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Piano Casa, il Cipe sblocca una tranche da 350 milioni

Via alla prima parte di fondi per la carenza di alloggi a canone agevolato, aumento cubature ancora da definire

vedi aggiornamento del 16/07/2009
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11/05/2009 - Via libera alla soluzione del disagio abitativo. Il Cipe con la delibera di venerdì 8 maggio ha approvato il “Piano Casa” previsto dal Decreto Legge 112/2008, convertito dalla Legge 133/2008 per superare in modo organico e strutturale la carenza di alloggi a canone agevolato.
 
Si comincia quindi a dare attuazione al quadro programmatico degli investimenti infrastrutturali approvati dalla precedente riunione del Cipe il 6 marzo scorso.

Sarà presto erogata la prima tranche di fondi: 200 milioni andranno alle Regioni come anticipo dei 550 stanziati dal precedente Governo e promessi agli enti locali. Altri 150 confluiranno nel fondo immobiliare voluto dal Ministro Tremonti, al quale parteciperanno solo investitori istituzionali di lungo periodo, come la Cassa Depositi e Prestiti e le maggiori fondazioni bancarie.
 
Secondo le stime dell’Esecutivo i privati daranno al sistema un apporto di 200 milioni di euro, mentre in tre anni la portata delle iniziative potrebbe movimentare investimenti per oltre un miliardo di euro. Cifra che consentirà probabilmente di attivare ulteriori risorse del settore pubblico e no profit.
 
Lo sblocco dei fondi per l’edilizia sociale segue un periodo di tensioni tra Governo e Regioni, iniziato nel giugno 2008 con l’azzeramento dei fondi già esistenti. Grazie alla delibera del Cipe sarà possibile l’immediato avvio dei cantieri. Il Comitato interministeriale per la Programmazione Economica darà alle Regioni anche indicazioni sulle priorità con cui assegnare gli alloggi. I soggetti riconosciuti beneficiari degli alloggi pubblici dal decreto sono famiglie a basso reddito, studenti fuori sede e immigrati regolari.
 
Insieme alla realizzazione di alloggi di edilizia pubblica e agli incentivi per la costruzione di abitazioni da assegnare a canone calmierato alle categorie economicamente e socialmente svantaggiate, il Piano Casa lascia spazio all’innovazione, con interventi di housing sociale attuabili grazie ai fondi immobiliari.
 
Le iniziative a sostegno del settore edile, che prevedono l’ampliamento delle cubature degli edifici, saranno invece operative entro il 30 giugno, data entro la quale le Regioni dovranno approvare le leggi per la regolamentazione degli aumenti volumetrici. Il decreto legge del Governo, più volte rimandato, potrebbe essere discusso e approvato questa settimana. Ricordiamo che lo slittamento è stato provocato dalla mancata discussione della norma in Consiglio dei Ministri e Conferenza delle Regioni, che dopo aver sollevato qualche perplessità attende il nuovo testo del Governo. (riproduzione riservata)
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alessandro marcheselli

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