Ispra: V Rapporto su qualità dell'ambiente urbano
Italia sempre più urbanizzata, calano i consumi di acqua e metano
06/04/2009 - Il 75% della popolazione europea vive in aree urbane, nel 2020 probabilmente tale percentuale salirà ancora fino a sfiorare l’80%. È da dati come questi che si evince l’importanza della presentazione, avvenuta il 1° aprile scorso, del “V Rapporto Qualità Ambiente Urbano” dell’ISPRA. Il rapporto, presentato dal subcommissario dell’Ispra, Stefano Laporta, in occasione dell’apertura dell’11a Conferenza Nazionale delle Agenzie Ambientali, ha monitorato in totale 33 città sparse su tutto il territorio italiano su temi quali rifiuti, acqua, qualità dell’aria, suolo, contenimento energetico e fattori demografici.
L’immagine generale che esce dell’Italia dal Rapporto dell’ISPRA è in chiaroscuro, presentando molti fattori di criticità ma anche qualche miglioramento rispetto al passato. È il caso, ad esempio, dei consumi domestici di acqua, ridottisi rispetto al 2006 dell’1,7%, percentuale che arriva al 2,24% se si considerano solo le 33 città campionate dal Rapporto. Note positive anche sul fronte dei rifiuti, con un incremento generale dell’uso della raccolta differenziata, più marcato al nord dove Padova (39,4%) e Torino (38,7%) raggiungono l’eccellenza seguite da Parma (38,5%) e Brescia (38,4%), mentre al sud ancora si arranca e città come Palermo (6,2%), Taranto (4,5%) e Messina (2,3%) presentano livelli ancora troppo bassi di raccolta differenziata.
Sale il consumo di energia elettrica, passato da 37.066 kwh per abitante del 2000 a 39.195 kwh per abitante del 2007, appena sotto il picco raggiunto nel 2004 (40.070), mentre calano i consumi domestici di gas metano, che dai 13.379 metri cubi per abitante del 2000 sono passati nel 2007 a 13.091 metri cubi per abitante.
Una delle problematiche ambientali più stringenti scaturite dalla lettura del “V Rapporto Qualità Ambiente Urbano” dell’ISPRA è il progressivo, confuso e sregolato allargamento dei limiti delle nostre città, spesso a scapito di territori agricoli o boschivi. Le città italiane sono sempre più urbanizzate e nel decennio 1990-2000 la crescita di territorio provinciale consumato è stato pari al 5,8%, con picchi anche superiori al 10%. Le più elevate percentuali di superfici urbanizzate si trovano in Lombardia, Puglia, Veneto e Campania. In particolare, in Lombardia, le superfici urbanizzate sono il 13,7% del territorio, cresciute negli ultimi 10 anni a un ritmo di 10,2 ettari al giorno. Tra le 33 città prese in esame dal rapporto, Roma è quella con il maggior numero di ettari di territorio comunale ad alta urbanizzazione (21%), mentre il minore è risultato quello di Campobasso (12%).
La qualità dell’aria delle città italiane è l’altro grosso problema che il nostro Paese dovrà presto affrontare. Dal Rapporto dell’ISPRA risulta che delle 33 città prese in esame solo quattro (Pescara, Potenza, Bolzano e Campobasso) non hanno superato i valori di Pm10 consentiti dalla legge; dati negativi anche per quanto riguarda l’ozono (solo Potenza e Cagliari non oltrepassano l’obiettivo a lungo termine nel semestre aprile settembre del 2008), mentre le uniche note positive si sono avute dalla situazione relativa alle concentrazioni di biossido di zolfo e di benzene, per i quali non sono stati registrati superamenti del valore limite.
Confermato, infine, il primato italiano a livello europeo per la concessione del marchio di qualità ecologica Ecolabel: quasi la metà (48%) delle licenze concesse a livello europeo per i servizi di ricettività turistica sono italiane.
Fonte: www.apat.gov.it (riproduzione riservata)
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