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21/01/2009 - 40 mila euro a Sud Fondi, Iema e Mabar. È il risarcimento che lo Stato italiano dovrà pagare alle società a causa della confisca di Punta Perotti, per spese e danni morali. Secondo la Corte di Giustizia Europea la confisca è avvenuta in violazione del diritto alla protezione della proprietà privata. Il provvedimento avrebbe inoltre infranto l’articolo 7 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, in base al quale non può essere inflitta una pena se la stessa non è prevista dalla legge.

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costantini mariano
CI RISIAMO!. Ennesimo danno economico attribuito con estrema faciloneria ai cittadini. In veste di Cittadino e non di professionista del settore auspico che qualcuno "di dovere" blocchi questa ennesima ingiustizia. SI ACCERTI CHI HA CAUSATO EFFETTIVAMENTE IL DANNO E PAGHI IN QUALSIASI FORMA (ANCHE CON IL PROPRIO LAVORO A VITA PER RISARCIRE IL DANNO). Sia che la colpa sia del Committente, delle Imprese, del Comune od anche del Tribunale che condanna od assolve nel nome del POPOLO ITALIANO senza assumersi nessuna effettiva responsabilità. E' giunta l'ora di smetterla. Da parte mia sono pronto come cittadino se occorre a costituirmi parte civile.
IVONIO SUSCA
NON E' POSSIBILE , SECONDO ME CHE PAGHI SEMPRE IL CITTADINO, CIOE' LO STATO. SECONDO ME IL VERO RISARCIMENTO DOVUTO ALLE IMPRESE CHE HANNO SUBITO IL DANNO MATERIALE, MA SOPRATUTTO IL DANNO MORALE, LO DOVREBBERO PAGARE LE PERSONE RESPONSABILI CHE HANNO SPINTO A PROVOCARE UN DANNO INCALCOLABILE. VORREI VEDERE IN SEGUITO SE QUALCUNO SI PERMETTEREBBE DI FARE PIU' IL GALLETTO, CON I SOLDI PROPRI. QUESTA OPINIONEE E' PURAMENTE DISINTERESSATA. DISTINTI SALUTI
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