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22/04/2009 - Dopo le prime fasi dei soccorsi alla popolazione, l’Abruzzo è diventato un grande laboratorio in cui geologi, ingegneri sismici, docenti universitari stanno analizzando gli effetti che il terremoto ha prodotto sugli edifici.
Nei giorni scorsi un team di tecnici del Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Napoli Federico II, che fa parte di ReLUIS, la rete dei laboratori universitari di ingegneria sismica, ha collaborato con la Protezione Civile alle verifiche sugli edifici a L’Aquila e negli altri comuni interessati dal sisma.
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Giovanni
Le tecnologie non mancano,ma insiste in italia la cultura del calcestruzzo forse per motivi solamente di praticità.......!!!!! Al convegno ATE a cui ho partecipato al Dipartimento di Ingegneria Strutturale al Politecnico di Milano,ho constatato che non mancano assolutamente tecnologie alternative legate oltre che alla sicurezza anche al contenimento energetico!!!! Il sisma in abruzzo è stato però un evento eccezionale ed è semplice stare qui a commentare. Cosa ne pensate del Soft Storey riguardo all'eurocodice8 ? Un saluto siamo vicini alle popolazioni colpite.
aurelio
E' triste abitare sottoterra - anche se lo richiede la sicurezza Dove la mattiamo la qualità della vita ? I costi sarebbero altissimi e ci trasforemo in un popolo di talpe che vedono la luce del sole ( insostituibile ) soltano su di uno schermo video. Spero che la soluzione possa venire dall'impiego degli isolatori sismici e dal corretto impiego e posa in opera dei materiali da costruzione , dalla loro durabilità oltre che da una loro attenta costante vigilanza sul costruito
g***
secondo me dobbiamo ringraziare tuuta l'italia perchè hanno aiutato tutte quelle persone viottime del terremoto, ma soprattutto dobbiamo ringraziare tutti i vigili del fuoco che hanno contri9buito al ritrovamento delle persone che erano ancora sotto le macerie che aveva provocato il terremoto
Franco
Pensi davvero che la mancanza di una o due staffe possano aver provocato quello che si è potuto vedere per TV o sui giornali ? Io non credo proprio che il momento torcente che ha agito sul fabbricato (meglio su alcuni fabbricati) possa essere contrastato dalla mancanza delle staffe a cui alludi.
vincenzo nunziata
Sembra che ancora oggi si continui ad incolpare la MANCANZA DELLA NORMA SISMICA o la NON OSSERVANZA DELLE NORME quale principale causa dei crolli avvenuti; niente di più sbagliato. Per convincersi che le Norme non centrano niente basterebbe leggere i testi di alcuni grandi STRUTTIRISTI del passato quali Nervi, Morandi, Russo ecc., e conoscere le opere e i sistemi costruttivi che hanno superato brillantemente i 2000 anni di vita. La situazione sta in questi termini: innanzitutto bisogna dividere le opere in quelle costruite diciamo approssimativamente prima della 2^ guerra mondiale da quelle dopo. Le opere costruite prima della seconda guerra principalmente in muratura, salvo rare eccezioni erano fatte per resistere principalmente ai carichi verticali non perchè non si conoscesse il terremoto (già Vitruvio dava delle indicazioni "antisismiche") ma perchè le tecniche a disposizione ed i materiali erano quelli che erano ed inoltre l'evento sismico era ritenuto un evento eccezionale da accettare quasi come una calamità di cui ben presto si sarebbe persa la memoria. Di tali opere il Territorio Italiano possiede un patrimonio abitativo e monumentale che supera il 50% e pretendere di rendere antisismiche tutte queste costruzioni seppure si potesse fare tecnicamente e ne dubito fortemente non è plausibile. Le strutture costruite dopo la 2^ guerra mondiale, principalmente in cemento armato, invece dovevano essere in grado di resistere ad eventi sismici di media entità quale quello in Abruzzo in quanto si avevano e si hanno sia le conoscenze scientifiche sia i mezzi che i materiali idonei per costruire, indipendentemente dalle Norme, in quanto una certa resistenza sismica e da carichi orizzontali deve essere "sempre garantita" e queste cose lo STRUTTURISTA le sa, se ciò non è stato fatto l'UNICO RESPONSABILE del crollo e colui che ha progettato le strutture e controllato l'esecuzione.
Ilario
Dalle foto pubblicate si evince la totale assenza di staffature, in particolare nelle zone di nodo dove la loro presenza sarebbe dovuta essere molto evidente visto che, nelle zone sismiche, in prossimità dei nodi (incrocio travi - pilastri) le staffe (cerchiatura dei ferri) vanno intensificate proprio per contribuire a reagire a sollecitazioni dovute alle forze orizzontali (sisma). Di chi è la colpa? certamente del Direttore dei Lavori e del Collaudatore (in partocolare se collaudatore in corso d'opera) ma, anche e maggiormenta, dell'impresa esecutrice qualora il progetto esecutiva dell'opera le avesse previste.
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