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Piano Carceri, binario unico col Piano Casa

Ampliamento del 35% esteso probabilmente agli edifici penitenziari

vedi aggiornamento del 08/05/2009
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06/04/2009 - Piano Carceri e Piano Casa potrebbero viaggiare in parallelo. Il commissario straordinario per le carceri Franco Ionta, direttore del Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ha presentato un progetto per ampliare del 35% la cubatura degli edifici penitenziari rifacendosi al programma per il sostegno all’edilizia.

L’iniziativa potrebbe rappresentare un rimedio al sovraffollamento delle carceri in quanto da un aumento del 35% deriverebbero 9 mila camere di detenzione e 14 mila posti regolamentari, con una tollerabilità fino a 20 mila. Potrebbero essere utilizzati i 200 milioni di euro stanziati dal Governo e la forza lavoro dei detenuti.
 
Con questi presupposti la consegna definitiva dei lavori potrebbe avvenire entro 18 o 24 mesi. Una soluzione che però, come affermato da donato Capece, direttore del Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, si scontra con la carenza di organico stimata di 25 mila unità.
 
L’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, ha intanto fatto il punto della situazione. Con il Decreto Legge “Milleproroghe” 207/2008, convertito dalla Legge 14/2009, sono stati prorogati al 31 dicembre 2010 i poteri del Capo del Dipartimento per l’Amministrazione penitenziaria con la finalità di realizzare nuove infrastrutture carcerarie. La disposizione era già stata delineata dal Decreto Legge Anticrisi 185/2008.
 
Il Piano carceri previsto dal DL mira all’aumento dei posti disponibili da 43 mila a 60 mila. Nel programma di ampliamento di massima il commissario Ionta ha previsto la creazione di 17 mila posti nel quadriennio 2009-2012, con un costo di 1,5 miliardi di euro. L’ingresso di risorse private potrebbe creare ulteriori 10400 posti.
 
La realizzazione di 27 nuovi padiglioni e 17 nuovi istituti penitenziari assorbirebbe 1 miliardo e 100 milioni di euro. La spesa potrebbe essere coperta per 456 milioni di euro da fondi pubblici, derivanti per 150 milioni dagli stanziamenti dello stato di previsione della spesa del Ministero della Giustizia, per 206 milioni dalla quota del fondo unico di giustizia prevista dal DL 112/2008 e per 100 milioni dal fondo cassa delle ammende.
 
I restanti 660 milioni potrebbero essere reperiti attraverso l’alienazione di immobili ad uso penitenziario contro corrispettivo della costruzione di nuovi istituti in altri siti, dismissioni di immobili ad uso penitenziario con ricavato da devolvere al potenziamento dell’edilizia carceraria mediante riassegnazione al DAP, legge finanziaria per il 2010 e project financing, attuabile tramite l`alienazione di parte del patrimonio edilizio penitenziario, con vincolo di locazione ultranovennale all’Amministrazione penitenziaria. (riproduzione riservata)
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