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Gli edifici storici diventano Hotel della Cultura

A Torino, Forlì, Ercolano e Noto i quattro progetti pilota dell’iniziativa

vedi aggiornamento del 21/11/2011
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18/03/2009 - Nell’obiettivo di fornire un contributo ai processi di valorizzazione territoriale che fanno leva sul vasto patrimonio storico-culturale nazionale, Civita  ed ANCE con il sostegno di Arcus e la collaborazione di Unicredit e Federalberghi, hanno redatto il progetto “Hotel della Cultura” (HdC), finalizzato a dare vita ad un nuovo sistema di ricettività alberghiera, fortemente connessa con il territorio e legata al turismo culturale, per rispondere all’incremento qualitativo e quantitativo dei visitatori nelle città d’arte.

L'iniziativa è stata presentata tre settimane fa a Roma, presso il museo dell’Ara Pacis (leggi tutto).
 
La fotografia del nostro sistema alberghiero ritrae 33.527 strutture ricettive, di cui 232 a cinque stelle, 3.673 a quattro stelle e il restante 29.622 dalle tre stelle in giù (dati “Rapporto 2007 sul Sistema Alberghiero in Italia”, Federalberghi);nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi quindici anni nel processo di trasformazione sul piano qualitativo dell’offerta ricettiva del nostro Paese - con un incremento del 53% degli hotel 3 stelle, del 133% dei 4 stelle e del 119% dei 5 stelle e 5stelle lusso - continuano infatti a permanere forti criticità sul fronte del rapporto qualità/prezzo e dell’omogeneità degli standard di qualità.
 
Gli obiettivi e le caratteristiche essenziali dell’iniziativa sono riassumibili in: - recupero e restauro di edifici storici adeguati, da porre in rete come residenze di pregio in cui realizzare anche iniziative di tipo culturale; - rilancio e qualificazione di una forma di ospitalità integrata con il contesto locale, seguendo la via della qualità e delle sinergie tra pubblico e privato; - creazione di una rete di strutture di categoria media e medio- alta, rispondente a precisi standard di offerta e a un sistema promozionale e di comunicazione; - uso delle nuove tecnologie per favorire l'integrazione tra la struttura e il territorio circostante e la programmazione di itinerari culturali personalizzati da parte dei clienti; - creazione di un’immagine coerente, che definisca “riconoscibilità” alle strutture del network, attraverso la definizione e il rispetto di standard relativi a: dotazioni, servizi, arredo, soluzioni a basso impatto ambientale, uso di risorse provenienti dal territorio, tecnologie avanzate per il risparmio energetico e per l'uso di materiali riciclabili; - fornitura di servizi culturali e facilities legati ai trasporti e all'accessibilità (navette, visite guidate, ecc).
 
L’iniziativa HdC, nata anche con la collaborazione tecnica di Asset, si colloca, dunque, all’interno degli obiettivi di innovazione, di innalzamento qualitativo, di rafforzamento della competitività del sistema turistico nazionale, nella consapevolezza che l’offerta culturale rappresenta la massima espressione dell’identità e dell’immagine dell’Italia, cui deve conseguire anche un’adeguata specializzazione del comparto ricettivo.
 
Su queste basi, il significato principale dell’iniziativa risiede nella creazione di un nuovo network che associ in sé gli obiettivi di favorire processi di aggregazione delle imprese del comparto alberghiero, in coerenza con gli indirizzi del mercato, e dall’altro quelli di garantire la permanenza, anzi di consolidare, quelli che sono i caratteri distintivi e di qualità dell’offerta nazionale.Ulteriore essenziale presupposto a fondamento del progetto è che le strutture architettoniche storiche da destinare ad HdC afferiscano, almeno in una prima fase, al vasto patrimonio pubblico nazionale.
 
Lo studio condotto, pertanto, si è posto l’obiettivo di esaminare le modalità con cui mettere in valore questo patrimonio, spesso sottoutilizzato ma sempre, comunque, bisognoso di ingenti risorse per garantire la sua conservazione e manutenzione.   La prima fase del progetto Hotel della Cultura, conclusa nel 2007, è stata dedicata alla definizione del format HdC, con cui sono state identificate le caratteristiche del brand, il dimensionamento della nuova tipologia alberghiera in relazione alle funzioni da prevedere,agli standard architettonici e alle problematiche connesse al riuso di edifici storici, il suo posizionamento sulmercato in termini di target e di tariffe. Sono stati, inoltre, esaminati gli scenari di attuazione amministrativo-procedurale e gestionale, con verifiche preliminari di sostenibilità economico-finanziaria.   La seconda fase del progetto, ultimata nel 2008, si è concentrata sugli scenari attuativi dell’iniziativa HdC, sia in termini di costruzione e governance del network sia come intervento sulle singole strutture ricettive realizzando uno studio di prefattibilità relativamente a quattro Progetti Pilota, selezionati attraverso una ricognizione sul territorio nazionale. La scelta degli immobili “pilota” è stata effettuata in base alla localizzazione e alle caratteristiche dell’immobile, criteri ai quali se ne è aggiunto un terzo legato ad aspetti di fattibilità procedurale, con la verifica dell’interesse degli enti proprietari alla sua trasformazione e destinazione a fini di ricettività turistica. L’esito di tale selezione ha portato all’individuazione dei quattro casi studio: Cavallerizza Reale a Torino, Caserma Monti a Forlì, Villa Favorita ad Ercolano (Na),Collegio dei Gesuiti a Noto (Sr).
 

 
Fonte: Civita (riproduzione riservata)
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