio delle infrastrutture”. Lo ha affermato oggi il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, nel corso di una conferenza stampa.

 
“Il piano di 16,6 miliardi di euro annunciato a gran voce - ha spiegato Buzzetti - nasconde una realtà ben diversa. In primo luogo circa 3,7 miliardi riguardano spese correnti e di gestione, altri 7 miliardi sono risorse private. La reale disponibilità in termini di risorse pubbliche effettivamente destinate alle infrastrutture si riduce quindi a soli 6 miliardi dei quali 2,3 destinati alla prosecuzione delle grandi opere della legge obiettivo e 3,7 che potrebbero essere destinati ad un programma di investimenti infrastrutturali ma che non rappresentano risorse aggiuntive perchè provengono dalla riprogrammazione del Fas (Fondo Aree Sottoutilizzate)”.
 
Per Buzzetti “conteggiando le nuove risorse del DL anticrisi per la legge Obiettivo, la riduzione delle risorse per nuove infrastrutture rispetto al 2008 si attesta al 13,5%. Siamo quindi di fronte ad una manovra restrittiva - ha aggiunto il Presidente dell’Ance -, esattamente il contrario di ciò che dovremmo aspettare in una crisi come quella che stiamo vivendo”.
 

 
“Sostenere che manchi un piano anticrisi che passi attraverso il rilancio delle infrastrutture è destituito di fondamento. Gli atti approvati dal governo e dal Parlamento parlano da soli, basta andarli a leggere e ad esaminarli facendo, se necessario, comparazioni omogenee”. È questa la replica del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, alle dichiarazioni del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti.
 
La manovra messa in piedi dal governo – ha aggiunto il Ministro – non è restrittiva ma consente di attivare nei tempi più brevi possibili un volume di risorse pari a 16,6 miliardi di euro, ossia la prima tranche dei 44 miliardi preventivati per il triennio 2009-2011. Desidero intanto solo chiarire che i fondi Fas non possono essere considerati risorse già esistenti ed, inoltre, ricordare che il governo è intervenuto tempestivamente su vari fronti, dalla semplificazione delle procedure sugli appalti per consentire la realizzazione delle opere nei tempi più veloci, a misure sostanziali per arginare l’esplosione dei prezzi dei materiali di costruzione, mettendo a disposizione 300 milioni di euro, pronta cassa. Auspico - conclude Matteoli - pertanto, che si evitino fuorvianti ed inutili strumentalizzazioni e si operi di comune accordo nel rispetto, ovviamente, dei vincoli di bilancio e degli obblighi comunitari”. (riproduzione riservata)
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