Piano Casa, il percorso normativo del Centro Italia
Risposte differenziate su aumento cubature e housing sociale, Toscana ai primi posti per misure antisismiche
22/04/2009 - Continua l’attività normativa regionale per il rilancio delle costruzioni. Dopo aver analizzato la situazione nel Nord Italia (leggi tutto) la legislazione in materia di edilizia, urbanistica e housing sociale prosegue a macchia di leopardo anche nel Centro della Penisola.
Norme correlate
Schema di decreto legge concernente "Misure urgenti in materia edilizia urbanistica ed opere pubbliche"..
Gli Enti Locali stanno lavorando a disposizioni ad-hoc che riprendono o superano la bozza di Decreto Legge sul Piano Casa allo studio del Governo.
Sarà approvata prima dei 90 giorni previsti la legge regionale della Toscana, sviluppata insieme al piano paesaggistico. La proposta avrà tre obiettivi: regolamentare gli interventi di ampliamento, disciplinare le manutenzioni straordinarie e introdurre forme di semplificazione per l’attività edilizia. Nella Regione, che ha stanziato 130 milioni all’emergenza abitativa, esistono già procedure semplificate che si avvalgono della Dia e la possibilità di effettuare opere di ampliamento. Per lo snellimento è stata proposta la riduzione delle Società di Gestione, che passerebbero da 11 a 3, una per ogni area vasta. Parallelamente agli alleggerimenti burocratici, la Toscana è una delle regioni con la più moderna normativa antisismica. Per l’adeguamento degli edifici sono stati spesi 150 milioni di euro, ne sono ancora necessari 440. La mappatura del territorio iniziata nel ’96 ha collocato 90 comuni a ridosso della zona appenninica nella zona 2, 106 nella 3s, 67 nella zona 3 e 24 nella 4. Sono 506 gli edifici per cui è stato completato l’adeguamento, mentre 450 restano ancora oggetto di indagine.
Più attenta all’edilizia sociale la Regione Marche, che ha predisposto il bando “Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile”, coperto con 7 milioni di euro da distribuire sul territorio. Finanziata la realizzazione di abitazioni di edilizia sociale agevolata e sovvenzionata con elevate prestazioni energetiche in termini di efficienza e qualità. Previsti interventi sulle opere di urbanizzazione primaria, come aree di verde pubblico attrezzato, parcheggi a raso e interrati, marciapiedi, fognatura, e secondaria. Il bando contiene anche modifiche alla destinazione di alcuni immobili per rendere attuabile tutto il Programma mediante la cessione al Comune di superficie necessaria alla realizzazione degli interventi. L'adesione dei privati è volontaria e non sono previsti espropri. I Comuni riqualificheranno così gli edifici pubblici per ricavarne alloggi a canone sostenibile. La Provincia di Ancona ha confermato il contributo di 500 mila euro previsti dal Piano Casa 2004-2005 per la realizzazione di 20 alloggi nell’area Peep di Cesano di Senigallia, da destinare alla locazione con patto di futura vendita. In conformità all’entrata in vigore anticipata di misure antisismiche e norme tecniche per le costruzioni sono previsti controlli stringenti sulle demolizioni da parte dell’Ente regionale per l’abilitazione pubblica. Secondo l’Assessore all’Edilizia Pubblica Gianluca Carrabs i cardini del piano saranno il risparmio energetico e una diversa mentalità nel costruire, che rispetti tutti i parametri di sicurezza e gli obiettivi di Kyoto. L’aumento delle cubature sarà effettuato quindi nel rispetto del programma urbanistico. L’Amministrazione procederà anche all’acquisto del patrimonio edile invenduto per rispondere alla crisi del settore.
Si ricorda che le Regioni, che secondo la Costituzione hanno competenza esclusiva in materia di edilizia e urbanistica, hanno a disposizione 90 giorni di tempo per l’approvazione di leggi che regolino l’aumento delle cubature. In assenza di previsioni diverse è probabile che siano attuati i termini dell’accordo tra Governo ed Enti Locali (Leggi Tutto).
In caso contrario ogni Regione potrà fissare i propri parametri di ampliamento in modo indipendente, superando o tralasciando le disposizioni dell’accordo.
