Patrimonio artistico, il Lazio avvia il censimento
‘Recuperare per valorizzare’ via alla mappatura di 500 edifici
09/04/2009 - Dopo il terremoto de L’Aquila, che ha danneggiato in modo considerevole il patrimonio artistico e architettonico abruzzese, le Regioni cominciano ad attivarsi per la conservazione del patrimonio storico.
È stato presentato a Roma, nella sede della Regione Lazio il progetto “Recuperare per valorizzare”, un’anagrafe regionale di chiese, cappelle e santuari di proprietà pubblica, portato avanti insieme alla società Risorsa Srl.
Entro dicembre si potrà quindi realizzare una banca dati del patrimonio pubblico, utile per la prevenzione dei crolli. Secondo il Governatore Marrazzo bisogna puntare sulle fasi di pianificazione e programmazione, senza limitarsi alla capacità di reazione.
Obiettivo del progetto è realizzare una banca dati degli edifici di culto di proprietà pubblica presenti sul territorio del Lazio, al fine di avere piena conoscenza dello stato di conservazione di chiese, cappelle e santuari. L'iniziativa sarà pronta entro dicembre, ad occuparsene sarà Risorsa srl, società del gruppo regionale controllata da Sviluppo Lazio.
Secondo il Governatore Piero Marrazzo l’anagrafe è una necessità. Da adesso si deve passare al concetto di prevenzione, assimilato anche dal piano casa per la prevenzione antisismica.
Per Bruno Astorre, assessore regionale ai lavori pubblici tra chiese, santuari e cappelle, distribuiti sull'intero territorio regionale, sono circa 600 gli edifici di culto che potrebbero essere oggetto di un intervento. Al tempo stesso l'amministrazione non ha piena conoscenza dello stato di conservazione di tali edifici e in questo senso è del tutto evidente l'importanza del rilevamento di tali dati per avviare, la pianificazione degli interventi e la scala di priorità al fine di una corretta valorizzazione del patrimonio.
La Regione Lazio contribuirà al restauro di proprietà di Comuni o dei quali gli Enti ecclesiastici sono titolari dell’esercizio di culto. Il contributo si esplicita con il pagamento delle rate di un mutuo ventennale che i Comuni accendono presso la Cassa Depositi e Prestiti e gli Enti Ecclesiastici presso un istituto bancario.
La realizzazione della banca dati costituirà un imprescindibile strumento per la pianificazione degl’interventi, nonché base dati per la programmazione di successive indagini. La Regione potrà così procedere a una valutazione preventiva e alla programmazione degli interventi, garantendo la massima fruibilità dei beni architettonici.
Il progetto si snoderà per 4 anni, articolandosi in moduli da 12 mensilità. Date le risorse economiche a disposizione saranno utilizzate le planimetrie esistenti per il censimento di circa 500 edifici. (riproduzione riservata)
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