17/04/2009 - È assolutamente indiscusso che la chiave della “sicurezza strutturale” degli edifici nei confronti dei terremoti - funzionale alla salvaguardia della vita umana e al contenimento dei danni - si basa essenzialmente sulla buona progettazione e corretta esecuzione. Tutti i materiali e sistemi costruttivi (laterizio, cemento armato, acciaio, pietra, legno, ecc.) sono adottabili in zona sismica e possono garantire livelli di sicurezza adeguati se si adottano i giusti criteri progettuali dettati dalla specifica normativa.
Sono infatti le norme tecniche a dettare regole e precise indicazioni per la progettazione, verifica e costruzione di “edifici antisismici”. Come ad esempio, le recenti Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14/01/08) che disciplinano la “progettazione nelle zone sismiche” trattando rigorosamente ciascuna tipologia dei sistemi costruttivi ammessi: “muratura, laterizio-calcestruzzo, calcestruzzo, acciaio, acciaio-calcestruzzo, legno”. In più, nello stesso testo normativo viene stabilito che qualsiasi materiale o prodotto per uso strutturale debba essere caratterizzato da specifiche proprietà controllate con definite procedure di qualificazione (in stabilimento) ed accettazione in cantiere come prescritto al cap.11.
I contenuti delle nuove norme tecniche per la parte inerente la progettazione sismica sono stati recepiti dalle Ordinanze OPCM n. 3274 del 20/03/2003 e n. 3431 del 03/05/2005 (Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici) e messi a punto con interventi di esperti in materia.
Anche l’ANDIL, in rappresentanza dei produttori dei laterizi da muro e solaio, negli ultimi anni ha costantemente monitorato, con particolare interesse e dedizione, i lavori della Commissione Consultiva segnalando opportune modifiche ed integrazioni rispetto la stesura del primo testo delle Norme Tecniche del 2005 (D.M. 14/9/05) per conferire maggior chiarezza e affidabilità al documento. I cambiamenti, senz’altro positivi, hanno riguardato proprio il capitolo sulla progettazione sismica delle costruzioni in muratura, con rettifiche in linea con normative (nazionali ed europee) di riconosciuta validità e coerenti con i risultati di diverse sperimentazioni svolte presso Università specializzate (Padova e Pavia - EUCentre).
Seguendo i criteri di progetto, i requisiti e i metodi di analisi fissati dalle suddette norme sono realizzabili in zona sismica edifici in muratura armata e non armata, senza vincolo sul numero di piani a patto che siano soddisfatte tutte le verifiche di sicurezza. Per gli edifici “semplici” in muratura portante (ossia quelli che presentano precise condizioni di regolarità geometrica e particolari limitazioni), invece, sono ammesse verifiche in via semplificata e l’opportunità di costruire fino a tre piani per muratura ordinaria e fino a quattro piani per muratura armata.
Sul tema del comportamento delle murature sotto azioni sismiche, negli ultimi anni sono stati svolti progetti di ricerca scientifica ad hoc. Come i progetti coofinanziati dalla Comunità Europea:
DISWall, “Developing Innovative Systems for reinforced masonry Walls”, finalizzato allo sviluppo di sistemi innovativi per la muratura armata soggetta ad azioni sismiche e al trasferimento dei risultati agli organismi normativi nazionali ed europei (Progetto coordinato dall’Università di Padova – Prof. Claudio Modena);
Il filmato documenta le fasi salienti di una prova sperimentale su muratura armata nell’ambito del programma “DISWall” in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova.
Allo stesso tempo, è stato sviluppato un progetto a scala nazionale per poter dotare i professionisti di un utile strumento di calcolo che consente di dimensionare, analizzare e verificare gli edifici con struttura portante in muratura tradizionale o armata. Un gruppo di lavoro, costituito da ricercatori di EUCentre e dell’Università degli studi di Pavia ha approntato un programma di calcolo, denominato ANDILWall, per gli edifici in muratura portante sia ordinaria che armata, che consente di effettuare le verifiche sismiche mediante analisi statiche non lineari (con una descrizione più accurata del comportamento della struttura in condizioni ultime, unitamente ad una maggiore probabilità di successo della verifica di sicurezza).
Con riferimento all’aspetto economico, la valutazione del costo globale di costruzione di un edificio residenziale realizzato con diversi sistemi costruttivi ha dimostrato che, confrontando la soluzione in muratura portante monostrato con altre quattro soluzioni tecnologiche (quali, muratura portante faccia a vista, muratura portante armata, struttura intelaiata in calcestruzzo armato con tamponamento monostrato e con tamponamento a doppio strato), per i “costi di costruzione” la soluzione in muratura portante risulta essere la più economica, seguita da quella in muratura armata (+4,7%), dalla struttura intelaiata con tamponamento monostrato (+13,7%), dalla struttura intelaiata con tamponamento a doppio strato (+16%) ed infine dalla soluzione in muratura portante con rivestimento faccia a vista (+28%), che ovviamente rispetto a tutte le altre presenta peculiarità estetiche e di durabilità nel tempo di inconfutabile valore.
Fonte: ANDIL Associazione Nazionale Degli Industriali dei Laterizi (riproduzione riservata)
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Altri Commenti
Ing. Cristian Genovese
sabato 25 aprile 2009 - 19:18
Trovo questa news estremamente interessante ed utile poichè, presentando i risultati degli ultimi studi sulle applicazioni della muratura, offre spunti di riflessione sull'opportunità di adoperare tecnologie differenti dal calcestruzzo armato.
E' infatti da valutare attentamente la diversa dipendenza delle due tecnologie dall'errore umano in fase esecutiva; quest'ultima valutazione potrebbe infatti far propendere per l'utilizzo della muratura.
Buongiorno.
Mi chiamo Mario Gorini, sono un imprenditore di 49 anni ed abito a Milano.
Ho brevettato nel 2007 una soluzione edilizia a secco basata su blocchi in cls alleggerito di nuova concezione.
Questa soluzione ben si presterebbe all'emergenza Abruzzo, in quanto la particolare tecnica "a secco" consentirebbe l'edificazione di un sorta di Città Satellite provvisoria, con il presupposto di smontare e riutilizzare integralmente tutti materiali impiegati (dai blocchi agli impianti alla coibentazione ecc.), anche in altre forme e dimensioni.
Ho presentato il prototipo di questa soluzione edilizia ad uni dei maggiori studi di progettazione strutturale di Milano, che ha dimostrato il massimo interesse, tanto da ipotizzare una collaborazione immediata nello sviluppo del Progetto.
Un ulteriore aspetto di questa tecnologia è il fatto che verrebbe accompaganta già da un CAD verticale, essendo l'ambito di ricerca e sviluppo di applicativi di CAD 3D per l'architetettura la mia attività prevalente dal 1985. Questo applicativo prevede, oltre agli aspetti di progettazione secondo il modulo prefabbricato e di restituzione in fotorealismo, anche la realizzazione di una distinta esatta dei componenti e di creazione dei piani di carico per i pallet di consegna, in modo da ottimizzare la fase di "montaggio" dell'edificio.
Mi piacerebbe presentare anche alla vostro Portale questa soluzione, come ulteriore confronto con persone direttamente coinvolte in questo settore.
Un cordiale saluto
I miei dati personali sono
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