In Umbria sono già state approvate leggi con misure di semplificazione, come la super Dia e vari strumenti di premialità. Il Governatore Maria Rita Lorenzetti ha annunciato il suo appoggio al piano casa a patto che contenga incentivi antisismici e non deroghi ai piani urbanistici vigenti. Il recepimento dell’accordo tra Governo e Regioni si coniugherà quindi con la tutela del patrimonio architettonico, ambientale e paesaggistico Per le demolizioni e ricostruzioni che coinvolgono varie aree sarà introdotto il vincolo di convertire parte del nuovo fabbricato a edilizia sociale. Per far fronte all’emergenza abitativa la Regione necessità del 400% di case popolari in più. È stata manifestata inoltre qualche preoccupazione sulla possibilità che gli 8 milioni per l’housing sociale, rientranti nei 550 nazionali, non siano più disponibili a causa dell’emergenza Abruzzo. Secondo il piano casa regionale ai cittadini stranieri sarà destinato il 30% delle abitazioni ad edilizia agevolata in provincia di Perugia e il 20% a Terni. Sono quindi in corso trattative tra Stato e Regioni per l’allocazione efficiente delle risorse.
Riservato grande spazio all’housing sociale dalla norma del Lazio. Solo a Roma, dove è stata ottenuta la sospensione degli sfratti fino al 7 luglio, sono stati stanziati 450 milioni di euro per l’acquisto di 500 nuovi appartamenti e l’avvio di politiche di lungo per l’edilizia residenziale pubblica e 167 piani di zona. Destinati all’edilizia agevolata 350 milioni in tre anni e altri 100 per quella sovvenzionata. Per quanto concerne l’aumento delle cubature si potranno ricavare nuove abitazioni con il recupero dei sottotetti, operazione che evita il consumo del territorio. A ricadere nella legge saranno i locali con altezza media di 2,40 metri (2,20 per i locali di servizio). Per rientrare nei limiti sarà possibile apportare piccole modifiche o abbassare il solaio sottostante. In linea con le disposizioni nazionali saranno approvati aumenti del 20% sugli edifici esistenti e del 35% su quelli da abbattere e ricostruire. In tutti i casi sarà obbligatorio il rispetto delle misure antisismiche e dell'efficienza energetica. I centri storici saranno esclusi dagli interventi, al contrario non c'è ancora un'intesa sugli strumenti da utilizzare. E' stata infatti proposta l'estensione degli aumenti di cubatura anche alle case popolari, così come un'analisi caso per caso sugli ampliamenti, prassi che ritarderebbe però l'impatto degli interventi sul settore edile. Nel 2009 la regione punta inoltre alla definizione di una vera e propria legge quadro sulle case destinate all'affitto. Per Marrazzo la legge regionale sul Piano Casa e' una grande opportunità. La nuova norma, partendo dalla sicurezza, deve fornire risposte concrete anche grazie al recupero del fascicolo di fabbricato e alla mappatura delle aree in cui saranno possibili gli ampliamenti.
Anche a Roma si accelera sull’edilizia sociale attraverso l’assegnazione di 300 milioni dei 550 del piano casa triennale per le abitazioni popolari, un bando per l’acquisto dai privati degli alloggi esistenti, e l’individuazione di nuove aree di riserva per piani residenziali d'emergenza. Le iniziative, già avviate dalla precedente amministrazione Storace, consentiranno di costruire 5.765 alloggi, di cui un quinto per le forze dell'ordine. Via anche alla riforma degli alloggi Ater, ex Iacp, con l’'obiettivo di sbloccare i meccanismi di finanziamento sia dei nuovi alloggi sia di quelli per la vendita del patrimonio esistente.
A favore dell’Abruzzo, Regione colpita pesantemente nel patrimonio architettonico dal sisma del 6 aprile, è stata proposta da Federcasa l’assegnazione di 50 milioni di euro del Piano Casa per la costruzione di 400 alloggi da destinare a famiglie già utenti Erp. A fronte dei danni riportati è facile prevedere che gli interventi saranno incentrati sulla ricostruzione e la messa in sicurezza delle città coinvolte dal terremoto. Si discutono diverse modalità di approccio, che parallelamente al recupero di centri storici e beni artistici vedono una prospettiva di crescita e allentamento dell’emergenza casa nelle “New Town”. Agglomerati urbani da realizzare ex novo nel giro di 24 o 28 mesi, criticati spesso da famosi architetti per l’assenza di storia e il rischio di trasformarsi in ghetti (Leggi Tutto).
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