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Incentivi ridotti ai tecnici delle PA: nota di Unitel

Eliminati, di fatto, i compensi integrativi per le attività di progettazione

vedi aggiornamento del 08/02/2010
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11/02/2009 - Pubblichiamo una nota di U.N.I.T.E.L. (Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali) sulla questione della riduzione del compenso integrativo per le attività di progettazione dei tecnici dipendenti della pubblica amministrazione.

"Nell’ottica della sacrosanta salvaguardia dei conti pubblici, i professionisti tecnici della pubblica amministrazione vengono colpiti con precisione chirurgica dalla Legge 2/2009 che converte, a colpi di fiducia, il DL 185/2008, attraverso la eliminazione, di fatto, del compenso integrativo per le attività di progettazione e project management in senso lato.
 
Ricapitoliamo la incredibile vicenda: il Codice degli appalti (Dlgs 163/2006 art.

92) stabilisce il compenso del 2%; la legge n. 133 del 6 agosto 2008, art. 61.8, decurta il compenso da 2% a 0,5%; la legge n. 201 del 22 dicembre 2008 (si ponga attenzione alla data) abroga il detto art. 61.8 e riporta il compenso al 2%, con alcune condizioni. Infine, almeno per ora, l'art. 18-sexies di questa legge riduce di nuovo il compenso a 0,5%, destinando il residuo 1,5 per cento, ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato.
 
Viene inoltre sincronicamente resa pubblica la circolare della Ragioneria Generale dello Stato, n. 36/2008, correlata alla manovra fiscale estiva (Legge 133/2008) con la quale il Ministro, al comma 8, definisce i criteri di applicazione della defalcazione del compenso professionale, specificando, che la riduzione si applica “a tutta l’attività progettuale non ancora remunerata a tale data”, in poche parole: retroattivamente.
 
Evitando ogni commento di tipo “etico”, nonché facili citazioni sul come i dipendenti della P.A. non possano oggettivamente essere orgogliosi di come venga considerato dal Legislatore il proprio lavoro, reputiamo che, in un paese che, come diceva Kelsen, è patria della leggi più che del diritto, l’interpretazione fornita dalla Ragioneria in merito alla decorrenza dal 1° gennaio 2009 della decurtazione, sia da applicarsi per le sole attività di progettazioni, ex art. 92, co. 5 del Codice dei Contratti.
 
Reputiamo che gli Enti che approvano i progetti esecutivi delle opere pubbliche previste nel piano annuale delle opere entro il 31 dicembre 2008, non debbano prevedere alcuna decurtazione, decadendo le ipotesi di “retroattività” perché la norma non contiene disposizioni in questa direzione, atteso che dovrebbe essere applicata secondo la giurisprudenza costituzionale.
 
Tutti sanno che UNITEL si è battuta, e si batterà ancora, con tutti i mezzi democratici, per far riconsiderare una norma che penalizza fortemente i tecnici degli uffici della PA, con la consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie risorse, e con l’ottica primaria della tutela della qualità dei servizi per il cittadino, prima che per spirito di appartenenza.
 
Ma se è vero che, a mente dell’art. 36 della Costituzione, “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro”, in questo caso l’unica cosa che emerge è l’ipocrisia del sistema, che annuncia risparmi, aumenta di fatto la spesa, per il sicuro ricorso ad attività esternalizzate, deprime la professionalità di punte di diamante del lavoro pubblico, ai quali è stato, nei fatti e soprattutto nei modi, indicato che rappresentano, per la politica, solo una zavorra.    Bernardino Primiani - Presidente Nazionale U.N.I.T.E.L."


Nel pdf allegato pubblichiamo il parere richiesto da UNITEL all'Avv. Dover Scalera in merito alla retroattività dell'incentivo ex art. 92 comma 5 Dlgvo 163/2006.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

tarassaci

in 20 anni di lavoro ho visto appalti gonfiati perchè l'incentivo aumentasse, soldi presi anche quando la progettazione veniva fatta fare da tecnici esterni. Credo che la riduzione dell'incentivo vada tolta del tutto. Perchè percepire dei soldi quando si è già pagati per il lavoro svolto? OTTIMA COSA, QUESTA, ON. BRUNETTA.

Antonio Lanteri

Sin dall'entrata in voigore della 109 ho dovuto combattere delle vere e proprie battaglia per far applicare la legge e farci riconoscere gli incentivi di progettazione. Ritenevo e ritengo perfettamente in linea con i principi meritocratici che il ministro Brunetta fa suoi per la dignità degli addetti pubblici. Qusti incentivi rappresentavano l giusta gratificazione ai miei sacrifici di funzionario pubblico che, in teremini precentuali, con l'aliquota la 2 %, faceva risparmiare oltre 4/5 della spesa che il mio Ente doveva affrontare per far redigere i progetti che io redigevo. L'utile economico rappresenta solo una parte dei benefici, perchè è fin troppo ovvio che una progettazione fatta in casa, fino a certi limiti ragionevoli di importo (escludo le grandi opere TAV, ponte sullo tretto di Messina, Centrali nucleari etc.), è sicuramente più "calzante alle esigenze del Ente beneficiario, di qualsiasi altra progettazione fata da un "esterno". Considerata la buona fede del nostro Ministro, ritengo che questo taglio non l'abbia concepito il Guardasigilli ma, bensì, qualche addetto "al raschiamento del barile" in cerca di addendi da mettere nella colona delle positività per cercare di buttare una goccia nel mare della nostra attualòe gravissima crisi. Far chiarezza su questi aspetti direttamente al Ministro, sono certo che, vedendo che gli hanno propinato una soluzione di cui egli non conosceva i risvolti, potrebbe comportare un suo ripensamento e far riportare l'incentivo in termine numerico a un valore che sia meno offensivo di quella dignità dei lavoratori di cui egli oggi si fa paladino. Grazie, Antonio Lanteri

pietro.riccardi@comune.milano.it

mi sono fatto quest'idea. le proposte di taglio al compenso in argomento sono portate avanti da Dirigenti di Area Tecnica di Enti Territoriali con rapporto di lavoro a tempo determinato, in quanto loro non possono percepire tale compenso. Fanno sempre finta di non ricordare che i loro contratti sono omnicomprensivi per tutte le attività e, soprattutto, non vogliono ricordare gli importi dei loro contratti.

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