Professione di costruttore edile, in arrivo le norme

Sono previsti corsi di formazione imprenditoriale obbligatori per tutelare sicurezza e qualità

vedi aggiornamento del 18/04/2011
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13/03/2009 - È in corso alla Camera, in Commissione Ambiente territorio e lavori pubblici, l’esame di tre disegni di legge relativi alla disciplina dell’attività professionale di costruttore edile e delle attività professionali di completamento e finitura in edilizia (C. 496 Zacchera, C. 1394 Marchi e 1926 Fava).

Le tre proposte di legge - ha spiegato la relatrice Manuela Lanzarin – mirano a disciplinare il settore dell’edilizia che, proprio per la mancanza di regolamentazione, è sempre stato un bacino di accoglienza di manodopera poco qualificata, che lavora spesso in proprio, anche senza la dovuta preparazione, con negative ripercussioni sui consumatori. Il settore è caratterizzato da piccole imprese, molte delle quali offrono una scarsissima qualità dei prodotti, evadono le tasse e creano occupazione non regolare, a svantaggio dell’intero comparto e della sicurezza dei lavoratori. Per superare una situazione inaccettabile – ha continuato Lanzarin – è necessario imporre a chi intende operare nel settore il possesso di alcuni requisiti tecnico-professionali correlati a specifici requisiti di onorabilità e a requisiti di capacità organizzativa e finanziaria dell’impresa.
 
 I ddl in esame definiscono i princìpi e le finalità della nuova disciplina, le misure da applicare in sede di prima attuazione e la disciplina a regime. È previsto che la Conferenza Stato-regioni, sentite le organizzazioni imprenditoriali di categoria, determina i criteri generali per l’organizzazione di corsi specifici di formazione imprenditoriale, della durata di almeno 80 ore, che rilascino un attestato di frequenza quale condizione per l’avvio e per l’esercizio dell’attività d’impresa nel settore edile. 
 
Nella seduta successiva, il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Bartolomeo Giachino, ha sottolineato che i tre ddl incidono sulle disposizioni del Codice degli Appalti (Dlgs 163/2006) ed in particolare sui requisiti per l’affidamento di contratti pubblici di lavori e sul sistema unico di qualificazione previsto per gli esecutori dei lavori pubblici, la cui disciplina, demandata al Regolamento attuativo, il cui iter di approvazione è in corso di perfezionamento (leggi tutto), è attualmente regolamentata dal Dpr 34/2000. È necessario – secondo Giachino – armonizzare le disposizioni dei ddl con quelle del Codice degli Appalti.
 
Nei prossimi giorni sarà nominato un Comitato ristretto che effettuerà un breve ciclo di audizioni informali degli operatori del settore; saranno ascoltati non solo i grandi operatori, ma soprattutto quelli piccoli e medi, a partire dagli artigiani, che costituiscono il fulcro del settore delle costruzioni. (riproduzione riservata)
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