Soluzione Edile

Rinnovabili, dall’Ue investimenti in chiave anticiclica

Scajola: Italia penalizzata da progetti che privilegiano interconnessioni energetiche tra Paesi membri

vedi aggiornamento del 25/02/2009
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03/02/2009 - Energie rinnovabili in chiave anticiclica. È l’obiettivo perseguito dall’Unione Europea, dopo la presentazione, da parte della Commissione, di proposte di investimento per fornire uno stimolo all’economia dei Paesi membri e fissare obiettivi di lungo periodo come la sicurezza energetica.

Tra energia e infrastrutture l’Europa ha stanziato 5 miliardi di euro, che comprendono anche la Pac, politica agraria e comunitaria, e la connessione internet a banda larga, con l’alta velocità nelle comunità rurali. Attività che assorbiranno circa un miliardo e 500 mila euro. Le risorse, pianificate per gli anni 2009 e 2010, provengono dai crediti non spesi appartenenti al bilancio dell’Ue.
 
Per i progetti energetici è stata invece avanzata una proposta di regolamento che concede all’Unione 3,5 miliardi di euro per l’avvio di progetti strategici nel settore dell’energia. Secondo il piano i fondi saranno ripartiti assegnando 1,25 miliardi alla cattura e allo stoccaggio del carbonio, 500 milioni a progetti di energia eolica offshore e 1,75 miliardi alle interconnessioni di gas ed elettricità.
 
Secondo la Commissione Europea gli investimenti in sicurezza energetica rivestono un ruolo di primaria importanza, nonostante la crisi economica in atto e quella del gas rendano più difficile il reperimento dei fondi necessari. Interviene per questo l’Unione Europea, che col suo sostegno economico contribuirà a colmare le lacune delle interconnessioni energetiche e a creare una cultura dell’utilizzo ottimale delle risorse attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e la valorizzazione delle esigenze transfrontaliere.
 
Tra le grandi infrastrutture energetiche sono compresi: gasdotto Nabucco (Azerbaigian- Europa); Baltic interconnection (Polonia, Danimarca, Svezia); Liquefied Natural Gas terminal dalla costa polacca al porto di Świnoujście; Slovakia-Hungary Interconnector; Gas transmission system (Slovenia- Austria); Interconnection Bulgaria-Greece; Romania-Hungary gas interconnector; incremento della Gas Storage Capacity nella Repubblica Ceca. Rafforzamento del FR gas network Africa-Spagna-Francia; Germany-Belgium-United Kingdom pipeline; France-Belgium connection.

I progetti eolici off-shore finanziati sono: Baltic I and II - Kriegers Flak I, II, III (1.5 GW); North sea grid (1 GW); Alpha Ventus/Bard Offshore 1 (0,5 GW); Aberdeen offshore wind farm (European testing centre, 0,25 GW); Thornton Bank (90MW).

Per i progetti di carbon capture il finanziamento riguarda i siti di Huerth e Jaenschwalde (Germania); Eemshaven e Rotterdam I e II (Olanda); Belchatow (Polonia); Compostela (Spagna); Kingsnorth, Longannet, Tilbury, Hatfield (Gran Bretagna).

 
Scontento il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola, che in una lettera al commissario all’energia Andris Piebalgs, chiede all’Europa di rivedere i termini dei finanziamenti, considerati penalizzanti per l’Italia, a cui sono stati assegnati solo 150 milioni di euro. Di fatto vengono presi in considerazione due progetti, il gasdotto tra Italia e Grecia e il collegamento elettrico tra Sicilia e Calabria. Restano invece fuori le interconnessioni con il Nord Africa e l’area balcanica.
 
Secondo Scajola la Comunità Europea avrebbe privilegiato le interconnessioni tra Stati membri, non considerando l’importanza di quelle con Paesi terzi e la diversificazione territoriale prevista dal pacchetto clima – energia. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Vincenzo

Quando nuovi incentivi per le imprese e privati???Il fotovoltaico e' una concreta' e reale fonte di produzione pulita di energia..unico contro per un privato e' l'eccessivo costo...si, ammortizzabile in 10 anni ma ugualmente elevato!un aiuto economico sarebbe cosa gradita sia alle imprese che ai privati!

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