News - RISPARMIO ENERGETICO
Rinnovabili, chiesta la restituzione degli incentivi
Secondo l’associazione ‘Diritto al futuro’ fondi dirottati agli inceneritori
27/01/2009 - Il 7% dell’importo della bolletta elettrica non finanzia le energie rinnovabili, ma gli impianti di incenerimento, per lo smaltimento di scarti di raffineria e lavorazioni industriali. Lo denuncia l’associazione “Diritto al Futuro”, che alla conferenza stampa di sabato 24 gennaio ha consigliato a utenti privati e aziende di chiedere la restituzione degli importi prelevati dal 2004 al 2007 attraverso la sottoscrizione di una vertenza.
A causa di questa condotta l’Italia potrebbe incorrere in sanzioni e procedure di infrazione avviate dall’Unione Europea a causa del mancato rispetto della Direttiva 2001/77. Dal 1991, anno caratterizzato da carenza energetica per l’Italia, sono stati introdotti i contributi Cip6/92. I fondi avrebbero dovuto incentivare la produzione di energia alternativa a quella fossile, facendo crescere l’importo della bolletta elettrica di circa il 7%.
Secondo la denuncia di “Diritto al Futuro” le risorse raccolte, che per il solo 2006 ammontano a 3,5 miliardi di euro, sarebbero state dirottate a favore di petrolieri e inceneritori di rifiuti. La direttiva europea 77/2001, che ha seguito l’istituzione del GSE, Gestore del servizio elettrico, ha stabilito l’esclusione dei rifiuti non biodegradabili dagli incentivi.
La norma, inizialmente non recepita dall’ordinamento italiano, ha trovato applicazione con la Legge Finanziaria 2007, lasciando però scoperto il periodo dal 2004 al 2006.
Molti altri i progetti a favore di aziende e privati portati avanti dall’associazione “Diritto al fururo”, tra cui emerge “Rifiuti zero”. Iniziative aperte a tutti i contribuenti in regola con i pagamenti al Gse. (riproduzione riservata)
Consiglia questa notizia ai tuoi amici
Inserisci un commento alla news