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Piano Casa, non si placano le tensioni Governo - Regioni

Scontro sulla forma legislativa da adottare, per Berlusconi gli enti locali non possono tirarsi indietro
IL SONDAGGIO SUL PIANO CASA

vedi aggiornamento del 02/04/2009
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27/03/2009 - È iniziato all’insegna della tensione il confronto Governo – Regioni, che terminerà martedì prossimo con un Piano Casa condiviso. Al tavolo tecnico nella sede del Ministero degli Affari Regionali oltre ai rappresentanti degli enti locali stanno partecipando il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, quello per la Semplificazione Roberto Calderoli, i sottosegretari Davico per gli enti locali e Brancher per la semplificazione, il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, il Governatore della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, l’Assessore al Bilancio della Regione Lombardia Mario Colozzi e il presidente dell’Anci Leonardo Domenici.

C’è poca chiarezza sullo strumento legislativo da adottare. Da una parte le Regioni hanno bocciato il decreto legge non solo per i possibili conflitti di competenza che potrebbero derivarne, ma anche perché, essendo applicabile in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, priverebbe di fatto i Comuni della possibilità di escludere alcune aree dagli aumenti di cubatura.
 
Durante la Conferenza delle Regioni il DL è stato infatti accantonato anche nella sua forma ridimensionata per motivi di merito e metodo. Dall’altro lato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato che non c’è nessuna frenata sul Piano Casa e che le Regioni non potranno tirarsi indietro visto l’interesse suscitato dalla proposta anche in termini di occupazione. L’ipotesi di ripresentare un decreto legge ha rischiato di far saltare il tavolo tecnico. Il Piano Casa è stato inoltre cancellato dall’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, lasciando il posto a un breve riassunto dei lavori in corso.
 
Entro martedì bisognerà redigere un piano condiviso per il rilancio delle costruzioni. Secondo gli enti locali, attenti a legalità e costituzionalità, potrebbe assumere la forma di un disegno di legge o di una legge quadro, cui dovrebbero far seguito specifiche norme regionali subito operative.
 
Le Regioni, favorevoli alle semplificazioni conformi ai piani regolatori, mirano al miglioramento della qualità degli edifici attraverso la demolizione degli immobili obsoleti e il miglioramento di prestazioni energetiche, statiche e impiantistiche. Un iter che dovrebbe rispettare i tempi parlamentari e l’esito del confronto con gli enti locali.
 
Giancarlo Galan, governatore del Veneto, ha annunciato che indipendentemente dall’iter dei lavori la sua Regione continuerà ad andare avanti con prudenza, ma anche con decisione. Il rallentamento subito dal piano dovrebbe inoltre fugare gli ultimi dubbi di speculazione e abusivismo. La Giunta Regionale ha infatti votato un testo di legge che anticipa quello dell’Esecutivo.
 
Per il consigliere regionale del Pd, ed ex governatore della Sardegna, Renato Soru, gli aumenti di cubatura dal 20 al trenta per cento potrebbero avere gravi effetti se si considera che esistono circa 400 mila seconde case sulle coste.
 
Categorico anche il Presidente della Liguria Burlando, che chiede di ristabilire la dotazione di 550 milioni di euro per la costruzione di alloggi a canone sostenibile, cifra sottratta alle Regioni per compensare il minor gettito da Ici. Giudicato pericoloso per mancanza di risorse umane anche il silenzio-assenso delle Soprintendenze in caso di interventi nei centri storici. Secondo il Governatore prima della trasformazione di vecchi capannoni in condomini o centri commerciali, bisogna pensare agli strumenti urbanistici, come allacciamenti di gas, luce, acqua e fogne.
 
Preoccupata dallo stop al decreto la maggioranza trasversale del Lazio, che ha proposto il recupero dei sottotetti. Sulle stesse posizioni Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance, che pur comprendendo le preoccupazioni delle Regioni sulle competenze in materia di edilizia e urbanistica, chiede al Governo tempi rapidi per il rilancio delle costruzioni. Il decreto legge sarebbe quindi l’unico strumento per evitare la paralisi dell’edilizia. Le stime del Cresme confermano infatti un giro di affari di 60 miliardi di euro per un’adesione agli ampliamenti pari al 10% pur coinvolgendo solo le abitazioni mono e bifamiliari.

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Nel settore edile è previsto un calo del 6,8%, contro l’1,5% ipotizzato a ottobre 2008. Contrariamente a quanto dovrebbe essere attuato durante una crisi simile si sta assistendo a una manovra restrittiva. L’Anas ha visto ridurre le risorse a disposizione del 23%, mentre FS del 33%. Secondo Buzzetti bisogna trasformare le risorse in cantieri, operazione difficile con la stretta creditizia e il clima di sfiducia nelle attività imprenditoriali, aggravato dal ritardo nei pagamenti della Pubblica Amministrazione.

