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Detrazione 20% sui mobili: posta la fiducia sul ddl

Previsto per domani pomeriggio il voto in Aula alla Camera

vedi aggiornamento del 08/04/2009
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01/04/2009 - Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha posto, a nome del Governo, la fiducia sull’approvazione, senza subemendamenti ed articoli aggiuntivi, di un maxiemendamento interamente sostitutivo dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del Decreto Legge 5/2009 (Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi).

Il voto avrà luogo domani non prima delle ore 16,35.

L’articolo 2 del DL 5/2009 - ricordiamo – introduce una detrazione del 20% delle spese, sostenute tra il 7 febbraio 2009 e il 31 dicembre 2009, per l’acquisto di mobili, elettrodomestici, computer e televisori. Il tetto massimo della spesa agevolabile è fissato a 10.000 euro, e l’importo massimo della detrazione è di 2.000 euro da ripartire in cinque quote annuali. Per accedere alla detrazione è necessario avviare, o aver avviato a partire dal 1° luglio 2008, lavori di ristrutturazione, usufruendo della detrazione del 36%.
 
Il testo all’esame di Montecitorio era quello licenziato dalle Commissioni Finanze e Attività produttive che introduceva due modifiche all’articolo 2 del DL:
 
- la definizione “ad alta efficienza energetica” per gli elettrodomestici ammessi alla detrazione è sostituita con “di classe energetica non inferiore ad A+”;
 
- il protocollo di intenti che la Presidenza del Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto stipulare con i produttori dei beni incentivati entro il 13 marzo scorso, per definire gli impegni relativi al mantenimento dei livelli occupazionali e al rispetto dei pagamenti ai fornitori, è stato sostituito con un protocollo di intenti tra il Ministero dello sviluppo economico e i produttori, finalizzato a monitorare gli effetti del decreto. Inoltre, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, il Ministero dello sviluppo economico, con proprio decreto, detterà disposizioni per vigilare sul rispetto degli impegni previsti, anche tramite periodica audizione delle organizzazioni datoriali e sindacali.
 
La formulazione originaria – spiega il Servizio Studi della Camera – aveva sollevato perplessità da parte della Commissione europea in ordine alla compatibilità con i principi comunitari del mercato interno.
 
Le Commissioni avevano, infine, aggiunto all’articolo 3 i commi 3-bis e 3-ter, in base ai quali le agevolazioni previste per la sostituzione di veicoli (articolo 1) e di mobili ed elettrodomestici (articolo 2), si applicano, previa autorizzazione comunitaria, nei confronti di quelle aziende che si impegnano a non delocalizzare la produzione dei beni per i quali sono previsti tali incentivi.


Il DL 5/2009 deve passare al vaglio del Senato, per essere convertito entro il 12 aprile.
(riproduzione riservata)
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