Soluzione Edile

Durc, autocertificazione e imprese straniere

Ministero del Lavoro: condizioni diverse per le aziende comunitarie

vedi aggiornamento del 16/07/2009
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17/02/2009 - Nelle imprese straniere, comunitarie e extracomunitarie, che distaccano lavoratori dipendenti nel territorio nazionale, l’autocertificazione non può sostituire il Durc, Documento unico di regolarità contributiva. Neanche se redatta dall’imprenditore o in presenza dei modelli utilizzati per il pagamento dei contributi previdenziali. Lo ha stabilito il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali in seguito all’interpello 6/2009 del 6 febbraio scorso.

Norme correlate

Circolare 04/02/ 2009 n. 2724

Inail - Direzione Centrale Rischi - DURC: obbligo di richiesta da parte delle stazioni appaltanti

Istruzioni ministeriali 06/02/ 2009 n. 6

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - art.9 d.lgs 124/2004 - imprese straniere, ..

Legge dello Stato 28/01/ 2009 n. 2

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure ..

Decreto Legge 29/11/ 2008 n. 185

Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione ..

Decreto Pres. Repubblica 28/12/ 2000 n. 445

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa ..

Decreto Legislativo 25/02/ 2000 n. 72

Attuazione della direttiva 96/71/CE in materia di distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione ..

Legge dello Stato 07/08/ 1990 n. 241

Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi...

Il distacco, disciplinato dal Decreto Legislativo 72/2000, che ha recepito la Direttiva Comunitaria 96/74/CE, prevede per le imprese sia comunitarie che extracomunitarie che siano garantite ai dipendenti le stesse condizioni dei lavoratori italiani.
 
Per gli aspetti previdenziali esiste invece una differenziazione tra le aziende con sede in Europa o all’esterno. Quelle extracomunitarie, secondo il diritto internazionale privato, devono assicurare ai lavoratori distaccati le stesse condizioni del Paese in cui avviene la prestazione lavorativa. Nell’Unione Europea trova invece applicazione il principio di personalità, può cioè essere applicata la legislazione del Paese di residenza del lavoratore se la prestazione non avviene con regolarità all’interno di un solo stato.
 
Nel settore edilizio le imprese extracomunitarie devono iscriversi alle Casse Edili, essendo quindi tenute al possesso del Durc, mentre per quelle europee l’obbligo ha valore solo nel caso in cui non siano ancora stati messi in atto tutti i meccanismi per la garanzia degli stessi standard di tutela.
 
Per il Ministero del Lavoro l’iscrizione alle Casse Edili è obbligatoria anche per le imprese comunitarie, tranne nel caso in cui siano già iscritte presso un organismo pubblico che assicuri la stessa tutela derivante dagli accantonamenti imposti dalla disciplina contrattuale italiana. Come accade in Francia, Germania e Austria, Paesi con i quali sono state sottoscritte convenzioni bilaterali di reciprocità che prevedono il mantenimento dei versamenti contributivi presso la Cassa di provenienza.0

La circolare Inail 2724  del 4 febbraio scorso ha poi fatto luce sull’applicazione dell’articolo 16 comma 10 del Decreto Legge anticrisi 185/2008, convertito dalla Legge 2/2009, che ha introdotto l’obbligo di richiesta del Durc da parte delle stazioni appaltanti (Leggi Tutto).

 
L’articolo 16 risponde ai principi stabiliti dalla Legge 241/1990 e al Dpr 445/2000 in materia di documentazione. Secondo queste norme le stazioni appaltanti acquisiscono d’ufficio il documento unico di regolarità contributiva da enti o istituti abilitati al rilascio, avvalendosi anche di strumenti informatici.
 
La circolare precisa che l’obbligo di richiedere il Durc fa capo esclusivamente alle stazioni appaltanti, che devono acquisire tutta la documentazione secondo una procedura esclusivamente telematica. Le stazioni appaltanti in possesso di una casella di posta elettronica certificata possono inoltre ricevere il Durc all’indirizzo Pec indicato in fase di richiesta.
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Altri Commenti

Antonio

Penso che per le piccole imprese specie per quelle artigiane , si dovrebbe dare un po più di respiro magari allungando il termine di richiesta del durc ad un anno o almeno ogni 6 mesi in modo da dare del tempo utile alle piccole aziende di mettersi in regola .Ormai si sa che le piccole aziende specie quelle artigiane hanno grossi problemi di liquidità e nella maggior parte dei casi (sia per i pagamenti che ti fanno e sia per la concorrenza spietata) non si riesce a sopperire con precisione a tutte le scadenze. Penso che il sistema durc ci debba essere per tante ragioni ma sono convinto che un pizzico di flessibilità in più non guasterebbe ,infondo potremmo dire no durc? no money!!!

roby

cara redazione:sono un artigiano che lavoro per ditte esterne ,monto arredi pareti divisorie e simili . e gia da un anno che sto lottando per riuscire a lavorare ,i prezzi vanno sempre a calare i pagamenti sempre piu lunghi,(quando ci sono)Ho 4 figli di cui una bellissima bambina disabile ,che richide costanti cure anche costose .data la situazione mi sono indebitato ,con la speranza di continuare a lavorare ma con la crisi non creata da noi piccoli artigiani.non posso richiedere il maledetto durc e adesso l e aziende me lo richiedono ma se non lavoro come posso fare per mettermi a pari con icontributi .2 anni fa ho avuto un prestito di 20.000,00euro una parte utilizzato per pagare le tasse ,per me qualcosa non funziona.ora mi tocca solo farla finita sono stanco grazie per lo sfogo

luigi

GentiLe redazione. Sono..! anzi acora non per molto; una ditta artigiana. il mio lavoro è svolto da sempre fuori regione, e ho sempre svolto lavori di fornitura di posa in opera in aiuto a ditte del mio settore per la durata dell mia presenza. negli anni e successo di tutto, cioè fatture non incasste, spese di gestione ( la famiglia, viaggi, pernotamenti, carburante ecc.) non ho mai avuto operai, e non sono regolare con i pagamenti inail,inps ecc. quindi niente DURC, grazie a questo da un po di anni e dal 2008 non trovo lavoro, nessuno mi da lavoro perch searrivano i controlli sono multe salate e non smpre giuste..! La domanda che nessuno mi sa dare! non capisco come posso comportarmi quando vado a propormi per poter dare una mano come dtta esterna, ho se la ditta mi può prendere a lavorare magari solo il tempo stabilito durata lavoro, esiste qualche decreto dove io possa aggiornarmi sulla mateia. ho 45 anni e riscio di andare a dormire sulle panchine, Cordiali saluti

People

Più controlli risolverebbero parecchie situazioni, che per un motivo o per un'altro ricadono sulle spalle del committente.

Stefano

Sarebbe opportuno che tutte le imprese edili, imparassero a richiedere il DURC, trenta giorni prima della scadenza. Non è possibile che a tutti i trimestri si debba lottare per ottenere l'originale del DURC. Esiste, perchè non regolarizzarsi?

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