28/01/2009 - Diventa legge il Decreto Anticrisi. Con 158 voti favorevoli, 126 contrari e 2 astenuti, il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge 1315 di conversione del Decreto Legge anticrisi 185/2008 recante "misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.

E' stata infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.22 del 28 gennaio la Legge 2/2009 del 28 gennaio.
Molti componenti di Partito Democratico e Italia dei Valori hanno ribadito le ragioni dell'opposizione al decreto perché insufficiente ad affrontare la crisi economico-sociale in atto. Mancherebbero considerazioni sulla caduta del potere d'acquisto di salari e pensioni e sulla degenerazione dei rapporti tra Parlamento e Governo, testimoniata dal ricorso eccessivo alla decretazione d'urgenza.
Durante il voto finale, il sen. Pistorio del Movimento per le Autonomie ha espresso un voto favorevole pur contestando al Governo di non aver dimostrato attenzione nei confronti del Sud. Contrarietà sul metodo dal sen. D'Alia (UDC-SVP-Aut), per l’espropriazione delle prerogative del Parlamento con il sistematico ricorso alla decretazione d'urgenza e delegata, aggravata dal voto di fiducia che ha compromesso ulteriormente un dibattito già minato dalle controversie interne.
Per la maggioranza sono da rivedere più profondamente gli studi di settore, così come il patto di stabilità interno in favore dei Comuni virtuosi, che necessita di tagli mirati e non più lineari alla spesa pubblica.
Criticato dal Partito Democratico il ricorso del Governo alla fiducia per un decreto che secondo le stime, a fronte delle risorse stanziate, inciderebbe sul Pil di un decimo di punto, mentre i progetti su infrastrutture, welfare, ambiente ed energie alternative appaiono inadeguati rispetto al resto d’Europa.
Compatto il sostegno del PdL, che oltre al decreto considera positive la manovra varata a luglio, l'intervento a sostegno delle banche contro la crisi di liquidità.
Per quanto riguarda il problema, già dibattuto, sulle detrazioni del 55% le modalità di accesso per chi ha eseguito gli interventi di riqualificazione energetica nel 2008 sono rimaste invariate. Si potrà scegliere il numero di ratein cui detrarre tra un minimo di tre anni ad un massimo di dieci anni. La scelta del numero di anni in cui il Contribuente andrà a ripartire la detrazione dovrà essere fatta all’atto della dichiarazione dei redditi e sarà irrevocabile.
Per chi invece eseguirà invece gli interventi nel 2009 e nel 2010, la vera novità è rappresentata dalla possibilità di detrarre unicamente in cinque annima nessuna limitazione di fondi messi a disposizione dal Governo è stata introdotta.
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