 
Secondo le stime dell’Ance e la delibera del Cipe del 6 marzo 1150 milioni di euro possono essere considerati disponibili per finanziare il Programma di opere medio-piccole richiesto dall’Ance. Il resto dei fondi stanziati dal Cipe sono stati convogliati verso grandi opere o la copertura di spese correnti. L’impegno sulla destinazione degli ultimi fondi è stato preso durante il Tavolo sistematico di Confronto del 18 marzo tra il Ministro delle Infrastrutture Matteoli e il Presidente dell’Ance Buzzetti. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

livio

Ci sono centinaia di mgliaia di appartamenti invenduti in attesa di essere acquistati . la crisi dell'edlizia non si risolve con l'ampliamento delle ville ma con finanziamenti ainteressi zero ,oppure con piccole quote iniziali a fondo perduto.

dott. ing. Luciano Landi di Imola

A)- E' inapplicabile ai centri storici, per diversi motivi: - Edifici costruiti in epoca anche abbastanza recente ma con criteri di calcolo col metodo delle tensioni ammissibili, non più accettato dalle nuove norme edilizie; - edifici costruiti normalmente, ma da 2002 con una ordi-nanza ministeriale del precedente Governo Berlusconi tutta l' Italia è zona sismica. B)- E' inapplicabile alle periferie dove la speculazione edilizia è stata così forte da superare spesso e volentieri i criteri urbanisticci vigenti se non addirittura a produrre una varian-te. C)- Solo edifici isolati, spesso abusivi, possono utilizzare que-sta legge, per cui si aggiunge l'abuso allabuso.

Nino

Meno male che c'è Berlusconi, altrimenti chi penserebbe a lui e ai suoi amici miliardari? E' un drama possedere mezza Sardegna e non poter ampliare a piacere la piscina se questa è diventata piccola. Dopo il condono diamo il via all'ampliamento. Berlusconi stà sfruttando al massimo il suo potere come capo del governo. Invece di pensare esclusivamente a se stesso o ai suoi amici perchè non si ricorda almeno per qualche minuto dei suoi sudditi? Io sono in cassa integrazione da ottobre 2008, da novembre non percepisco piu stipendio, la ditta non anticipa però incassa dall'INPS. E chi pensa a noi dipendenti? Caro amico Silvio, fai svegliare un pò i signori dell'INPS, ma soprattutto metti un pò di soldi a disposizione per noi che abbiamo lavorato e pagato le tasse. Se noi lavoratori non abbiamo soldi chi ci salva dalla crisi? Questa "crisi" fatta apposta per molte imprese che ne approfittano a non pagare piu gli stipendi. Non pensare solo ai ricchi e ai datori di lavoro come te, tanto tu e i tuoi amici miliardari tasse non ne avete mai pagato e non ne pagherete mai.

LAURA

FINALMENTE QUALCUNO SI è TIRATO SU LE MANICHE PER COSTRUIRE NUOVE CASE PER LE PERSONE CHE NE HANNO BISOGNO .

Francesco

Il lavoro sta nella riqualificazione delle città...non nell'ampliamento delle villette! Le prossime generazioni pagheranno il danno permanente che stiamo commettendo, chiedo scusa già da ora.

EMANUELA

menomale che c'è berlusconi che ci porta via dalla crisi con il piano casa: in men che non si dica avremo risolto tutti i problemi e l'italia risorgerà meglio di tutti gli altri paesi!Davvero un genio questo capo di governo... si! un genio per darla a bere. Eppure è così palese che le cose che ha portato avanti finora sono state esclusivamente a suo unico vantaggio? E così pure sarà x il piano casa: una bufala per i più, una speculazione per pochi a svantaggio di tutti. Il tempo darà la sua risposta. Ah già... sarà colpa della sinistra ostruzionista!

spina61

siamo sempre al solito punto,le buone idee se vengono da la parte avversaria vanno sempre contrastate,ma finiamola una volta per tutte e pensiamo di dare una boccata d'ossigeno all'Italia,chi ha la pancia già piena e non ha problemi di nessun genere la finisca di fare tanto il moralista e naturalista,il bel paesaggio con 10 o cento villette è bello comunque ma se ho fame non riesco a vederlo questo bel paesaggio. Sergio( uno dei tanti disoccupati)

lui la plume

oggi bisognerebbe chiedere il permessino anche per imbiancare la cucina. ben venga una minore burocrazia (via ... copletamente per le opere interne, ad un geometra l'onere di relazionare le modifiche fatte .... non da fare). Per l'esterno via i comuni sono i meno adatti ad interventi obiettivi, a loro l'onere di scrivere le regole che "vorrebbero", ad un livello superiore in compito di farle proprie o rispedirle al mittente.

romeo

era ora che qualcuno sbrogliasse la matassa burocratica , e magari gli uffici tecnici dei comuni in uffici protocollo,

Rafeli

Mi sembra esatto che gli enti locali vogliono avere mano messa sulla questione senza tenere conto delle sofferenze della gente. Il decreto casa è sottomesso all'approbazione dei professionisti dell'edilizia e a verifica possibile dall'amministrazione. Dov'è il problema ? Semplifichiamo, viviamo con un poco più di conforto e no come bestie in gabbia. !!

AURELIO

ANCORA UNA VOLTA QUESTA SINISTRA COSI' LONTANA DAI PROBLEMI DELLA GENTE DIFENDE SEMPRE IL NON FARE. SOPRATTUTTO QUANDO ANCHE LE PICCOLLISSIME COSE DEVONO DIPENDERE DAL CAPETTO LOCALE DEL PARTITO, OVVERO DA INTERPRETAZIONI PERSONALI DI GEOMETRI E/O ARCHITETTI COMUNALI. E' ORA CHE QUESTO SCHIFO FINISCA. CHI LO CONTINUA A DIFENDERE E' IN MALAFEDE. SPERO CHE IL GOVERNO FACCIA IL DECRETO LEGGE.

angy

votate per il decreto sara' la nostra salvezza ci aiutera' molto ne sono sicura e' un ottima idea se praticata bene e amministrata bene ciao

angela

sono favorevole si sbloccherebbe un vastissimo marcato e tanto lavoro

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