16/04/2009 - Entreranno in vigore il 30 giugno 2009 invece che il 30 giugno 2010 le norme tecniche contenute nel DM del 14 gennaio 2008. L’anticipazione rispetto alla proroga prevista dal DL 207/2008 è contenuta nella nuova bozza di decreto legge sul Piano Casa, discusso ieri nel pre-Consiglio dei Ministri.

All’ordine del giorno della riunione il dl recante misure anticongiunturali urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche e il disegno di legge per l’aggiornamento della normativa di settore vigente. Non è stato ancora convocato il CdM, che in base alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi si svolgerà a L’Aquila. Scelta criticata dal Segretario del Pd Dario Franceschini, che l’ha definita “una passerella”, ma apprezzata da Fini per il suo valore simbolico.
Al testo è stato aggiunto l’articolo 2-bis, in base al quale gli incentivi del piano casa saranno subordinati rigorosamente al rispetto della normativa antisismica. Gli interventi su parti strutturali dei fabbricati, così come gli aumenti di cubatura su edifici esistenti o demoliti per essere ricostruiti, saranno concessi solo in presenza di una prova documentale con cui il professionista abilitato certifica il rispetto delle misure antisismiche.
Dopo il tavolo nazionale sulla crisi del settore ceramico, nel pre-Consiglio è stata verificata anche l’immediata fattibilità di alcuni interventi, oltre alla possibilità di estendere il Piano Casa agli edifici commerciali e industriali. I successivi decreti attuativi potrebbero favorire l’uso di materiali made in Italy ed ecocompatibili con il marchio Ecolabel.
Il Piano Casa, come già rilevato in Commissione Ambiente, non può prescindere dalla ricostruzione dopo il sisma abruzzese, che per il Ministro dell’Interno Roberto Maroni assorbirà 12 miliardi di euro.
Soddisfatta Maria Rita Lorenzetti, Presidente della Regione Umbria, secondo la quale il Piano Casa può rappresentare un’opportunità di crescita solo inglobando misure antisismiche per la sicurezza ed evitando la deregulation selvaggia della prima stesura. Il testo revisionato, definito anche “piano B”, suscita ancora polemiche dal momento che sostituisce l’autorizzazione paesaggistica preventiva, composta dai controlli incrociati di Stato, Regioni ed enti locali, con un’opzione di annullamento “ex post” di quanto approvato dai Comuni in contrasto con il Codice dei Beni Culturali. Le Soprintendenze sono inoltre obbligate a esprimersi in una conferenza di servizi dove possono essere messe in minoranza dai rappresentanti degli enti locali, spesso privi di competenze tecniche. Condannata anche la semplificazione delle sanzioni, che prevede misure contro i progettisti solo dopo l’accertamento del danno, ma non per le false dichiarazioni tecniche.
Preoccupato per la manutenzione straordinaria “fai da te” Edoardo Zanchini, responsabile di urbanistica per Legambiente, che considera la liberalizzazione pericolosa per la sicurezza statica degli edifici e a causa del lavoro nero creato a scapito dei professionisti abilitati.
Dello stesso parere il senatore Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in Commissione Ambiente ed esponente di Ecodem. La costruzione di case con la modifica delle loro strutture e dimensioni incide per il senatore non tanto sugli assetti urbanistici, ma soprattutto sulla sicurezza delle persone.
(riproduzione riservata)
Giovanni Pacifico | Più che di nuove norme, più controllo e professionalità
sabato 9 maggio 2009 - 01.39
Credo che se si fossero applicate bene anche le norme sismiche preesistenti, non sarebbero crollati tanti edifici. Più che di nuove norme c'è bisogno di controllare che vengano applicate bene quelle che abbiamo. Ci vuole più professionalità da parte delle imprese e più controlli da parte dei tecnici. Ad esempio in nessuna costruzione in cemento armato crollata nel terremoto dell'Abruzzo, c'era stata una particolare attenzione ai nodi travi-pilastri, eppure la vecchia normativa sismica è molto precisa in tal senso.
Evoluzione2000 | No al fai da te
domenica 19 aprile 2009 - 10.00
In qualità di costruttore e inaccettabile la proposta del fai da te. Quali garanzie ci saranno sulle abitazioni e nuove costruzioni? Non voglio di certo speculare sulla trgedia degli abruzzesi, ma dovranno essere le imprese - artigiani abilitati ad effettuare le dovute manutenzioni e costruzioni. E queste vigilate nell'esecuzione delle opere da tecnici non presenti su quel territorio. Al fine di garantire le opere sia pubbliche che private. Il fai da te creera ancor più disuccupazione nel campo dell'edilizia ed aumenterà il lavoro nero. Non vi saranno di certo tutte le garanzie necessarie nelle costruzioni.
Rosario Leotta | eccezionale
sabato 18 aprile 2009 - 13.22
i testi risultano molto soddisfacenti
ugo raldi | normativa ridicola
giovedì 16 aprile 2009 - 19.04
La normativa antisismica italiana obbliga a progettare secondo criteri antisismici anche la cuccia del cane in zona non sismica. Peraltro è anche terribilmente astrusa. Così adesso gli italiani hanno le nuove norme tecniche e saranno contenti di vedere pilastri 80*80 all'interno delle loro abitazioni, che, tra l'altro, costeranno anche molto di più. Ma siamo tutti ricchi. Ing. Ugo Raldi Trieste (CHE PAURA! STO PER ESSERE TRAVOLTO DA UNO TSUNAMI).
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