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Abruzzo, ricostruzione con prefabbricati antisismici

Assobeton: edifici di calcestruzzo armato più resistenti di quelli in legno

vedi aggiornamento del 01/04/2010
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16/04/2009 - La recente tragedia nazionale verificatasi in Abruzzo ha posto all'ordine del giorno in modo drammatico il tema della sicurezza delle costruzioni ad uso abitativo e strategico in area sismica.

Senza voler in alcun modo dimenticare la drammaticità di quanto è avvenuto, ma anzi con l'intento di fare chiarezza e offrire un contributo alla ricostruzione delle aree colpite, ASSOBETON l’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi di CONFINDUSTRIA, prende una decisa e convinta posizione contro chi, in questi giorni, sta provando a sostenere tesi secondo le quali alcune strutture avrebbero ceduto poiché costruite in calcestruzzo armato.
 
Si è infatti assistito ad una vera e propria opera di “sciacallaggio mediatico” in alcune trasmissioni televisive in cui si è proposto il legno come unica e vera soluzione per la produzione di strutture abitative in aree a rischio sismico. Falso! Il confronto tra legno e calcestruzzo armato è d'altro canto assolutamente improponibile per un impiego in edifici pluriplano e per una vita di progetto di 50 o 100 anni. Nel nostro Paese, infatti, la conoscenza della tecnologia del calcestruzzo è tale che la vita di opere realizzate con questo materiale è straordinariamente lunga in qualsiasi ambiente esse si trovino, compreso quello sismico.
 
Una visione più attenta delle tristi immagini giunte dai luoghi del terremoto, inoltre, conferma che le strutture prefabbricate hanno offerto un margine di resistenza, sopportazione dello sciame sismico e tenuta complessiva molto superiore alla maggior parte della altre abitazioni presenti nella zona.
 
La prefabbricazione, in quanto processo industriale di produzione di edifici con destinazione manifatturiera, commerciale, terziaria, logistica e, non ultimo, residenziale è in grado di fornire le migliori garanzie per realizzare strutture progettate, costruite e controllate da imprese con processi produttivi certificati per legge.
Con sempre maggior frequenza, inoltre, la prefabbricazione viene scelta da progettisti di tutta Italia e del mondo intero proprio perché considerata la tecnologia migliore per garantire tempi certi di realizzazione degli edifici, costi contenuti ed elevatissimi tassi di sicurezza nei cantieri.

 
Non si può, infine, non ricordare che ASSOBETON, e con essa i prefabbricatori italiani, sono impegnati sul tema della sismica sin dai primi anni ‘90 attraverso studi e ricerche, effettuati senza sosta, di cui tutto il settore ha beneficiato. Un fattore che, insieme alle prime testimonianze che giungono dai luoghi colpiti dal terremoto, conferma ulteriormente la qualità delle strutture prefabbricate.
 
In un'ottica di ricostruzione responsabile, quindi, la prefabbricazione, anche ad uso residenziale, rimane una delle opzioni più valide per garantire la sicurezza futura di quei luoghi senza tralasciare alcun elemento chiave alla base di ogni buon progetto. Se fino a poco tempo fa il “prefabbricato” veniva infatti identificato con il classico “capannone” o con il “centro commerciale”, oggi le soluzioni di residenze prefabbricate in calcestruzzo armato sono ormai una realtà in Italia ed in Europa e stanno guadagnando quote di mercato grazie, non solo alla qualità del manufatto, ma anche alle caratteristiche architettoniche e antisismiche.
 
