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Rinnovabili, Basilicata allineata agli obiettivi Ue

Riduzione di emissioni e consumi entro il 2020 col programma regionale

vedi aggiornamento del 03/09/2010
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30/04/2009 - Riduzione di consumi e bolletta energetica, incremento della produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili, creazione di un distretto energetico. Sono i macro-obiettivi del piano energetico che la Regione Basilicata intende raggiungere nella sua programmazione.

Il piano di indirizzo energetico ambientale, approvato dalla Giunta Regionale lo scorso 22 aprile, si pone in netto contrasto con il programma nucleare del Governo. La Regione si allinea infatti alla strategia europea per la riduzione delle emissioni entro il 2020. Secondo l’assessore regionale all’ambiente Vincenzo Santochirico il deficit di energia, stimato da Terna pari al 51% del fabbisogno interno, sarà colmato grazie alle fonti rinnovabili. Nel 2020 si potrebbe raggiungere il 70% di produzione da energie pulite, limitando quelle tradizionali al 30%.
 
Nello stesso periodo la domanda regionale per usi finali potrebbe essere ridotta del 20%, mentre l’incremento della produzione sarebbe possibile per il 60% grazie all’eolico e per il 20% con il fotovoltaico. Possibili anche il ricorso alle biomasse per il 15%, interventi sulla rete elettrica, per renderla idonea ad accogliere l’energia discontinua dei grandi impianti rinnovabili, e semplificazioni amministrative, come la possibilità di un'autorizzazione unica per impianti sotto il megawatt.
 
Anche i grandi impianti per la produzione di fonti rinnovabili dovranno essere sottoposte a limiti. Eccetto che per l’autoproduzione, il tetto massimo per gli incrementi di potenza è fissato in 981 Mw per l’eolico, 359 Mw per il fotovoltaico, 50 Mw per le biomasse e 48 Mw per l’idroelettrico, per un totale di 1.438 Mw. Non potranno inoltre essere installati in zone di interesse storico naturalistico.
 
Auspicabile per la Val d’Agri, divisa tra naturalismo e sfruttamento dei giacimenti petroliferi, la valorizzazione delle risorse energetiche alternative, oltre al pieno rispetto del patto stipulato nel 1998 tra Eni e Regione. Il piano energetico ambientale della Basilicata dovrà anche adeguarsi ai principi del “burden sharing”, che l’Italia dovrà adottare per l’adeguamento agli obiettivi europei del “20-20-20”.
 
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