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Decreto anticrisi, terminata la discussione finale al Senato

Scadenza prevista per mercoledì 28 gennaio, opposizione critica sulla bocciatura integrale degli emendamenti

vedi aggiornamento del 28/01/2009
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27/01/2009 - È terminata ieri alle 20.30 la seduta straordinaria del Senato per la discussione del Decreto Legge Anticrisi 185/2008. Una seduta insolita per il consueto calendario, che non prevede riunioni il lunedì, ma resa necessaria dalla scadenza imminente del 28 gennaio.

Il testo, approvato alla Camera dei Deputati il 15 gennaio scorso, ha seguito diversi step per la sua fase di conversione in legge.

Dopo l’approvazione da parte delle Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Difesa, Istruzione pubblica e beni culturali, Lavori Pubblici, Agricoltura, Industria, Lavoro, Igiene e Questioni regionali, è ora il turno delle Commissioni Bilancio e Finanze, che hanno già esaminato il disegno di legge lo scorso 22 gennaio.
 
Come annunciato sono stati bocciati tutti gli emendamenti presentati, procedura che secondo l’opposizione vanifica di fatto la richiesta di fiducia al Governo dopo la discussione generale, perché basata su un testo già approvato.
 
Secondo il centro-sinistra le misure del decreto sarebbero insufficienti per il contenimento della crisi in atto. Critici sulla chiusura del Governo verso qualsiasi cambiamento migliorativo, l’Italia dei Valori e il Partito Democratico non hanno preso parte alla votazione sugli emendamenti e a quella sul mandato ai senatori Saia e Conti di riferire in Aula.
 
Opposizioni anche da parte della Cgil, che minaccia di proporre l’eccezione di incostituzionalità per la parte relativa all’indennità di sospensione subordinata all’intervento corrisposto dagli enti bilaterali.
 
Secondo quanto riportato da Luigi Casero, sottosegretario all’Economia, la mancata discussione degli emendamenti sarebbe giustificabile con la mancanza di tempo. Il decreto deve infatti essere convertito in legge entro mercoledì 28 gennaio.

Nel corso della discussione al Senato, il Ministro Vito per i rapporti con il Parlamento ha posto la questione di fiducia sul testo approvato dalla Camera dei Deputati. La votazione si terrà questo pomeriggio alle 19 e, secondo le dichiarazioni della maggioranza, si propone di tutelare gli effetti già prodotti dal provvedimento, messi a repentaglio dalla scadenza imminente (28 gennaio) e dal gran numero di emendamenti presentati.
 
I relatori hanno citato la disponibilità dell’opposizione in sede di V e VI Commissione riunita, facendo appello anche alla responsabilità di sindacati, imprese ed enti locali per la definizione di misure ispirate all’interesse nazionale, in grado di indirizzare gli investimenti verso settori strategici, come infrastrutture e ambiente.
 
Insoddisfazione da parte di Partito Democratico e Italia dei Valori, che accusano il Governo di sottovalutare una crisi recessiva in cui il Pil nazionale è sceso del 2% nell’ultimo trimestre del 2008. Situazione aggravata da politiche giudicate demagogiche, come l’abolizione dell’Ici e la vicenda Alitalia. Soddisfatti invece i componenti del PdL, che hanno posto l’accento sulla positività di assegni familiari, Iva di cassa e blocco delle tariffe.
 
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