Esistono condizioni minime, per le quali ci siamo sempre battuti e che desideriamo ribadire con forza, per far sì che il mondo del costruito in Italia produca risultati di qualità:
1) Le stazioni appaltanti e le Istituzioni si decidano a lanciare progetti che sin dall’inizio descrivano in maniera compiuta e non approssimativa le caratteristiche e le prestazioni desiderate senza ammettere deviazioni in corso d’opera;

 
2) Le direzioni lavori, che devono essere solo e soltanto espressione delle stazioni appaltanti, siano affidate a professionisti o ad imprese specializzate in questo tipo di servizio e, quindi, capaci di esercitare in modo compiuto il delicato e complesso incarico a loro affidato;
 
3) Gli organi di certificazione, che consentono agli operatori di lavorare sul mercato nazionale, operino con estremo rigore e siano anch’essi obbligati a rispondere del loro operato a chi è preposto a rilasciare le loro abilitazioni. In assenza di un mercato responsabile e trasparente delle certificazioni, non può esistere qualità nelle costruzioni.
 
Anche da una tragedia umana nazionale come quella abruzzese si possono e si devono trarre insegnamenti per evitare che certi errori possano essere ripetuti in futuro. Si devono accantonare proclami strumentali e si deve lavorare seriamente per produrre idee, progetti e tanta qualità che possa dare sicurezza e garanzie a tutti i cittadini.
 
Fonte: Assobeton (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Ing. SantiniB

PRENDO SPUNTO DA ...."Felice cheFinalmente, Gli addetti ai Lavori,Principalmente Interessati alla Ricostruzione,nelle Persone del Ministro On. Bertolaso et Pres. Berlusconi,nell'Esigenza di Adottare in Tempi Rapidi e con Costi Molto Contenuti,Facendo Rispettare la Massima SICUREZZA,Tutti i Sistemi Costruttivi Innovativi,Tra Questi,senza Dubbio,il Sistema M2,Come Gia' Intravisto nel Servizio del Piano C.A.S.E...Io ne Conosco la Validita',Poiche'Ho Avuto il Piacere di Constatarne la Riuscita.Spero che in Seguito,in Tutta Italia,Si Prendano Sul serio i Problemi Inerenti,al Cattivo Uso di Materiali Costruttivi,Che Quindi,Aumentino i Controlli Preventivi,e Che Tutti Gli Addetti Siano piu' APERTI alle Nuove Tecnologie"..................e CONCLUDO che TUTTA LA RICOSTRUZIONE EFFETTUATA E DA EFETTUARE NON HANNO NEMMENO IL MINIMO DI CIO' CHE PREVEDE LA NORMATIVA SISMICA PREESISTENTE E DOPO l'ENTRATA IN VIGORE DELLE N.T.C.2008 (dal 1° Luglio 2009). Tutte le costruzioni in zona sismica siano esse in Legno, in acciaio, in c.a., miste, NECESSITANO DI DEPOSITO AL GENIO CIVILE, comprese le "novità"rispetto al D.M.1996. Una domanda d'obbligo: Dove sono i depositi di ciò che si stà realizzando ad AQUILA e dintorni ?

Geom. Bergomi

Ad Assobeton ricordo semplicemente che le vittime del sisma sono morte sotto cumuli di macerie in cemento, mattoni e ferro. Se le abitazioni fossero state di legno non sarebbe morti nessuno. Quindi le osservazioni svolte da Assobeton si scontrano drammaticamente con la realtà dei fatti. Inoltre nessuno ha mai sostenuto la tesi che si possano realizzare palazzi da 10 piani in legno ma è altresì assurdo che in sone sismiche e in realtà territoriali come quelle collinari si debbano realizzare edifici con quella tipologia edilizia. A meno che non si tratti di speculazioni edilizie che non tengono in alcun modo conto delle reali esigenze dei cittadini.

Saverio Contino 71042 Cerignola FG 0885-418703

Sono nel settore costruzioni in legno, E pur vero l'affermazione dell'Assobeton, ma e altrettanto giusto e veritiero la replica dell'assolegno, Vorrei esprimere il mio modesto parere inerente alla scielta dei materiali per le costruzioni abitative non solo in zone attualmente colpite dal terremoto ma sul tutto il territorio nazionale, poichè l'uomo potrà sempre variare la composizione dei manufatti cementizi a scopo di guadani, a differenza del legno elemento naturale e non modificabile, e comunque quest'ultimo sempre nel rispetto dell'ambiente, e affidando i lavori tecnici ed imprese specializzate del settore.

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